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Al Direttore | 23 agosto 2012, 16:19

I problemi di Sanremo e della frazione di San Romolo: il pensiero di un lettore

I problemi di Sanremo e della frazione di San Romolo: il pensiero di un lettore

Un nostro lettore, F.E., ci ha scritto per dire la sua sulle molte problematiche di Sanremo e della sua frazione, San Romolo:

“Leggere alcuni interventi su queste pagine, scusate, fa letteralmente cadere le braccia. E non perché magari siano posizioni diverse dalle mie, che sarebbero altrettanto rispettabili, quanto piuttosto perché palesano l'incapacità di troppe persone di fermarsi a riflettere un attimo, magari facendo una attenta autocritica, prima di esternare mirabolanti manifestazioni di ignoranza. La cosa interessante è notare come le esternazioni più inaudite o, diciamo, inadeguate, siano sempre opera di persone che ben si guardano dal mettere in calce le proprie iniziali o la propria firma. Vivere nell'assoluto anonimato forse vi salva dalle brutte figure agli occhi degli altri, ma non per questo vi rende migliori di quello che siete o che dimostrate di essere. Se una persona non conosce un argomento, o pensa solo di conoscerlo senza pensare agli infiniti aspetti che potrebbe ignorare, farebbe bene ad usare il web non come sputacchiera in cui vomitare deliranti sproloqui, bensì ad usare quel mezzo e quel tempo per i formarsi sui fatti medesimi. Il Signore che si pone domande sulla condizione di San Romolo, riportando strane elucubrazioni sulle vostre pagine, domandandosi il perché ci sia solo un bar e il perché non ci siano servizi pubblici adeguati costringendo i visitatori ad utilizzare, necessariamente, quello stesso bar e quindi a spenderci dei soldi per utilizzare i suoi servizi e la sua acqua in bottiglia, cosa intende dire? Che si firmi, che dica le cose chiare e tonde e che non si nasconda dietro un dito, come farebbe un bambino. Le moto che arano i sentieri? Caro Signore, è vero, come è altrettanto vero però che se le moto non li arassero molto probabilmente lei quei sentieri neanche li vedrebbe più perché sarebbero inghiottiti dalla vegetazione. Perché cari perbenisti, se non fossero le gomme degli enduristi, dei ciclisti o le mani dei cinghialisti, dei nostri sentieri non ci sarebbe più nemmeno traccia. Poi, per rispondere ancora a te, caro anonimo che tiri il sasso ma nascondi la mano, io se trovo i cassonetti pieni a bordo di un prato, i rifiuti non li getto comunque a terra ma piuttosto me li porto dietro in macchina e li butto nel lussuoso centro città, in uno dei cassonetti dei ‘ricchi’, dei cittadini di serie A, quelli che il comune asseconda un po' di più perché i votanti si concentrano certamente più in centro che in frazioni tipo San Romolo. Poi si è letto del cittadino indignato per le macchie di gelato per le strade del centro, di un consigliere comunale che gioca a fare l'infiltrato in un gruppo di turisti (caro Consigliere, ti svelerò una cruda realtà, tu sei un turista vero e proprio, niente di più e niente di meno, perché le tue considerazioni sono ridicole e non certo degne di una persona che conosce la realtà della città), e di altri interventi che inizialmente ti farebbero correre a scrivere una risposta degna, ma che poi ti lasciano solo l'amaro in bocca. E questo perché ti rendi conto che ormai è la mentalità che è sbagliata, si cercano scheletri negli armadi quando è fin troppo chiaro che è l'incapacità delle nostre Amministrazioni la causa del devasto delle nostre terre, dei nostri mari, delle nostre spiagge, dei nostri borghi, delle nostre frazioni ed infine, del nostro orgoglio nazionale. Ma le nostre Amministrazioni rispecchiano ciò che siamo diventati noi, che andiamo a Pasquetta o a Ferragosto a Sanromolo e ci riversiamo bottiglie, bicchieri tovaglioli, carta igienica  e ci sentiamo autorizzati a farlo come punizione verso l'amministrazione che non mette più bidoni e non più semplicemente perché non conosciamo il significato della parola rispetto. Noi che andiamo al mare e seppelliamo il mozzicone sotto la sabbia, tanto non si vede, noi che parcheggiamo in terza fila, noi che percorriamo l'Aurelia Bis a 130 km/h perché è troppo simile ad una autostrada per andarci a 90km/h, e ancora noi, che lasciamo distruggere ogni giorno la nostra città, il nostro Paese e la nostra dignità, da un branco di persone affamate solo di potere, denaro o immagine. Ci continuiamo a chiedere perché i turisti vengano ancora a Sanremo piuttosto di alzarci per mandare a casa coloro che ci manderanno in rovina, perché lo hanno già fatto ma non ne abbiamo ancora preso coscienza. Odiamo tanto i francesi, ma è normale odiare ciò che si invidia, ciò che è migliore di noi e ciò che non riusciamo più ad essere, perché noi non siamo sempre stati così. Basta mettere piede a Mentone passando da Ventimiglia per fare un bagno nella cruda realtà di oggi. Adesso attendiamo l'inizio della nuova campagna elettorale. I primi passi sono già stati fatti in questa direzione, qualche assessore sta già risvegliandosi dal letargo di inizio mandato e dimostra qualche segno di interesse anticipando, però,che non ci sono comunque i soldi per svolgere lavori assolutamente necessari e perfino più urgenti del Prato sintetico di piazza Colombo. Voglio chiudere questo intervento che forse risulterà a qualcuno più delirante di altri, consigliando al firmatissimo consigliere comunale che trova il tempo per i suoi comici siparietti, di recarsi da solo nella Pigna durante le ore serali o notturne (ma di andarci vestito meno elegantemente del solito se non vuole rischiare troppo), potrebbe prendere coscienza delle immense idiozie che ha fatto scrivere sulle pagine dei quotidiani e, magari, dimostrare, almeno lui, un minimo di autocritica”.

Carlo Alessi

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