Tutti esauriti i posti del teatro Ambra di Albenga in occasione del debutto dello spettacolo “Nome: Fabrizio Cognome: De Andrè”, di Gino Rapa e con la regia di Mario Meisano.
Oltre cento sono le persone rimaste fuori del teatro nella speranza di trovare posto all’ultimo momento e poter assistere ad uno spettacolo che alla vigilia si preannunciava emozionante ed interessante e che non ha deluso le aspettative.
Faber, interpretato con garbo e diligenza dallo stesso regista, durante lo spettacolo ha raccontato la sua vita in prima persona, rivolgendosi direttamente al pubblico, senza nascondere dubbi e paure ed a volte quasi giustificando e spiegando i suoi comportamenti sempre ostinatamente in direzione contraria. L’amore di Fabrizio per la campagna e la macchia mediterranea è stata presente in tutte le scene, dove con il protagonista si sono alternati i diversi attori che interpretavano i personaggi, che hanno lasciato un segno profondo nella sua vita.
Anche coloro, che hanno letto i moltissimi testi scritti su Fabrizio De Andrè e che pensavano di conoscerlo bene, sono rimasti affascinati dal racconto svolto in prima persona e basato non sulla cronaca ed il ricordo di singoli epidoti, ma sui sentimenti e le emozioni provate e condivise dal protagonista.
In un allestimento semplice ed essenziale, un tavolo con due sedie, molta paglia e alcune piante di olivo, il testo di Gino Rapa, portato in scena dalla compagnia teatrale ottimamente diretta da Mario Mesiano, ha così emozionato e coinvolto gli spettatori per poco più di un’ora conquistando ripetutamente gli applausi del pubblico prima della meritata ovazione finale.
Tutti gli attori si sono dimostrati bravissimi a partire dal protagonista nella parte Faber rimasto in scena per tutta la durata dello spettacolo, a Giorgio Caprile (Paolo Villaggio), Sabrina Bonanato (Dori Ghezzi), Carla Migliardi (Nina), Nando Rizzo (il bandito sardo), che con bravura si sono alternati sul palco.
Una citazione particolare è dovuta alla cantante Marisa Fagnani, che ha accompagnato tutto lo spettacolo con splendidi interventi musicali, alternando accenni di canzoni ad esecuzioni intere: in particolare segnalo una bellissima esecuzione della “Canzone di Marinella” ed una commovente e struggente “Hotel Supramonte”. La musica, eseguita con la sola chitarra acustica ed intrecciata con la recitazione, ha creato un’atmosfera particolarmente originale, ed insieme ad un ritmo veloce e incalzante ha regalato forti emozioni per tutta la durata dello spettacolo.
Gino Rapa alla sua prima opera teatrale all’uscita dal teatro era raggiante: “L’accoglienza riservata al mio testo sta andando oltre ogni aspettativa, anche se mi è ben chiaro che gran parte del merito va al soggetto trattato. D’altra parte, scrivendo, pensavo proprio ad un gesto d’amore nei confronti del mai dimenticato Faber e sono felice che molti spettatori abbiano deciso di condividere questo omaggio”.
Anche Mario Mesiano, l’attore protagonista e regista dello spettacolo, visibilmente contento e soddisfatto al termine della sua fatica ha commentato: “ Non mi interessava portare in scena l’uomo di spettacolo, quanto l’individuo,con le sue debolezze ed i suoi compromessi. Confesso di essermi commosso veramente in alcuni momenti, di fronte ad un pubblico così attento e straordinariamente partecipe”
La scelta della cantante Marisa Fagnani si è rivelata vincente, ed il regista ha spiegato che: “non è stata casuale, abbiamo voluto una donna perché nel contesto dell’opera rappresenta la musica, la coscienza, l’ispirazione di Fabrizio e inoltre Marisa ha saputo comunicare con la sua voce sensazioni bellissime in chi la ascolta”.
Uno spettacolo che merita sicuramente di essere riproposto presto in altri teatri ed occasioni non solo della zona di Albenga.






















