Un nostro lettore, G.B., ci ha scritto per intervenire sulla situazione calcistica di Imperia:
"Sono uno storico tifoso neroazzurro sempre più imbarazzato per la paradossale situazione che sta vivendo il calcio nella nostra città. Imperia è sempre stata molto vicina al fenomeno calcio ed avrebbe tuttora voglia di partecipare alle vicende della squadra della propria città. Ma ormai da tre anni a questa parte stiamo assistendo ad una lotta fratricida fra due società che, con una continua corsa a salire, dalla quasi sparizione di tre anni fa si trovano ormai ad un passo dal ritornare (a prescindere da come andrà a finire questa stagione), una nel massimo campionato dilettantistico nazionale e l'altra nel massimo campionato dilettantistico ligure. Da tifoso storico per me l'Imperia calcio è e resterà sempre e solo l'Imperia calcio, ma da sportivo francamente non capisco questa diatriba fra due realtà che, piaccia o non piaccia, appartengono entrambe alla storia sportiva della città. Mi sorprende poi che l'amministrazione comunale (sicuramente in tutt'altre faccende affacendata) non costringa le parti a sedersi intorno ad un tavolo a trattare un'unione che potrebbe solo far bene al movimento sportivo cittadino. Un bacino potenziale, a questo livello, di 5/600 spettatori a domenica spalmato più o meno a metà fra le due società col risultato di non trarre quasi alcun vantaggio per entrambe dalla voce incassi. Una squadra che, traendo il meglio da entrambe a livello tecnico, probabilmente potrebbe disputare più che dignitosamente un campionato di serie D. Una serie di sponsor già acquisiti che potrebbero dare una mano senza contare quelli che potrebbero aggiungersi nel caso di un progetto univoco volto a riportare, in mano agli imperiesi, l'Imperia calcio in un torneo all'altezza del suo passato. Certo noi non abbiamo nè un Aldo Spinelli nè un Marco del Gratta della situazione come 'un uomo solo al comando', ma è proprio quello che non vogliamo. Quante società in passato hanno trovato il mecenate in grado di portare squadre di paesotti di provincia fino al professionismo salvo poi scomparire in un attimo appena mollate dal benefattore in questione. Noi non vogliamo questo, ma Imperia non può non potersi permettere una squadra di calcio almeno stabilmente in serie D e per questo non c'è bisogno di mettersi nelle mani del primo avventuriero che capita, ma basterebbe unire le forze ed attivare una politica seria sul settore giovanile per avere ogni anno i ricambi pronti in casa senza andare a scovare ragazzi in giro per l'Italia. Speriamo che qualcuno accolga questo appello per il bene di tutto il movimento sportivo (e non solo) cittadino".














