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Politica | 11 giugno 2026, 12:14

Taggia, il consigliere Cascino chiede di annullare l'affidamento delle spiagge ad Amaie: “Mancati incassi per circa 100 mila euro”

Il consigliere comunale presenta un'istanza di autotutela sulla delibera approvata ad aprile. Nel mirino la gestione delle concessioni demaniali marittime e un presunto omesso incasso di canoni concessori nella precedente esperienza della società in house

Taggia, il consigliere Cascino chiede di annullare l'affidamento delle spiagge ad Amaie: “Mancati incassi per circa 100 mila euro”

Le spiagge comunali tornano al centro del dibattito politico a Taggia. A pochi giorni dal prossimo Consiglio comunale, in programma lunedì 15 giugno, il consigliere comunale Gabriele Cascino ha depositato un'istanza formale con cui chiede all'assemblea cittadina di avviare un procedimento di autotutela per annullare o revocare la deliberazione approvata il 13 aprile scorso che ha affidato ad Amaie Energia e Servizi la gestione delle concessioni demaniali marittime relative alle spiagge libere attrezzate del territorio comunale.

Si tratta dell'atto con cui il Comune aveva disposto l'intestazione ad Amaie Energia delle concessioni relative ai Bagni Ruffini, ai Bagni Comunali e alla spiaggia della Fortezza, approvando contestualmente anche lo schema di convenzione per la gestione del servizio balneare. Una scelta che, fin dalla sua approvazione, aveva alimentato un acceso confronto politico tra maggioranza e opposizione e che ora potrebbe tornare all'attenzione dell'aula consiliare.

Alla base dell'iniziativa di Cascino vi è un elemento che il consigliere considera particolarmente rilevante. Nel documento si sostiene infatti che, durante una precedente gestione delle stesse concessioni, Amaie Energia “non avrebbe incassato integralmente alcuni canoni concessori dovuti da almeno un concessionario, per una cifra che viene quantificata in circa 100 mila euro”. Una circostanza che, secondo quanto riportato nell'istanza, sarebbe emersa nel corso di un incontro con il legale rappresentante della società e troverebbe riscontro anche nelle poste creditorie iscritte a bilancio. Secondo Cascino, questo aspetto avrebbe dovuto essere oggetto di una valutazione approfondita prima di procedere a un nuovo affidamento. Nell'istanza si sostiene infatti che il mancato recupero delle somme “inciderebbe sull'affidabilità della società quale gestore di beni demaniali e sulla stessa istruttoria che ha portato all'approvazione della delibera consiliare”.

Il consigliere richiama inoltre il tema della pista ciclabile. Nel documento viene evidenziato come le somme derivanti dagli accordi di gestione avrebbero dovuto essere utilizzate per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sul tratto di pista ciclabile ricadente nel territorio comunale. Secondo la tesi sostenuta nell'istanza, l'omesso incasso dei canoni avrebbe inevitabilmente inciso anche sulle risorse disponibili per tali attività. Ma il cuore politico della questione riguarda soprattutto la scelta del modello gestionale. Cascino torna infatti a contestare il ricorso all'affidamento in house e sostiene che il Comune avrebbe dovuto valutare con maggiore attenzione il ricorso a procedure ad evidenza pubblica. Nel documento vengono richiamati i principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento che regolano la materia delle concessioni demaniali marittime, tema che negli ultimi anni è stato al centro di numerosi pronunciamenti della giustizia amministrativa e delle istituzioni europee.

Per queste ragioni il consigliere chiede formalmente al Comune di avviare un riesame dell'intera operazione. L'istanza propone in via principale l'annullamento della delibera qualora emergano profili di illegittimità o carenze istruttorie, mentre in via subordinata suggerisce la revoca dell'atto per sopravvenute valutazioni di interesse pubblico. Tra le richieste figura anche la sospensione cautelare degli effetti della delibera e della convenzione nelle more delle verifiche richieste. Non solo. Cascino invita il Consiglio comunale a valutare, in caso di ritiro dell'atto, l'avvio di una procedura pubblica per l'affidamento delle concessioni oppure una revisione complessiva del rapporto con Amaie Energia, verificando nuovamente la convenienza e i requisiti che giustificano il ricorso al modello in house.

L'iniziativa apre così un nuovo fronte nel dibattito politico cittadino. Da una parte la maggioranza che, nei mesi scorsi, ha difeso la scelta di affidare la gestione delle spiagge alla società partecipata; dall'altra l'opposizione che continua a contestare la legittimità e l'opportunità dell'operazione. Resta ora da capire se la richiesta depositata dal consigliere verrà effettivamente inserita tra gli argomenti della seduta di lunedì prossimo e quale sarà la posizione dell'amministrazione comunale rispetto alle contestazioni formulate. Di certo il tema delle spiagge comunali e del ruolo di Amaie Energia è destinato a tornare al centro del confronto politico taggese.

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