Un nostro lettore, G.A., ci ha scritto per dire la sua sui molti incendi di questi giorni in provincia di Imperia:
"Il Ponente brucia! Che scempio. Anche oggi ettari di boschi e macchia mediterranea sono andati in fumo. Troppi focolai contemporanei in luoghi diversi. Quasi certe le matrici dolose. La nostra beneamata terra depauperata della sua bellezza, del suo patrimonio forestale che è ricchezza di tutti. Un vero crimine odioso. Da oltre un ventennio l’industria ed il business del fuoco si specializza e sistematicamente distrugge la flora e la fauna. Trame oscure probabilmente legate alla criminalità organizzata gestiscono e pianificano infami aggressioni al territorio ed all’ambiente. 'Inspiegabilmente' più crescono e si moltiplicano i roghi, più si potenzia l’industria dello spegnimento. Evidentemente allora questa non è la strada giusta. Ci si domanda perché per lustri siano stati ignorati i decaloghi di Legambiente e delle semplici, ma saggie voci dei contadini che raccomandavano la cura il rispetto del territorio, la prevenzione, la pulizia dei boschi e delle campagne, la mappatura catastale obbligatoria delle zone bruciate affinché si applicasse realmente la legge sul divieto di edificazione per 10 anni. Evidentemente le nostre politiche locali sono impegnate in attività più redditizie. Dopo gli interventi della DIA che hanno portato allo scioglimento di ben due governi comunali, speriamo anche che l’azione d’indagine si estenda ulteriormente, si approfondisca su di altre realtà, ma che anche tenga monitorata questa sintomatica escalation di incendi che potrebbero rappresentare un terreno fertile per business malavitosi se non addirittura essere già un reale ottimo affare".














