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Politica | 21 ottobre 2011, 00:06

Sanremo: Ok al protocollo per la legalità. Moroni (Pdl) non vota "Non voglio far passare la città come mafiosa"

Colpo di scena durante il dibattito per l'approvazione del Protocollo per la legalità e la sicurezza nell’esecuzione degli appalti pubblici. Il consigliere del Pdl Massimiliano Moroni, distinguendosi dalle indicazioni del suo gruppo, non ha voluto votare la pratica. Il documento è stato poi approvato all'unanimità dei presenti.

Massimiliano Moroni seduto tra il pubblico per non votare

Massimiliano Moroni seduto tra il pubblico per non votare

Dopo la trattazione delle interpellanze il consiglio comunale di Sanremo ha affrontato la pratica relativa al Protocollo di intesa con la Prefettura di Imperia per la legalità e la sicurezza nell’esecuzione degli appalti pubblici. Ad illustrarla è stato l'assessore ai lavori pubblici Umberto Bellini. "Con questa pratica viene ampliata la gamma di soggetti interessati a fornire certificati antimafia - ha detto Bellini - portandone l'obbligo a lavori di 500 mila euro, rispetto a quasi 4 milioni, e per quel che riguarda servizi e forniture la cifra da 193 mila viene portata a 50 mila euro, anche per i subappalti. C'è inoltre una contrazione dei tempi, che saranno fissati in 45 giorni, oltre i quali la stazione appaltante può revocare un appalto ad un'impresa che non ha fornito questi documenti".

Il capogruppo del Pd Andrea Gorlero ha poi chiesto che il protocollo venga ampliato anche a chi non è una stazione appaltante ma svolge una funzione simile. "Chiedo che debba essere applicato non solo a stazioni ma anche a soggetti che devono fare opere estremamente importanti e delicate, come per esempio Area 24".

"Per me è la naturale prosecuzione di un percorso partito anni fa - ha detto il consigliere Daniela Cassini - con la sottoscrizione nel 2004 di un protocollo per la legalità promosso dall'Associazione Libera, dalla Provincia di Imperia, del Comune di Sanremo, dell'Unione Industriali e da tutti i sindacati territoriali. L'obiettivo di quel protocollo era articolato su tre grandi temi di uno stesso fenomeno: la lotta al lavoro nero, la trasparenza degli appalti e la lotta alla dispersione scolastica. Il tema è molto concreto ed il nostro territorio, inteso come provincia, è a rischio". 

Il colpo di scena è arrivato in occasione dell'intervento del consigliere del Pdl Massimiliano Moroni, che già più volte si è distinto nel suo operato rispetto al resto della maggioranza. "Io mi asterrò - ha detto Moroni - perchè questi sono documenti imposti dall'alto, ritengo di non aver elementi necessari per giudicare la pratica. Inoltre non vorrei far passare la città di Sanremo ed il ramo dell'edilizia come se fossero mafiosi. Questa città ha tanti problemi ma sicuramente non questo".

"Questo è un documento della Prefettura che noi vogliamo condividere - è intervenuto il sindaco Maurizio Zoccarato - non è un fattore politico, dove mettere il cappello del Pdl o del Pd, ma concreto. Abbiamo iniziato in questa provincia perchè c'erano esigenze maggiori rispetto ad altre. Questo è un modo per essere più trasparenti possibile". 

"L'obiettivo è quello di non tapparsi gli occhi - ha detto Leandro Faraldi del Pd - anche io non credo che Sanremo sia una città mafiosa ma questo è uno strumento di controllo per evitare che capitali di provenienza illecita non vengano qui da noi. E' un fenomeno mondiale, far finta che non esista o non affrontare soluzioni non risolve il problema".

"Sarebbe il caso che tutto il gruppo votasse positivamente - ha detto il capogruppo del Pdl Giuseppe Sbezzo Malfei riferendosi alla posizione di Moroni - questo per dare un forte segnale da dare tutti insieme".

Alla fine Massimiliano Moroni, rimanendo sulla propria posizione, per togliere tutti dall'imbarazzo, durante la votazione finale si è andato a sedere tra il pubblico risultando quindi assente. La pratica è stata così approvata all'unanimità.

Federico Marchi

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