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Politica | 26 luglio 2026, 12:44

Regione Liguria avvia il percorso condiviso per rafforzare l’Amministrazione di Sostegno

Linee di indirizzo per integrare giustizia, servizi sociali e sistema sociosanitario: “Tutela, dignità e collaborazione al centro del progetto”

Massimo Nicolò

Massimo Nicolò

Regione Liguria avvia un percorso partecipato finalizzato alla definizione di linee di indirizzo metodologico e organizzativo a supporto degli operatori dei servizi coinvolti nell'attuazione dell'istituto dell'Amministrazione di Sostegno, promosso dal Settore Politiche Sociali della Direzione Generale Salute e Servizi Sociali. L'iniziativa intende valorizzare e mettere a sistema le buone prassi già sviluppate sul territorio, favorendo una sempre maggiore integrazione tra sistema della giustizia, servizi sociali e sistema sociosanitario nell'interesse delle persone più fragili e del loro progetto di vita.

L'iniziativa nasce nell'ambito del progetto Uffici di Prossimità, promosso dalla Direzione Generale per il Coordinamento delle Politiche di Coesione del Ministero della Giustizia, e valorizza l'esperienza maturata nei territori liguri. L'obiettivo è costruire, attraverso un percorso condiviso con tutti i soggetti coinvolti, un quadro comune di riferimenti metodologici e organizzativi, nel pieno rispetto della gerarchia delle fonti normative, delle competenze attribuite ai diversi soggetti istituzionali e dell'autonomia e della discrezionalità proprie dell'Autorità giudiziaria e, in particolare, dei Giudici Tutelari.

“L'amministrazione di sostegno è uno degli strumenti più importanti di tutela delle persone fragili, perché coniuga protezione, autodeterminazione e rispetto della dignità della persona – sottolinea l'assessore alla Sanità, Politiche socio-sanitarie e sociali, Terzo Settore Massimo Nicolò –. Vogliamo consolidare una rete di collaborazione permanente che renda più semplice il dialogo tra istituzioni, favorisca risposte tempestive ed efficaci e accompagni la persona lungo tutto il proprio progetto di vita”.

Al percorso partecipano Tribunali, Procure della Repubblica, Uffici dei Giudici Tutelari, ATS Liguria, AOM, Galliera e altri enti del Servizio sanitario regionale, Ambiti Territoriali Sociali, ANCI Liguria, Difensore Civico regionale, Consulta regionale per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, Ordini professionali, associazioni degli amministratori di sostegno e soggetti del Terzo settore. Il tavolo rimane aperto all'adesione di ulteriori realtà istituzionali e associative.

Si è già concluso un primo ciclo di incontri territoriali presso ciascuno dei Tribunali liguri, caratterizzato da un'ampia partecipazione e da un significativo coinvolgimento degli attori istituzionali, grazie alla preziosa collaborazione dei Tribunali e delle Procure della Repubblica. Gli esiti di questo percorso costituiranno la base per la definizione del Protocollo regionale, che individuerà principi condivisi, modalità di collaborazione e livelli minimi di garanzia, valorizzando al contempo le migliori esperienze locali.

L'iniziativa proseguirà oltre la conclusione del progetto Uffici di Prossimità, inserendosi stabilmente nella programmazione regionale e in coerenza con il Piano Sociosanitario Integrato Regionale 2026-2030, che individua nell'integrazione tra politiche sociali, sociosanitarie e sanitarie, nella giustizia di prossimità e nella presa in carico integrata della persona alcuni dei principali assi strategici.

Le linee di indirizzo costituiranno un valore aggiunto per l'intera rete: favoriranno il raccordo tra giustizia e servizi, l'integrazione tra interventi sanitari, sociosanitari e sociali, la continuità assistenziale, le dimissioni protette, l'attivazione tempestiva delle misure di protezione giuridica e, ove necessario, i processi decisionali connessi al consenso informato, valorizzando il contributo delle professioni e del Terzo settore.

Le linee di indirizzo avranno natura esclusivamente collaborativa e ricognitiva delle buone prassi maturate sul territorio e non costituiranno disposizioni vincolanti né incideranno sulle competenze attribuite dalla legge ai singoli soggetti istituzionali o sull'autonomia decisionale dell'Autorità giudiziaria. L'obiettivo è favorire un linguaggio comune, una più efficace integrazione tra i servizi e una maggiore uniformità operativa, nel rispetto delle peculiarità dei singoli contesti territoriali.

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