"Apprezziamo il voto concorde del Consiglio Comunale di Sanremo sul problema rifiuti. Si tratta di un passo avanti significativo, rispetto al quello che fino a qualche settimana fa risultava l'orientamento dell'Amministrazione e della Maggioranza dell'importante comune matuziano.Ribadiamo, tuttavia, che il problema di fondo, strutturale e sistemico, rimane quello di affermare una diversa concezione dell'intero ciclo dei rifiuti, esplicitando che cosa si vuol fare nella fase attualmente intesa come di smaltimento. Va bene, anzi benissimo, concordare finalmente (almeno sulla carta..) sulla raccolta differenziata 'porta a porta', come sosteniamo da anni e anni, ma si tratta di capire che cosa si vuol fare di ciò che sarà raccolto e differenziato". Questo il pensiero della Segreteria
Provinciale del P.R.C. sul problema rifiuti.
"La discussione politico/istituzionale - continua il comunicato - non può più eludere questo nodo, sollecitato dalle migliori battaglie di cittadini e associazioni, che ha portata culturale, economica, politica e sociale. Altrimenti, si continua ad andare avanti con chiarimenti parziali e ipotesi di soluzione che si intrecciano in modo confuso, almeno nella loro rappresentazione pubblica e ufficiale.Lo dimostra il fatto, ad esempio, che subito dopo il voto unitario che aveva concluso la seduta monotematica sul problema rifiuti tenuta lo scorso 29 ottobre in Consiglio Provinciale, il Presidente della Provincia era tornato a parlare di un termovalorizzatore o di un gassificatore quale soluzione finale dello smaltimento dei rifiuti, possibilmente condiviso tra i territori di Imperia e Savona, il cui bacino, di circa quattricentomila persone, sarebbe secondo lui adatto e conveniente a simili soluzioni. Egli aveva anche annunciato la realizzazione di un biodigestore per il trattamento della frazione umida in Località Colli.
Altri attori politici, segnatamente di centrosinistra, hanno da tempo fatto intendere di essere tendenzialmente favorevoli alla produzione di Cdr (combustibile da rifiuti) e a forme di recupero energetico.Nel corso dell'incontro pubblico a carattere provinciale tenuto dal P.R.C. con la partecipazione di Alessio Ciacci, assessore all'Ambiente del Comune di Capannori (Lu), e di Anna Stramigioli, della Rete Nazionale RIFIUTI ZERO, sono stati illustrati gli straordinari risultati raggiunti nel grande Comune toscano (45 mila abitanti), come di tante altre località del Paese, a partire dalla raccolta differenziata 'porta a porta ' (oltre l'80 %), e le soluzioni avanzate praticabili per una gestione ecologica di un ciclo dei rifiuti che faccia a meno di inceneritori e gassificatori (inquinanti e nocivi ovunque si facciano), e che non abbia bisogno nè di biodigestori per fare eficacemente compostaggio, grazie alle più moderne tecnologie disponibili ormai sul mercato internazionale, nè di produrre cdr da bruciare da qualche parte. Soluzioni ben possibili anche nel nostro territorio (provincia o regione che sia), con combustione zero e riciclo totale della materia, a condizione di mettere le basi nel territorio, a livello amministrativo e imprenditoriale, per la creazione e l'attivazione di una vera, moderna filiera industriale, capace di assicurare in prospettiva moltissimi posto di lavoro e finalizzata non solo ad una raccolta differenziata capillare, ma alle attività necessarie per mettere a sistema riciclo e riutilizzo.
Per una esigenza di chiarezza anche nei confronti della Regione Liguria, esigenza che riteniamo fortemente sentita dai cittadini, dalle associazioni e dai comitati che da anni si stanno impegnando per soluzioni efficacemente ecologiche del sempre più grave problema dei rifiuti, (che per noi è il problema di un modello di sviluppo portato a produrre distruttivamente consumo di energia e sprechi, con tutte le conseguenze che stiamo vedendo), chiediamo alle forze politiche locali, e in primis a quelle del campo di centrosinistra, di pronunciarsi al riguardo in modo esplicito".

















