Un nostro lettore, Rosmino, ha scritto per rispondere alla signora Teresa Barazzetti, in merito al tema degli ammnistratori a Sanremo:
“Ha ragione la Signora Teresa Barazzetti quando, giorni fa, scriveva che “non ci sono elettori che hanno votato bene e altri no, ci sono invece amministratori che adempiono ai loro incarichi come meglio riescono, e sovente questo non è sufficiente, perché il loro 'meglio' non sempre corrisponde alle esigenze di una Città come Sanremo e alle aspettative della sua popolazione.
Cara Signora Barazzetti, sarebbe però utile capire cosa si intende per “amministratori” e se il termine è riferito ai politici di turno o alla quarantina (se non sbaglio) di dirigenti dei vari reparti che permangono indipendentemente dall’alternarsi delle giunte nelle tornate elettorali. In un’azienda privata è ai dirigenti che viene demandato il compito di “amministrare” (si dice anche di “gestire”) e se non lo fanno con sufficiente capacità vengono rimossi o destinati ad altri incarichi. Ai vertici spetta un compito di indirizzo, di verifica, di coordinamento.
Nei Comuni, l’opacità dei compiti e delle responsabilità nonchè la scarsa trasparenza e comunicazione coi cittadini, rende impossibile capire dove finisce la responsabilità degli uni e inizia quella degli altri. La qual cosa accomuna le amministrazioni di destra e di sinistra e, in un certo senso, fa comodo a tutti. E’ però evidente che nell’ordinaria amministrazione, persino nelle quisquiglie riguardanti le esigenze elementari dei cittadini, non possiamo sempre tirare in ballo i “politici”, altrimenti sarebbe inutile pagare “dirigenti” al doppio o triplo degli stipendi senza che costoro ne diano conto in termini di risposte e di efficienza (si dice anche “meritocrazia”).
Se molte cose non funzionano, che ci dicano il perché e da chi dipende evitando che altri si facciano un’idea sbagliata al riguardo. Un Comune ritenuto più ricco di altri, perché ha gli introiti del Casinò e del Festival, non può sempre trincerarsi dietro le ristrettezze imposte dal Patto di Stabilità (talvolta a sproposito). Alcune inefficienze e trascuratezze esistono da molto prima e hanno attraversato tutte le cosiddette “amministrazioni”. Vero che per garantire i servizi occorrono le “entrate”, ma altrove si tagliano sprechi e consulenze, si razionalizza, si fanno economie di scala, si usa al meglio il personale, si valorizza il patrimonio, si controllano i lavori, si sceglie tra l’essenziale e il superfluo,si colpiscono gli abusi facendo cassa, insomma ci si inventa qualcosa.
Ma il rumore dei motorini 'smarmittati' e talvolta quello esagerato delle improvvisate “orchestrine” , lo scandalo dei topi e delle straboccanti pattumiere a cielo aperto, la manutenzione essenziale del verde pubblico e delle buche stradali, la verniciatura periodica delle panchine, la pulizia dei sentieri collinari e dei marciapiedi, la mancanza dei cestini per i rifiuti (anche dei cani) e così via…solo per fare qualche esempio (perché dimentico qualcosa), non mi sembra dipendano da rilevanti mezzi finanziari aggiuntivi e da difficili scelte “strategiche”degli ultimi arrivati. Queste problematiche ci sono da sempre, ma è inutile sperare che qualcuno, per farsi dei nemici…, ci dica se dipendono da amministratori “politici” o da amministratori “dirigenti” . Io l’idea ce l’ho, ciascuno si faccia la sua”.














