Un nostro lettore, Rossano Siccardi dipendente del Casinò di Sanremo, ci ha scritto per intervenire sul referendum che sta per iniziare tra i dipendenti della casa da gioco:
“Chiedo scusa, innanzi tutto, a tutti quei lettori che ormai ne avranno più che abbastanza di Casinò, nel senso dei suoi problemi interni come se, i nostri concittadini, non ne avessero già abbastanza dei loro. Ho avuto la fortuna, nella mia avventura, come dipendente e Capo Servizio all’interno della Casa da Gioco sanremese, di fare la conoscenza con ogni tipo di persona, conoscenze che comunque, ognuna per la loro parte mi hanno arricchito sia sotto il profilo umano che quello personale. Tra di loro, una in particolare, mi ha colpito per la sua incrollabile, indistruttibile, caparbia decisione ed abnegazione nello svolgere una delle attività più onerose e poco appaganti all’interno di una grande Azienda ovvero quella del sindacalista. Mi riferisco all’uomo, all’amico, al collega Bruno Barbaro, vero e proprio ‘deus ex machina’ del sindacato autonomo Snalc. La sua incessante, disinteressata costante opera sindacale, ha portato alla stesura, insieme ad altri sindacalisti, di altre organizzazioni sindacali, di un accordo, sindacati ed azienda che permetterà di affrontare quei sacrifici da parte di noi lavoratori utili per mettere in relativa sicurezza l’azienda ma, soprattutto, ci permetteranno di salvaguardare i nostri posti di lavoro, e con loro le nostre famiglie. Velleitari ipotesi di accordi di solidarietà che non hanno una reale ma solo aleatoria copertura finanziaria non sono solo folli illusioni ma naufragi sicuri. Mi meraviglio che, con tanta disinvoltura, ci sia chi li sostiene e che li porti avanti, nonostante in tutti i modi, l’Azienda Casinò, organi Ministeriali del lavoro, Prefetto e quant’atro, abbiano detto che non ci siano al momento risorse economiche di copertura ai contratti di solidarietà e che la consegna delle chiavi dell’azienda ed il più classico ‘rompete le righe, tutti a casa’ sia dietro l’angolo. L’accordo siglato, non è l’accordo di Bruno Barbaro, è l’accordo siglato da quattro delle cinque sigle sindacali presenti in azienda che avrebbero dovuto fare di tutto per sostenerlo spiegando le ragioni della loro firma. In modo veramente compiuto lo ha fatto solo lo Snalc. Ho voluto elogiare la caparbietà del nostro sindacalista, che mi ricorda la caparbietà di un suo illustre predecessore e mentore quale Pio la Torre, storico sindacalista palermitano vicino al mondo contadino ed acerrimo nemico del latifondismo mafioso. Due peculiari caratteristiche distinguono questi due personaggi, la caparbietà tipica del nostro meridione d’Italia e l’appartenenza a quella area politica di sinistra visceralmente vicina al mondo operaio. Nel riconoscere queste doti, non si potrà certo dire che io sia di parte in quanto, soprattutto politicamente, sono collocato, assolutamente dalla parte opposta alla loro, come opposto è il colore delle camicie che indossiamo alle manifestazioni ufficiali di partito. Amici, collegi, credetemi, vi parlo con il cuore e con sincerità d’animo, l’unica strada, per ora percorribile, anche se migliorabile in corso d’opera è il SI al referendum di oggi perché sarà un SI alla continuità aziendale, alla continuità lavorativa ed un SI al sostegno delle nostre famiglie”.














