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Politica | 28 gennaio 2013, 17:47

Mobilitazione imprese, Torassa: “Chiudiamo e i giovani costretti a emigrare da questa Provincia”

"Con il 2013 siamo ormai arrivati all’anno della svolta. Perché il carico fiscale, la burocrazia, ci sta ammazzando tutti. Non è più possibile andare avanti".

Mobilitazione imprese, Torassa: “Chiudiamo e i giovani costretti a emigrare da questa Provincia”

“La gente non ha più soldi, le imprese non hanno più soldi. Il lavoro è completamente bloccato. C’è una disoccupazione giovanile che solo nella Provincia di Imperia nell’ultimo trimestre è arrivata al 16%: chiudiamo le città, non solo perchè le attività chiudono ma perché i giovani si devono trasferire da questa Provincia. I giovani non trovano lavoro ed emigrano. Questa Provincia diventerà popolata da persone sempre più anziane e mancherà il ricambio imprenditoriale che è fondamentale per il ricambio di questa Provincia”.

Così il noto imprenditore bordigotto Walter Torassa, la cui famiglia svolge attività imprenditoriale da decenni in zona, a margine della giornata di mobilitazione RETE (Rappresentanza e Territorio) Imprese Italia e da Confcommercio dallo slogan “Io chiudo: chiude la mia città”, per protestare contro la pressione fiscale, le difficoltà di accesso al credito, gli obblighi e le burocrazie opprimenti. 

“Con il 2013 - ha proseguito - siamo ormai arrivati all’anno della svolta. Perché il carico fiscale, la burocrazia, ci sta ammazzando tutti. Non è più possibile andare avanti. Hanno ragione gli imprenditori che non ci si può più accontentare di vuote parole, di promesse. Sono troppi anni che andiamo avanti con queste promesse e i problemi non vengono risolti. Fino quando la gente non potra ritornare a consumare questo paese rischia il collasso.  Siamo riusciti a mettere a posto il differenziale per quanto riguarda i titoli di Stato, però, seguendo questa cura di austerità, corriamo il rischio che quando questa cura avrà effetto definitivo il paziente ormai sia morto. E’ inconcepibile che le imprese siano costrette ad indebitarsi anche per poter pagare le imposte. E’ una cosa che non esiste in nessuna legge economica. Nessun paese potrà mai andare avanti seguendo questo principio. E le banche è ora che, dopo aver ricevuto i finanziamenti a tasso agevolato, aprano alle imprese. Se non c’è questa destinazione il paese è morto. La gente sta cominciando a mangiarsi i risparmi. Quando si arriva a questo punto non si può andare avanti per molto. Queste istanze – aggiunge Torassa – verranno portate avanti, sia da imprenditore che da candidato al Senato (è inserito nella lista Ligure per un posto al Senato con il Pdl ndr)”.

Chiosa finale riservata allo snellimento delle procedure burocratiche: “Un imprenditore che ha bisogno di qualcosa deve potersi rivolgere a unico sportello e lì – conclude Torassa – deve avere tutte le informazioni che gli sono necessarie per la propria attività. Non possiamo farci sbattere da un ufficio all’altro”. 

 

Renato Agalliu

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