In vista del consiglio comunale di domani sera, in cui è prevista la discussione sul piano di alienazioni da parte dell’Amministrazione Comunale di Sanremo, il consigliere comunale d’opposizione e consigliere regionale Massimo Donzella interviene, puntando il dito in particolare contro la vendita delle quote dell’Autofiori detenute dal Comune stesso. "Il Comune di Sanremo non può privarsi delle azioni dell'Autostrada dei Fiori poiché sarebbe un errore imperdonabile – ha detto Donzella – Significherebbe uccidere la gallina dalle uova d'oro, ossia una società che nell'anno 2010 ha distribuito oltre 32 milioni di euro e che ha consentito al comune di Sanremo di ricevere 380 mila euro di dividendi, che andrebbero ad essere utilizzati per far fronte alla spesa corrente proprio dove l'Amministrazione Comunale è più sofferente tenuto conto di quanto stabilito dal patto di stabilità".
"Già in passato - prosegue Donzella - gli Enti che non hanno provveduto a sottoscrivere gli aumenti di capitale dell'Autostrada dei Fiori, hanno poi potuto costatare di aver fatto scelte sbagliate. L'Autofiori, a fronte di una quota pari ad euro 3.600.000 di proprietà del Comune di Sanremo, ha erogato una rendita di oltre il 12% che con i tempi che corrono è una percentuale enorme. Gli altri soci pubblici dell'Adf – prosegue il consigliere Donzella - che complessivamente detengono il 40% a fronte della parte privata la società Salt, quali ad esempio le Camere di Commercio di Imperia e Savona, il Comune di Savona, le Province di Imperia e Savona, ecc, non penserebbero mai di poter fare a meno di tali azioni. Anche all'interno della maggioranza non c'è uniformità di vedute in merito a questa scelta e i beni per fare cassa non devono essere quelli che producono profitti, ma quelli che generano dei costi e il Comune di Sanremo ne annovera parecchi".
"Per far fronte ai decreti ingiuntivi presentati dalle varie ditte - aggiunge il consigliere d'opposizione - non si può scegliere un rimedio che oltretutto non risolverebbe il problema relativo al patto di stabilità. Ormai abbiamo avuto modo di vedere tutta una serie di ipotesi molto più che fantasiose per reperire risorse: dall'usufrutto del mercato dei fiori, al piano delle alienazioni, agli oneri di urbanizzazione ed agli introiti del casinò tutti sopravvalutati. Oggi, seguendo questa strada, la medicina si rivelerebbe ancora più dannosa rispetto alla malattia, cioè il rimedio e le scelte per salvare l’Amministrazione sarebbero ancora più dannose e pericolose. Ad oggi il Comune sta affidando ad un professionista l’incarico di stimare le quote – conclude Massimo Donzella -, ma anche se queste azioni fossero vendute non a 3 milioni e 600 mila, ma ad una cifra superiore, addirittura di sei milioni, questo non sarebbe positivo".















