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Al Direttore | 20 agosto 2012, 12:04

Trasformazione del Pronto Soccorso di Bordighera, la riflessione di un medico del 118 in vacanza in Riviera

"E' la qualità dell'intervento che vi salva la vita, non le quattro mura con l'insegna rassicurante del P.S. Siate sereni, la rabbia accorcia la vita".

Trasformazione del Pronto Soccorso di Bordighera, la riflessione di un medico del 118 in vacanza in Riviera

Alessio, medico del 118 in vacanza in Riviera e nostro lettore, esprime una sua riflessione sulla trasformazione del Pronto Soccorso di Bordighera.

"Mi chiamo Alessio e sono un turista in vacanza in questa splendida parte della Liguria, luogo d'origine dei genitori della mia compagna. Ma sono anche un operatore medico del 118 di un'altra regione, la Lombardia, spesso usata come paragone dell'efficienza sanitaria nel nostro paese. Per lavoro ho prestato servizio in quasi tutto il nord Italia, dal Trentino all'Emilia, dalla Toscana al Veneto. Seguo con interesse l'evoluzione della sanità nel ponente ligure dove spero di venire a risiedere quando la Ministra Fornero deciderà che potrò andare in pensione.

Premetto che non ho titoli per esprimere giudizi o valutazioni sulla permanenza o meno del nosocomio bordigotto, quindi mi astengo dal farlo, ma trovo sconvolgente quanto leggo a proposito dell'organizzazione del primo soccorso e delle strutture necessarie a garantirlo. Mi duole contraddire quanto letto stamani a proposito dei punti d primo intervento presenti 'solo nel Congo' (magari potessero disporre in quei luoghi di p.p.i come i nostri): nel nostro paese sono moltissimi i ppi, soprattutto nelle regioni meglio posizionate nel ranking della migliore sanità, funzionano perfettamente e sono integrati nel sistema dell'emergenza. Inviterei lorsignori a visitare quelli nel Trentino, in località impervie, spesso coperte di neve, con chilometri di curve in salita: non ci sono picchi di mortalità da mancato intervento, e non sono in Congo, sono in Italia.

Ma analoghi esempi possono trovarli in Emilia, in Lombardia, in Veneto o anche in Toscana dove una ristrutturazione ospedaliera in Versilia, molto simile a quella proposta nel ponente ligure, sta dando risultati straordinari, al punto di provocare fughe dallo spezzino verso la Toscana. Inviterei questi signori a documentarsi meglio, ma soprattutto ad evitare quel terrorismo psicologico sulla popolazione che porta ad identificare il P.S. di Bordighera come luogo centrale ed indispensabile dell'emergenza. Era così un tempo, quando venne concepito il PS di Bordighera che ha svolto un ruolo preziosissimo in questo territorio: oggi la tecnologia è capace di portare il PS a casa del paziente, soccorrerlo e stabilizzarlo in loco, per poi indirizzarlo alla struttura più attrezzata (nel D.E.A . di Sanremo o altrove con l'elicottero), con le tecnologie e le competenze necessarie per proseguire nel percorso di cura del paziente. Questo lavoro lo svolgono egregiamente i miei colleghi delle auto mediche e delle ambulanze attrezzate, con la preziosa collaborazione del personale specializzato e dei volontari: e continueranno a svolgerlo anche quando a Bordighera ci sarà il PPI; dove peraltro si stabilizzeranno, accompagnandoli nella struttura più adeguata, anche i casi più gravi).

Non vorrei affermare un'ovvietà, ma l'assenza di letti dedicati all'osservazione breve (OBI) e il trasferimento della chirurgia a Sanremo, di fatto hanno già trasformato il PS in un PPI; solo la presenza del personale normalmente utilizzato in PS permette di considerarlo ancora tale. Bisognerebbe invece educare le persone a rivolgersi al 118, dove esistono le competenze necessarie per indirizzare, da subito, le urgenze verso la struttura più appropriata. I PPI svolgono egregiamente il loro ruolo in un sistema di assistenza territoriale integrata, governano i percorsi sanitari in un’ottica di appropriatezza e  di riduzione degli accessi impropri alle strutture ospedaliere sede di Pronto Soccorso.

Rasserenerei le persone spaventate da tutto questo ingiusto allarmismo: riorganizzazione significa efficienza, razionalità e assistenza appropriata nel tempo e nei modi: non fatevi trarre in inganno dai nomi. Ci sarà sempre un'equipe medica, all'altezza del compito, professionalmente preparata, pronta a soccorrervi tempestivamente; meglio se ben equipaggiata, magari aggiungendo auto mediche e/o ambulanze attrezzate, soprattutto nei posti più lontani. E' la qualità dell'intervento che vi salva la vita, non le quattro mura con l'insegna rassicurante del P.S.

Siate sereni, la rabbia accorcia la vita".

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