Un nostro lettore, Paolo B, interviene sul dibattito dello sport di enduro, specialità del motociclismo, nell'entroterra.
"Premetto col dire che non è vero che tale sport è praticato solo da vandali anche perchè non sarebbe vero! Il fatto è che proprio la tipologia di sport implica un deterioramento talvolta irreversibile dei sentieri. Ho girato ovunque il nostro entroterra su ogni tipo di sentiero e sempre mi accorgo del passaggio delle moto nei casi in cui questo avviene. Un esempio: anni addietro c'era un bellissimo sentiero utilizzato per gare mtb nell'entroterra di Albenga, ad Arnasco per la precisione; l'ultima volta in cui son stato li son dovuto scendere dalla bici in piu punti perchè i pedali si incastravano nel solco scavato dalle moto che, percorrendo lo stesso in salita ed in ogni condizione meteo, hanno creato una trincea profonda fino a 50cm. per non parlare poi delle mulattiere divelte (sempre percorrendole in salita) nel nostro entroterra, sassi sradicati scalini tritati e ciotoli rotolanti ovunque. credo basterebbe evitare di "salire" quando il fondo è particolarmente delicato, ma piuttosto transitare in discesa dove i danni sarebbero decisamente minori in assenza della forza motrice. comunque non ho mai visto alcun motociclista fermarsi a spostare quello che ha mosso alle proprie spalle, mentre in bici si cerca sempre di rendere il sentiero praticabile anche per i successivi passaggi e perchè no di migliorarlo quando possibile. La convivenza tra bici moto pedoni può esistere però ci vuole, da parte delle moto, più rispetto degli altri in fondo anche la discesa è un buon allenamento, si fà meno rumore (per la gioia degli escursionisti e cacciatori) e si rispettano di piu le vie create dai nostri avi e dai moderni volontari creatori di nuovi trail. Per la salita ci sono gli sterrati ed i percorsi di gara".














