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Al Direttore | 24 maggio 2012, 09:44

Sanremo: 'movida' e discoteche, si amplia la discussione con l'intervento di Gianni

Sanremo: 'movida' e discoteche, si amplia la discussione con l'intervento di Gianni

Un nostro lettore, Gianni, ci ha scritto per inserirsi nella discussione su 'movida' e discoteche:

"Sul tema dei diritti al divertimento, al lavoro, alla quiete e sul turismo in generale si stanno facendo polemiche assurde e sarebbe meglio trovare un punto d’incontro tra le diverse esigenze senza dover per forza pretendere di far prevalere il proprio punto di vista ritenendosi portatori di verità assolute. Ho letto descrizioni di scenari paradisiaci di un tempo andato, addirittura viene citato il secolo scorso per i fasti di un turismo che non c’è più (pare per colpa dei lamenti dei soliti), vengono presi a modello i tempi felici in cui a Sanremo operavano ben 21 discoteche ed ora non ce ne sono più (non perché il mondo e le abitudini magari sono cambiate ma per colpa dei soliti noti), in cui il Casinò di Sanremo tirava alla grande (non perché c’è la crisi ma per colpa dei soliti noti), si coltivavano e si vendevano tantissimi fiori (ora non si coltivano né si vendono più sempre per colpa di chi si lamenta), insomma in quel contesto anche il turismo faceva la sua parte e contribuiva insieme agli altri pilastri dell’economia cittadina, Casinò, Floricoltura e sviluppo edilizio, a rendere la vita di questa città attraente e ricca di opportunità; purtroppo dobbiamo riconoscere che la situazione non è più la stessa e ciò, siamo seri per favore, per motivi ben diversi dalle lamentele di qualcuno, che magari, esasperato da musiche martellanti sparate all’aperto ad alto volume, scrive una lettera a questa testata giornalistica, e che quindi per questa azione 'terroristica' di critica di questo sistema, viene additato come il responsabile  perfetto di tutto quanto non va in questa città. Città che cerca di risollevarsi, anche, con iniziative come la oramai famosa inaugurazione di stagione di sabato scorso, ma che purtroppo si scontra con le lettere di protesta di questi soggetti portatori di 'morte e desolazione'. Non mi risulta che queste lettere abbiano mai provocato una fuga di clientela o la chiusura di locali. Ma è inutile proseguire in questa surreale ricostruzione dei fatti, piuttosto credo sia bene sottolineare pochi e chiari concetti: è giusto per i ragazzi divertirsi come preferiscono, in questo caso in discoteca, è un loro diritto e va bene; è giusto che gli operatori del settore lavorino con i ragazzi che amano la discoteca, loro difendono il loro lavoro e va bene; ma è altrettanto giusto che gli abitanti residenti nelle zone dove vengono svolte queste attività chiedano che venga riconosciuto il loro diritto alla quiete in casa propria, il diritto di non subire danno esistenziale per la presenza di inquinamenti acustici che inevitabilmente, col tempo, provocano fastidi, ansie, stress; è giusto quindi chiedere regole serie, controlli seri che queste regole vengano rispettate e sanzioni (vere) qualora questo non accadesse. Credo sia possibile riconoscere a tutti i soggetti coinvolti i propri diritti, in questo caso basta solo che le discoteche siano fatte come devono essere fatte le discoteche: all’interno di locali chiusi che possiedono i requisiti di legge, se poste in un centro abitato, all’aperto solo se poste fuori dal centro abitato, e lontano da residenze ed abitazioni. Non mi pare che nessuno abbia chiesto di abolire le discoteche, ma semplicemente di farle esistere nelle strutture adeguate a tale funzione, perché altrimenti ci sarà sempre qualcuno che dovrà rinunciare a vedere garantiti i propri diritti, in questo caso i residenti che si sentono rispondere di non rompere più le scatole e di andare a vivere a Beuzi in mezzo alle capre… classico esempio di tolleranza da parte di chi critica così aspramente la mancanza di tolleranza in coloro che si lamentano. Questo semplice accorgimento, locali pubblici adeguati, garantirebbe a tutti di veder riconosciuti i propri diritti. Sempre che 'qualcuno' non si senta superiore agli altri e non pretenda di farci credere che i suoi diritti sono più importanti di quelli degli altri. Nel caso del locale in questione, mi risulta che nessuno rischia il posto di lavoro, hanno in uso un noto locale da ballo in Ospedaletti (sul mare, isolato, lontano da abitazioni) che lavora molto bene tutto l’anno e in estate… perché venire nel centro di Sanremo all’aperto, entrando in questo modo all’interno delle case delle persone che legittimamente si lamentano di questa 'violazione di domicilio'? Le grandi discoteche all’aperto stanno fuori città, come Le Vele di Alassio o La Suerte di Laigueglia".

Carlo Alessi

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