Una nostra lettrice, Teresa Barazzetti, ci ha inviato una lunga lettera sui problemi di Sanremo:
"Nella trascorsa giornata di Ferragosto che, dopo il maltempo della vigilia, è sembrata a molti quasi un inaspettato regalo, la mail del lettore che nelle sue intenzioni avrebbe voluto fornire 'qualche chiarimento' sui problemi della Città, ha contribuito a mettermi di buon umore! Infatti i suoi chiarimenti che, in realtà, sono un tentativo di attribuire a ciascuno le proprie responsabilità affinché non vengano addossate ad altri, non fanno altro che confermare quale sia il vero responsabile di tutti i disagi e gli errori, le promesse mancate, i continui ripensamenti, le scelte inopportune e pregiudizievoli: se è questo il chiarimento che voleva fornire ha centrato in pieno l'obbiettivo. E' infatti evidente dal contenuto della lettera come tutto ciò di cui si lamentano i cittadini e l'estensore stesso, sia null'altro che l'altalenante e a volte dilettantesco modo di gestire la cosa pubblica. Chi programma il Servizio della polizia Municipale destinando gli agenti ai compiti che vanno a svolgere sul territorio durante il loro servizio? L'amministratore incaricato. Come mai l'organico è sempre stato carente, ora come in passato? Perché le amministrazioni che si sono succeduto alla guida della Città non hanno ravvisato, quale priorità, l'adeguamento del loro numero in base alle aumentate esigenze della sicurezza e dell'ordine pubblico. E questo anche in tempi non condizionati da patti di stabilità o quant'altro. E' mancata la lungimiranza che avrebbe prodotto scelte oculate e soprattutto nell'interesse immediato ma anche futuro, e il non aver saputo o voluto programmare è la causa delle attuali, quasi insormontabili difficoltà.
Le medesime considerazioni valgono per la manutenzione del verde pubblico il quale, come per la pulizia, se viene eseguita regolarmente diviene facile e proficua; se al contrario viene trascurata per anni ci si troverà a dover rimediare ad un degrado importante, difficile ed anche economicamente impegnativo da sostenere. Anche in questo caso, nessuna programmazione, scarsa attenzione per problematiche che richiedono molta dedizione e rendono poca gloria. Molto meglio dissertare di politica, fare e disfare alleanze, discutere del meno come se fosse del più e, nel corso degli anni, questo è stato uno sport al quale si sono dedicati con passione molti dei nostri amministratori.
Il responsabile del degrado segnalato da una lettrice sul Lungomare Area 24, e qui mi dispiace dover contraddire il lettore, è sempre il Comune, e la ragione è semplicemente dovuta al fatto che, mentre il Comune ha mantenuto gli impegni con Area 24, non ha saputo ottenere che la stessa mantenesse i propri, a tutto svantaggio della comunità. Quindi nessuna manutenzione e, soprattutto, nessun inizio del lavori per il parcheggio sotterraneo alla vecchia stazione, che avrebbe dovuto compensare l'acquisizione delle aree di superficie a pagamento, che di fatto hanno privato la Città di una pubblica strada.
Nello sforzo di assegnare a ciascuno le proprie responsabilità, il lettore ha dimostrato ampiamente che queste stanno da una parte sola: quella della poco avveduta amministrazione che, oltre che fare un passo avanti e due indietro, si è messa in condizione di dover rinunciare agli introiti dei parcheggi blu di Via Nino Bixio per aver concesso ad Area 24 quelli a pagamento, i cui proventi solo in minima parte saranno versati nelle casse comunali. Penso che questo dovrebbe essere sufficiente a dimostrare quanto poco avveduti siano i nostri amministratori nel gestire gli interessi della Città. L'autore della lettera, in un passaggio, 'ricorda ai lettori che le amministrazioni pubbliche per garantire i servizi necessitano di entrate': lapalissiano direi, ma come non ricordare anche e soprattutto che le entrate provengono dall'esercitare il difficile compito dell'amministrare la cosa pubblica nell'interesse 'pubblico':
- valutando i termini di accordi e contratti con spirito critico e attento;
- con un oculato impiego delle risorse umane e di quelle presenti sul territorio;
- nella chiusura alle lusinghe delle sirene che molto promettono e poco mantengono;
- nell'avere coraggio, quello autentico, che non ha nulla a che vedere con la spavalderia e l'arroganza e ultimo, ma essenziale, con l'esercizio dell'umiltà, che significa confrontarsi con i propri limiti e agire di conseguenza.
L'autore della lettera, che nelle sue intenzioni avrebbe voluto chiarirci la situazione, mentre sembra essere lui stesso il primo a non averla correttamente interpretata, trae una conclusione che davvero mi lascia un po' sconcertata: la causa di tutti i mali sarebbero le scelte sbagliate che i sanremesi, 'che hanno quello che si meritano', hanno fatto nella cabina elettorale. Questa è davvero una conclusione troppo semplicistica per poter essere presa per buona, senza obiettare che ogni amministrazione ha dimostrato, quando più e quando meno, ma inevitabilmente, di avere dei limiti ben precisi che hanno causato danni che le seguenti hanno malamente risolto o non risolto affatto, demandando a loro volta alle successive le problematiche che, nel frattempo, divenivano sempre più pesanti.
Buoni e cattivi, capaci e meno, disinteressati o maneggioni, sono stati presenti in percentuali variabili in ciascuna delle amministrazioni che si sono succedute al governo della Città e l'essere "seri" a volte purtroppo non basta: bisogna essere capaci! In conclusione il lettore senza nome ricorda l'infelice e costosa campagna promozionale promossa dal Comune nel tentativo di risollevare le sorti di una stagione difficile e ormai compromessa, stigmatizzando inoltre la poca tempestività nel provvedere per tempo a riparare il danno alla fognatura, prima che si trasformasse in un disastro. Ancora una volta, chi è il responsabile di tutto questo? Non certo quella maggioranza che ha concesso fiducia a questi amministratori piuttosto che ad altri, perché è puramente ipotetico che gli altri sarebbero stati più idonei o capaci di gestire le sorti di Sanremo: semmai una responsabilità va cercata tra le fila di chi, con buona probabilità, non ha tenuto nella dovuta considerazione il peso derivante dall'essere stato scelto e le responsabilità conseguenti, la prima delle quali non è quella di essere chiamati a decidere, ma di gestire queste decisioni per conto e in nome dei cittadini di Sanremo, dal primo all'ultimo, indipendentemente da come e per chi abbiano votato. Non ci sono elettori che hanno votato 'bene' e altri no, ci sono invece amministratori che adempiono ai loro incarichi come meglio riescono, e sovente questo non è sufficiente, perché il loro 'meglio' non sempre corrisponde alle esigenze di una Città come Sanremo e alle aspettative della sua popolazione".













