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Al Direttore | 17 aprile 2013, 18:03

Accordo Casinò-Sindacati e referendum di venerdì: la mail di un dipendente della casa da gioco

Accordo Casinò-Sindacati e referendum di venerdì: la mail di un dipendente della casa da gioco

Un dipendente della casa da gioco ci ha scritto per esprimere il suo parere sulla situazione del Casinò di Sanremo:

“Il comune (o meglio una parte di esso), il Cda, Zoccarato e cosa ben peggiore i sindacati stanno mettendo pressione ai lavoratori  paventando licenziamenti a catena per giustificare gravi errori di gestione commessi. Sono partiti parlando di 40 esuberi, poi però vedendo che non spaventavano la gente li hanno prima raddoppiati e poi triplicati prima del voto del l'assemblea dei lavoratori. Secondo loro ci sarebbero 120 persone da licenziare immediatamente se non si facesse il loro volere. Nessun dialogo, nessun aggiustamento al loro accordo. O così o non giochi più (i bambini usano spesso questo metodo quando portano loro il pallone). Quello che ai lavoratori non piace e non capiscono (provateci voi) è come sia possibile che con 120 esuberi si usi l'Adecco da anni e anni (una società di lavoro interinale) per far lavorare degli esterni (che per puro caso per lo più sono parenti di..), si diano un mare di soldi per il poker, che vengono usati per pagare degli esterni (si ancora, con 120 persone a non far nulla già pagate dal casinò) ma che a conti fatti sono un'esagerazione, un milione e 300 mila oggi (circa), prima 1 milione e 800. Per fare qualche torneo di poker e pagare a rotazione 20-30 ragazzi, non rientrare delle spese e lasciare questi ragazzi nel limbo e nella speranza di un'assunzione reale. Costerebbe meno al Casino assumerli! Ci sono 120 esuberi? 30 faranno il poker  in un'azienda attenta al bilancio facendo risparmiare al casinò 1 milione e 300 mila euro. Mica male direte voi, peccato che giusto una settimana prima di presentare l'accordo il casinò si sia sbrigato a rinnovare il contratto del poker. Meglio lui di 120 lavoratori con famiglie. Eliminando queste due gravissime incongruenze in una azienda in crisi e con 120 esuberi (a fare il poker e coprire i posti del l'adecco non vanno bene quelli già stipendiati?) e aggiungendo gli esuberi per chi ha già maturato la pensione senza incentivi, utilizzando casomai i soldi per accompagnare se c'è bisogno ulteriori persone alla pensione, hai risolto i tagli sul personale senza licenziare nessuno. E facendo sacrificare meno chi resta a lavorare e a fronte di un risparmio vero che duri nel tempo. Logica, intelligenza, moralità e buon senso. Vogliamo solo che siano questi i criteri da applicare. E invece assistiamo a scelte ingiustificabili da anni e anni che ora dovrebbero culminare o coi licenziamenti selvaggi (non chi ha la pensione di 2500 euro da domani, ma chi lavorando prende 1400 e si troverebbe sulla strada), o con l'accettazione totale di una proposta che permetta di continuare alla dirigenza di scegliere altri Pagano, altre Adecco ecc.. quando detto da loro ‘abbiamo 120 persone in più’. Utilizzando la linea del contratto di solidarietà (anche se ufficialmente mancano i fondi, l'idea è gratis), che fa una paura tremenda a chi ha preso decisioni discutibili (prevede un controllo esterno sulla gestione anche di anni precedenti), ci sarebbero gli esodi necessari a costo 0 essendoci circa 50 persone pronte alla pensione e altri volendo potrebbero essere accompagnati alla pensione. Inoltre se ancora ci fossero persone ‘di troppo’ basterebbe stoppare il lavoro interinale (all'Adecco sono proprio bravi, trovano lavoro in un posto con 120 persone in esubero!) e svolgere il poker direttamente tagliando altri sprechi. Fatto questo i lavoratori si taglieranno quello che devono per non mandare a casa nessuno. Quindi la scelta del comune (parte di esso) e del Cda è davvero o continuare a poter infilare la politica di mezzo o mandare a casa delle persone senza motivo?” Questo pensiero riflette a grandi linee ‘il corridoio’ dell'azienda, i lavoratori reali indipendentemente dal loro sindacato o dal loro pensiero politico. La soluzione per questa emergenza c'è, più di una. Nessuna servirà per il futuro però senza un cambio drastico nella gestione della casa da gioco. Oggi la politica deve saper aspettare tempi migliori per ributtarsi sulla gallina dalle uova d'oro”.

Carlo Alessi

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