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Al Direttore | 22 giugno 2012, 12:12

Conducenti della RT al cellulare: nuova risposta di una lettrice all'azienda

Conducenti della RT al cellulare: nuova risposta di una lettrice all'azienda

Una nostra lettrice, Valeria V., ci ha scritto per replicare alla lettera dell’Ingegnere che si è fatto portavoce della direzione della Riviera Trasporti:

“Premetto che sono assolutamente certa che i comportamenti scorretti riguardino una minoranza degli impiegati della RT e che la maggior parte di questi siano persone serie e responsabili e che svolgono il proprio lavoro coscienziosamente. Bene, fatta questa dovuta premessa, caro Ingegnere le assicuro che percorrendo 4 volte al giorno il tratto Sanremo-Arma di Taggia mi è capitato tante e tante volte di vedere autisti parlare al telefono incrociandoli dall'altra corsia mentre sono alla guida della mia auto. Sa, io sono una semplice cittadina che, lo ammetto, utilizza poco i mezzi pubblici, ma sono assolutamente a conoscenza di questo sgradevole comportamento, avendoli visti con i miei occhi decine di volte. Quindi, Le chiedo, siamo noi cittadini a dover portare a conoscenza l'azienda questo atteggiamento quando, perfino chi non prende l'autobus, lo sa e lo vede perfettamente? Mi spieghi, Ingegnere, come potrei io, incrociando un autobus dall'altra parte della carreggiata, segnalarle, come Lei richiede, ad esempio ‘la matricola’? Perchè vede, anche a me piacerebbe poterlo segnalare perchè il suo autista al cellulare, non è pericoloso solo per i passeggeri che hanno pagato il biglietto, ma anche per gli altri automobilisti come me! Altra cosa, una persona che volesse vedere rispettati i propri basilari diritti (l'incolumità!), secondo Lei, dovrebbe denunciare un fatto arcinoto, firmandosi con nome e cognome e, magari, dal giorno dopo risalire ogni giorno sullo stesso autobus? Non crede che alcune persone (penso magari agli anziani) potrebbero preferire lasciare perdere perchè si sentirebbero, come minimo, non a proprio agio? E poi ancora, ammesso che una persona decidesse di fare come Lei suggerisce, non crede che una lettera di protesta, seppur scritta in maniera precisa e che riportasse tutti i dati che Lei richiede se comunque non accompagnata da adeguato ‘reportage’ fotografico, potrebbe comunque risolversi nel più classico dei ‘La tua parola contro la mia’? Vede gentile Ingegnere, le foto scattate col cellulare (si, quel malefico oggetto che persino i passeggeri utilizzano!) per noi ‘comuni mortali’ ha il viso del guidatore occultato ma, sono assolutamente certa, che se Lei ne facesse richiesta, il direttore di questa testata sarebbe ben lieto di fornirne all'azienda copia con i connotati dell'autista ben riconoscibili! Che ne dice Ingegnere, le sarebbe sufficiente o chiederebbe sempre matricola, ora, data, luogo, firma, codice fiscale, latitudine, longitudine e pressione atmosferica? Non crede che davanti a certe evidenti scorrettezze si potrebbe essere un pochino più elastici (o meno ostruzionisti?) e non pretendere la carta bollata ma accontentarsi di una semplice ma inoppugnabile foto? Certo, l'ideale sarebbe che a vigilare fosse l'azienda ma, come Lei dice chiaramente, solo a chiederlo scivoliamo nel campo dell'impossibile... pensi un po!” 

Carlo Alessi

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