"Signor De Chicchis buongiorno, mi chiamo Nicolò volevo esprimere il mio giudizio riguardo la sua email. Intanto tengo a precisare (come già ribadito ieri) che sono favorevole alla chiusura del centro, ma solo se come dice lei vengano rispediti tutti a casa loro. Ma sappiamo tutti che questo è impossibile purtroppo, perchè in Italia la legge sul rimpatrio non è ben precisa, nel senso che a queste persone viene rilasciato un foglio di via con l'obbligo di lasciare il paese entro un tot di giorni, secondo lei cosa fa la maggior parte? Lascia veramente il Paese? Cosa succederebbe se il centro venisse chiuso e senza più un minimo controllo queste persone cominciassero a vagare per la città senza mangiare senza lavarsi etc.?
Il luogo del centro di accoglienza non l'abbiamo deciso noi cittadini, lei crede veramente di subire più disagi di chi abita nei pressi della stazione, vicino ai giardini, in via della Repubblica o sul lungomare? O almeno la parte che riguarda la passegiata Oberdan? Il problema del centro di accoglienza è di tutti a prescindere dal suo collocamento. Una volta chiuso non è detto che non venga ugualmente frequentato abusivamente da queste persone, giusto per trovare riparo e per dormire, ma a quel punto non ci sarebbero più i controlli e la sua zona risulterebbe ancora più a rischio. Bisogna domandarsi se era il caso di aprirlo... Non eravamo pronti a tutto questo, tutti pensavamo che una volta qui andassero in Francia (troppo facile). Tutto questo andava fermato prima".
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