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Politica | 03 agosto 2012, 10:31

Caccia in discussione nel prossimo Consiglio Regionale: la posizione del Gruppo regionale del PDL

“Persistono alcune riserve soprattutto per quanto concerne le specie cacciabili ed i relativi periodi di caccia”.

Caccia in discussione nel prossimo Consiglio Regionale: la posizione del Gruppo regionale del PDL

Sul tema della Caccia, che sarà oggetto di dibattito nella prossima seduta di Consiglio regionale, il Gruppo regionale del Pdl fa sapere di aver votato la proposta, discussa in questi giorni in Commissione consiliare, di inserimento nella legge 29/94 delle 5 giornate, 3+2. Inoltre come Gruppo regionale si è espresso con parere positivo in merito all’articolato che prevede, in caso intervenga un provvedimento sospensivo dell’efficacia del calendario venatorio durante la stagione,  di autorizzare la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente per materia, ad approvare, con provvedimento motivato, un nuovo calendario venatorio riferito all’anno in corso, entro dieci giorni dalla data del provvedimento sospensivo. Questa presa di posizione favorevole è frutto dell’accoglimento delle proposte del Popolo della Libertà che andavano a raccogliere le istanze provenienti dal mondo venatorio. 

“Ci siamo astenuti sulla proposta di calendario venatorio – fanno sapere gli esponenti del Pdl - in quanto quest’ultimo non ha accolto le proposte emerse anche dai vari incontri con le associazioni venatorie relative a questo tema, soprattutto per quanto concerne la caccia alla beccaccia il cui prelievo venatorio è consentito fino al 31 dicembre, mentre dal 1 al 20 gennaio sono consentite solo due giornate a settimana con prelievo massimo di un capo al giorno. Su questa tematica noi avevamo proposto la chiusura al 31 gennaio, speriamo ancora in sede di dibattito in Consiglio regionale di poter apportare migliorie. Naturalmente l’impegno, dichiarato anche in commissione, da parte del Gruppo del Pdl  è quello di consentire che il Calendario Venatorio venga approvato con la riserva che se si dovessero aprire degli spazi amministrativi percorribili per allargare le maglie del provvedimento, secondo le istanze provenienti dal mondo venatorio, si percorrano queste possibilità. Crediamo che le tematiche della caccia debbano essere affrontate con serenità e chiarezza senza essere condizionati da prescrizioni di tipo ideologico. La Liguria confina con la Francia, insieme siamo nell’Unione Europea, riteniamo che sia opportuno che la regolamentazione sia quindi il più possibile uniforme”.

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