Questa sera, sabato 5 maggio, alle 21.00 al Teatro Salvini di Pieve di Teco, si terrà lo spettacolo teatrale 'Dove va la Vita...' (La vie va… ou?) di Michèle Guigon con Mariella Speranza messo in scena dalla Compagnia Italiana di Prosa di Genova, per la regia di Saverio Soldani. Lo spettacolo affronta una tematica di forte impatto, e purtroppo di ampia diffusione, quella relativa al tumore al seno. L’incasso sarà devoluto a favore dell’Associazione Onlus Nicola Ferrari.
Ingresso 12 euro (intero), 10 euro (ridotto). Per assistere allo spettacolo è necessario prenotare telefonando al n° 320 4303372
Michèle Guigon, nota attrice e autrice francese, scrive questa pièce (La vie va… ou?) dopo una forte esperienza personale che la vede confrontarsi con un tumore al seno e conseguente mastectomia. Tuttavia, nonostante la drammaticità del vissuto, nel suo monologo non c’è traccia né di melodramma né di autocommiserazione. Lo spirito con cui accompagna lo spettatore in questo viaggio attraverso la sua vita, i suoi ricordi, le sue emozioni, i gesti del quotidiano è pervaso di saggezza e spesso di ironia, e ci aiuta a mettere a fuoco quei meccanismi di sopravvivenza di cui è dotato ogni essere umano anche se a volte ne ignora l’esistenza.
Il regista Saverio Soldani (dopo l’incontro con l’autrice) ha deciso di tradurre questa sua opera e di presentarla per la prima volta in Italia con il titolo 'Dove va la Vita...' sabato 5 maggio 2012, ore 21, a Pieve di Teco. Farà da cornice a questa prima nazionale il delizioso teatro Salvini, da poco restaurato, adattissimo per la struttura e per l’ottima acustica a un monologo come questo. L’iniziativa è stata resa possibile dal contributo dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Imperia.
'Dove va la Vita...' è uno spettacolo capace di parlare di un’esperienza difficile come quella del cancro al seno, che purtroppo può riguardare da vicino molte donne, con spirito lieve e col sorriso sulle labbra e nel cuore. È uno spettacolo capace di commuovere il pubblico, ma anche di divertirlo, facendolo immedesimare in mille situazioni quotidiane al limite dell’assurdo, nelle quali tutti viviamo. È come uno sguardo all’indietro che dalla fine della vita ne scorre tutti gli elementi e i contenuti che ci sembravano importanti e che ora ci appaiono…ingenui, vani, ridicoli e spesso privi di senso. Ogni palpito della propria vita è immanente e trascendente al tempo stesso.
La bellezza e la particolarità di questo lavoro teatrale stanno nella dolcezza e nella sottile ironia che pervadono il testo e la recitazione e che sono le stesse emozioni della vita, nella salute e nella malattia. Lo spettacolo prevede inserti musicali con canzoni che integrano il racconto e ne sottolineano i punti più emozionanti ed intimisti. Sulla scena il monologo è affidato all’attrice Mariella Speranza, che si rivela interprete di estrema efficacia. (Per notizie su di lei vedi note a fondo pagina). L’originale francese “La vie va… ou?” è stato rappresentato dalla stessa autrice Michèle Guigon a Parigi al “Théatre du Lucernaire” e al “Théatre du Rond Point” in più di duecento repliche.
Mariella Speranza si è diplomata alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova. Ha completato la sua formazione seguendo un corso di perfezionamento condotto dall’Istitut di Barcellona e seguendo un corso di qualificazione professionale per attori e registi “Le lingue del teatro” con Marcello Magni, Katrine Hunter, Carl Miller.Da diversi anni la sua attività professionale è legata principalmente al Teatro Stabile di Genova, al Teatro della Tosse ed alla Compagnia Gank. Nella scorsa stagione ha lavorato negli spettacoli “Otello”, “La Bisbetica domata” di W. Shakespeare per la regia di Alberto Giusta con la Compagnia Genk, “Amleto” con la regia di Antonio Zavattari, “La Leggenda “ di Iacopo da Voragine per la regia di Tonino Conte al Teatro della Tosse, “Mi chiamo Isbiorg e sono un leone” con la regia di Sergio Maifredi, sempre al Teatro della Tosse, “Il cerchio di gesso del Caucaso” con la regia di Bruno Besson al Teatro Stabile di Genova.
Progetto Artistico:
Cosa c’è di più sacro della vita?
Una donna qualunque, in un giorno qualunque, scopre di avere un tumore al seno. Cioè, lei non scopre nulla; nel suo corpo tutto sembra normale ma… sono i medici a dirglielo: “cancro al seno”. Buio. Buio davanti agli occhi e per una attimo si ferma il respiro. Da quel momento tutto cambia. Il pensiero della morte inizia a convivere con lei in ogni istante, ma anche il valore della vita inizia ad essere vivo e presente come non mai, in ogni momento della giornata, in ogni ricordo e in ogni piccola cosa. Quanto valore ha un giorno qualunque quando sappiamo che potrebbe essere l’ultimo? Che significato ha un ricordo sfuggente che credevamo perduto?
Questa pièce autobiografica nasce dall’esperienza vissuta di una donna che ha subito una mastectomia: è Michèle Guigon, nota attrice francese che scrive questo monologo straordinario privo di melodramma e di autocompiangimento e ricco invece di ironia, saggezza e pungente spirito di osservazione sui meccanismi di sopravvivenza dell’individuo. Uno spettacolo capace di parlare di un’esperienza difficile come quella del cancro al seno, che purtroppo può riguardare da vicino molte donne, con spirito lieve e col sorriso sulle labbra e nel cuore. Uno spettacolo capace di commuovere il pubblico, ma anche di divertirlo, facendolo immedesimare in mille situazioni quotidiane al limite dell’assurdo, nelle quali tutti viviamo. E’ come uno sguardo all’indietro che dalla fine della vita ne scorre tutti gli elementi e i contenuti che ci sembravano importanti e che ora ci appaiono…ingenui, vani, ridicoli e spesso privi di senso. Ogni palpito della propria vita è immanente e trascendente al tempo stesso.
Lo spettacolo prevede inserti musicali con canzoni che integrano il racconto e ne sottolineano i punti più emozionanti ed intimisti.
Lo spettacolo è stato tradotto dal francese ed è stato rappresentato dalla stessa autrice a Parigi al “Théatre du Lucernaire” in più di duecento repliche. Il testo è inedito in Italia.
Monologo recitato con inserto di canzoni dal vivo. Durata: 70 minuti circa. L’attrice interprete del monologo è Mariella Speranza.














