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Al Direttore | 01 settembre 2011, 19:51

Imperia: degrado alla 'Rabina', nuova risposta di un nostro lettore a Daniele

Imperia: degrado alla 'Rabina', nuova risposta di un nostro lettore a Daniele

Un altro nostro lettore, A.G. ci ha scritto per rispondere a Daniele B., sul degrado alla 'Rabina':

"L’art. 21 è uno dei miei preferiti, e devo dire che la nostra Costituzione nella sua globalità è una delle migliori del mondo. Ovviamente tutto si può migliorare, ma già sarebbe un successo riuscire ad entrare nello spirito della “Carta” ed agire di conseguenza. La libertà d’informazione è un diritto e dovere di ogni persona, ma per poterla realizzare bisogna fornirla lasciando a tutti la possibilità di dire le proprie opinioni e critiche, e usufruirne in modo corretto ed equo. E’ giustamente sacrosanto poter esercitare il diritto di critica, ma in modo civile e responsabile. Sono sempre stato e sono sostenitore della lotta contro l’immigrazione clandestina e critico sulle leggi capestro fatte da tutti i governi ritenendole inadeguate e generatrici della situazione di caos e disagio che drammaticamente ed a volte, immotivatamente, ci mette gli uni contro gli altri. Ciononostante quando vedo gli stranieri che pregano senza fare nulla di male, non mi danno fastidio, anzi anche se non professano la nostra fede cattolica li ammiro e li rispetto perché capisco che sono brave persone. Associare gli eventi di preghiera pubblica alla sporcizia ed al degrado della zona della Rabina che persiste dall’alba dei tempi non mi sembra fare informazione ai sensi del succitato art. 21. Lascio agli interessati la facoltà di replica. Vede non basta leggerlo l’art.21, come mi consiglia, la Costituzione bisogna studiarla e capirla per poterla sentirla parte di se stessi e diventare veri uomini liberi, svincolati dai pregiudizi. Da quello che dice emergono solo sentimenti di astio ed odio e mi creda che non è certo questa la soluzione al problema degli stranieri nel nostro Paese, anzi è proprio il contrario. Dalla recente inchiesta di Reporter sens frontière (Rsf) [QUI]  [QUA] la situazione della libertà d’informazione nel nostro Paese non sembra molto buona. Siamo al 50° posto dopo la Slovenia, la Bosnia, Taiwan, Burkina Faso, Cile….ecc… Se siamo giunti a questo disastro, noi Italia, Paese ex-culla della civiltà e della cultura lo dobbiamo anche a modi di ragionare faziosi come il suo che confondono molte cose. Intanto il linguaggio che lei usa, se lo fa pubblicamente su una testata giornalistica, è una cosa che riguarda tutti i lettori soprattutto quando si rischia di sconfinare il limite tra lecito e  discriminazione per motivi razziali. In particolar modo riguarda il Direttore infatti le lettere, gli articoli sono pubblicati sotto la responsabilità della Testata giornalistica. Tornando ai problemi del degrado cittadino questo non è certo monopolio degli stranieri la cui maggior parte si è inserita decorosamente lavorando e conquistandosi a fatica un posto nella società. La sua non è informazione, è solo l’ immagine distorta della realtà. Si ricordi la realtà è il peggior nemico che abbiamo. Si rilegga bene quello che ha scritto nella sua lettera dove dichiara di non essere soddisfatto dei permessi accordati: prima mette in dubbio che esistano i permessi, posi se la prende con l’assessore, ma che poteva fare, vietare una manifestazione pacifica e religiosa? Violare la Costituzione? Vede che evidentemente lei non solo non la conosce, ma anche non la vive, non ce l’ha nel DNA. Sul fatto che in un paese mussulmano non sia permesso pregare per strada non mi pronuncio, gradirei sentire il commento della Comunità Islamica. Ad ogni modo è un falso problema, noi qua in Italia non siamo nemmeno più capaci di pregare in nessun posto, figuriamoci per strada".

Carlo Alessi

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