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Al Direttore | 23 febbraio 2013, 09:31

Sanremo: multa per due auto d'epoca considerate rifiuti speciali, la risposta di Gianni Calvi

Sanremo: multa per due auto d'epoca considerate rifiuti speciali, la risposta di Gianni Calvi

Un nostro lettore, Gianni Calvi, ci ha scritto per rispondere a Domenico Griseri:

“Poichè sono fautore del rispetto delle Leggi, specialmente, dato anche il mio servizio, di quelle che contemplano violazioni ambientali, ma, come deve obbligatoriamente orientarsi l'opera dell'agente sanzionatore, ritengo che il cittadino debba essere punito per le inottemperanze commesse ma non arbitrariamente vessato. Mi rivolgo al gentile lettore Sig. Griseri, con una disamina sull'argomento delle auto dismesse dalla circolazione per le quali è stato sanzionato. Mi perdonerà il lettore se, con tutta franchezza, per prima cosa, devo comunicare che di tutto il suo narrare della vicenda occorsagli non ho capito quasi nulla. Spiego: i veicoli dismessi dalla circolazione in evidente stato di abbandono e mancanti delle parti essenziali alla circolazione (indipendentemente dalla loro mantenuta iscrizione al PRA: vedi Sentenze Cass.) sono considerati rifiuti speciali ai sensi del DLGS. 152/2006 (ex 22/1997), a sua volta, il DLGS 209/2003 costituisce lex specialis e recita tutta una serie di articoli riferenti tutta la disciplina della materia veicoli dismessi. Da quanto riportato dal lettore con comprendo quale norma sanzionatoria gli sia stata contestata applicandogli una ‘multa’ da versarsi alle casse comunali atteso che i proventi delle infrazioni al 209/2003 sono da versarsi alla Provincia e l'importo esatto è, tenetevi forte, Euro 1666,66! per ogni veicolo (cat. M1, detto semplicemente i veicoli fino ad 8 posti ed altri che non ci interessano al momento) dismesso dalla circolazione e non consegnato ad un centro di rottamazione. Detto questo non comprendo la procedura, in base alla narrazione del Sig. Griseri. E ancora, la norma, esclude che la violazione debba essere contestata ai veicoli di interesse storico, sempre che, beninteso, non si tratti di rottami abbandonati alle intemperie ed evidentemente in deterioramento con rilascio di sostanze inquinanti (olio motore, acido e solfati di piombo degli accumulatori elettrici, vernici ecc.). Se quanto narrato risponde al vero non mi pare il caso del lettore che aveva in itinere un'opera di restauro, non poggiava i veicoli direttamente sul terreno vegetale e li proteggeva dalle intemperie. Tutto quanto sopra a puro titolo informativo a sulla base del narrato del Sig. Griseri. Purtroppo mi pare di capire che sia troppo tardi per un eventuale ricorso”.

Carlo Alessi

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