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Al Direttore | 23 agosto 2012, 14:31

Sanremo: pratica sportiva ed impianti in città, Rifondazione risposte ad un nostro lettore

Sanremo: pratica sportiva ed impianti in città, Rifondazione risposte ad un nostro lettore

"Da qualche tempo a noi non interessa più entrare in polemica con nostri eventuali interlocutori che manifestamente dimostrano di non conoscere il problema per cui intervengono nella discussione. E’ il caso del Sig. Bravo che certamente conosce poco dello 'sport' cittadino. Rispondiamo solo per controbattere alle inesattezze contenute nel suo scritto. Un notissimo comunista, l’attuale ministro tecnico, Gnudi, non più tardi di pochi giorni or sono così si esprimeva: 'Investire sullo sport significa investire sulla qualità del capitale umano del Paese'. Non è una novità, alcuni anni fa qualcuno già disse che un’intelligenza sana sta in un corpo sano, però immaginiamo che il ministro intendesse dire che gli investimenti li deve pagare la pubblica amministrazione e non il singolo cittadino. E ancora: 'Per questo abbiamo chiesto di ritoccare con un articolo ad hoc il decreto legge sullo sviluppo per facilitare il finanziamento di nuove strutture che possano essere sfruttate sia dalle scuole sia dalle società sportive'. Questo non varrà per Sanremo perché alle società sportive non sono date in gestione nuove strutture, ma nuove gabelle, le gabelle per la pratica dello sport".

Lo scrive il Direttivo del Circolo PRC 'Martini' di Sanremo, rispondendo ad un nostro lettore. "Per gli ignoranti - prosegue - ricordiamo che da anni noi sosteniamo (quindi recidivissimi) che gli impianti sportivi devono essere costruiti vicini alle scuole, come appunto ci dice il ministro. Certo che dobbiamo accontentarci della nuova palestra che sarà costruita a Pian di Poma, ma noi avremmo preferito avere la palestra vicino a una scuola cittadina (a proposito: che fine ha fatto il progetto dell’Assessore Lanteri, giunta Bottini, per la costruzione di una palestra sul terreno dell’attuale scuola Asquasciati?). Non bisogna andare indietro di tanti anni e addirittura in Russia per trovare lo sport calcistico gratis. Bastava restare a Sanremo ai tempi di D’Andrea o di Ceci, e ancora più recentemente, ai tempi di Borra. Certo altri dirigenti calcistici, è vero. Non solo lo sport era completamente gratuito (non si pagava nemmeno la quota d’iscrizione), ma in molti casi davano anche gli scarpini e le maglie da allenamento rigorosamente lavate dalla Sig.ra Barbieri che gestiva, assieme al marito, il bar del Comunale. Non erano il Cska di Mosca. Volutamente non abbiamo alimentato la guerra tra poveri che questa lungimirante amministrazione ha innescato. Comunque, pur tacendo, sappiamo benissimo che è del tutto iniquo e ingiusto accettare da una società 18000 euro di locazione annua per la gestione di un impianto sportivo che può portare nelle casse della società gerente centinaia di migliaia di euro. Sappiamo anche che esistono società sportive che magari pagheranno anche solo due o tremila euro di balzello per lo sport, ma non hanno alcuna altra fonte di entrata se non le iscrizioni dei giovani calciatori. Mentre queste piccole società svolgono, quasi prevalentemente l’attività per ragazzi e giovani, quella società che si è aggiudicata la gestione di quell’impianto nell’ultimo triennio di riferimento (anni 2009-2010-2011) ha svolto una 'generica attività' a favore dei disabili, dei giovani e degli anziani (per gli ignoranti vedere il verbale della Commissione giudicatrice per l’affidamento della concessione del servizio di gestione dell’impianto sportivo comunale campo ippico – datato 03/05/12)".

"A noi fa un immenso piacere - termina il Circolo - apprendere che la Sig.na Casiraghi viene a concorrere al campo ippico di Sanremo. Ci farebbe ancora più piacere sapere che al campo ippico si pratichi quotidianamente, e non genericamente, l’ippoterapia, perché sappiamo dei notevoli benefici che apporta a certi handicap. Nutriamo infine forti dubbi che il gestore del campo ippico abbia investito negli ultimi anni ingenti somme di denaro se, oggi, il Comune lo obbliga a realizzare opere di messa a norma dell’impianto per 180.000 (centottantamila) euro. Ma ancor più ci stupisce che il gestore del campo ippico trovi così tanti difensori che dicono tutti la stessa cosa: non disturbate quel benefattore! Comunque a noi risulta, e stiamo aspettando conferma, che quel gestore per nove anni non ha pagato un solo centesimo di locazione. Il settore giovanile di qualsiasi società sportiva non è un business, anzi è fonte di notevoli perdite finanziarie. Chi sostiene il contrario non ha mai vissuto la storia di una qualsiasi società sportiva che gestisce attività per i ragazzi e giovani. Noi abbiamo sempre sostenuto che il Comune deve partecipare alla gestione delle società dilettantistiche o di puro settore giovanile con adeguati contributi. Per avere conferma di quanto diciamo il Sig. Bravo può richiedere un appuntamento al consigliere comunista Massimiliano Moroni che lo illuminerà sulle spese e sui business dei settori giovanili. Noi non siamo scrittori anonimi. Tutte le testate dei giornali locali conoscono benissimo il nome e cognome dei componenti del nostro Direttivo di Circolo. Se al Sig. Bravo fa piacere conoscerci può venire al venerdì sera al nostro circolo, in Via Martiri. Noi, quasi tutti i venerdì sera, ci ritroviamo non per parlare dei tanti problemi di questa città ma per ascoltare musica di Saint Saens. E mentre ascoltiamo musica ogni tanto, dando gli ultimi colpi d’ala, ci inventiamo geniali iniziative, con la speranza però che nessuno riferisca del nostro operato alla Direzione Nazionale. Pertanto noi vivamente preghiamo il Sig. Bravo di fare il bravo: per favore non faccia la spia".

Carlo Alessi

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