“In questo periodo sentiamo prepotentemente anche a livello politico il peso del rinnovamento, che la ‘vecchia guardia’ deve lasciare posto ai giovani, che sarebbe necessario un ricambio generazionale anche in agricoltura per migliorare la situazione in qualsiasi ambito vi sia una gerarchia: dalle nostre imprese, ai sindacati, alle associazioni, agli enti”.
Lo evidenzia Marco Damele, coordinatore imperiese dell'Anga, che prosegue: “Ma vorrei cercare un altro punto di vista. Analizzare il dilemma, ovvero ragionare con due premesse opposte che confluiscono in un’unica conclusione, con l’immaginare le nostre imprese come un corpo umano, dove la ‘vecchia guardia’ sia il cervello e le ‘giovani leve’ il cuore. Il primo è l’altolocato risiede in alto, comodamente nella scatola cranica contornato da liquido cerebrale che lo protegge. Immagazzina informazioni, rielabora e prende decisioni e in automatico gli apparato scheletrici e muscolari agiscono secondo i suoi comandi. Il cervello ha capacità di ragionamento, di organizzazione, di compensazione, forte delle esperienze vissute. Arriva un momento in cui però il sistema cerebrale rallenta: è fisiologico. Continua le funzioni in maniera esemplare ma possono iniziare le difficoltà ad imparare nuovi elementi, la capacità di sintesi per ottenere nuove soluzioni anche attraverso un confronto. Vero, ma senza di lui, comunque, non si potrebbe vivere se non come vegetali. Così come non si potrebbe vivere il presente senza considerare il passato”.
“Il cuore è l’operaio incastonato tra vari organi nella cavità toracica - termina Damele - quasi stretto, tra le sbarre, è scomodo ma non molla mai. Scientificamente pompa sangue per ossigenare cervello e tessuti, ma è considerato l’organo della passione, del desiderio, della sperimentazione. E’ portatore sano di entusiasmi, di voglia di fare, di lottare e di energie. E’ la vita vera, pura come il sangue che spinge, con la sua instancabile voglia di far muovere ‘la macchina’, fa fatica ed il lavoro sporco. Nel suo essere assiduo, continuo, costante ed incessante fino alla fine. Il cervello è poco conosciuto, il cuore… un libro aperto. Indispensabili entrambi, uno senza l’altro non si potrebbe vivere. Due star dentro un corpo, ma ciò che permette che questi due protagonisti possano esprimere il meglio di sè è necessario che sappiano trasmettere emozioni… e chi riuscirà fra i due… il cuore… il cervello... o giustamente entrambi?”














