Un nostro lettore, Franco Vesco, ci ha scritto per rispondere alla lettrice che lamentava un cattivo trattamento al parcheggio del Palafiori:
“Non sono solito intervenire nelle diatribe dialettiche ma ogni volta che viene tirata in ballo la mia città, a cui voglio un gran bene, mi sale il sangue alla testa. Si parte da una questione personale per poi generalizzare e screditare Sanremo. Premetto che non sono un dipendente comunale e quindi non sono un collega degli addetti al parcheggio e mi limito a commentare il suo articolo di lamentela. Intanto quando uno lascia un commento sarebbe buona norma firmarsi, per una questione di educazione, la stessa che lei va rimproverando agli addetti del parcheggio (e anche perché non si rischia alcuna sanzione). Premettendo che sulla questione educazione e sulle presunte risposte maleducate che le hanno dato gli stessi non entro in merito (anche perché, cara signora, le campane bisognerebbe sempre sentirle entrambe), secondo me le hanno dato l’unica risposta giusta che potevano darle: ‘vada a protestare in comune’. Le faccio notare, altresì, che le regole del parcheggio (e le tariffe) sono chiare ed esposte e non si parla di tolleranze orarie. Anche senza saperlo, io credo che uno dei compiti degli addetti al parcheggio sia quello di avere un pareggio tra entrate e uscite, mi spiego: se quel biglietto (1 ora e 3 minuti) corrisponde a 3 euro, devono entrare 3 Euro, punto. Mi risponda signora: ma lei in Francia è mai stata? E se sì, come presumo, i parcheggi come funzionano, con la tolleranza o senza? L’euro e mezzo che avrebbero dovuto non farle pagare, o per usare il suo linguaggio ‘tollerare’, chi avrebbe dovuto metterli in cassa? Forse i dipendenti comunali? E se in una giornata si fossero registrati 10 casi di ‘tolleranza’ i 15 euro totali mancanti chi avrebbe dovuto metterli in cassa? L’unica persona con la quale lei avrebbe dovuto lamentarsi era il signore anziano davanti a lei (meno male che non l’ha fatto, dimostrando almeno in quello comprensione), appartenente a quella schiera di persone che lei etichetta, qualche riga più avanti, come ‘imbecille di turno’. E questa a lei sembra educazione? Lei solleva tutto questo caos per 1,5 euro? Allora signora guardi, io tutte le sere parcheggio al palafiori intorno alle 18.30: mi aspetti dal gabbiotto (tanto mi conoscono) e l’euro e mezzo glielo do io. Lei si comporta esattamente come i turisti che si lamentano sempre di Sanremo ma che poi ritornano sempre paragonandola a Milano, a Torino, ecc, dicendo: ‘ma noi a Milano, ma noi a Torino. Allora io mi chiedo: ma se non vi trovate bene cosa venite a fare a Sanremo? State a casa vostra, non venite! E la stessa cosa dico a lei. Rimanga a Taggia, non venga a fare shopping a Sanremo, perché i parcheggi sono cari e i dipendenti dei parcheggi maleducati. Vada al Lecrerc e al Carrefour. Un’ultima cosa visto che lei è di Taggia (e io ci lavoro): invece di guardare e di giudicare i dipendenti comunali di Sanremo, perché non da un occhio al suo comune: mi sembra che ultimamente qualcosa sia successo, o no?”
















