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Imperia Golfo Dianese | 31 luglio 2009, 15:39

Il punto di Claudio: Si č rotto il giocattolo

Il punto di Claudio: Si č rotto il giocattolo

Un anno fa di questi tempi usciva nelle librerie il libro “Il partito del cemento” di Ferruccio Sansa e di Marco Preve, che proponeva la tesi che i due Claudio piů importanti della regione si fossero accordati per proseguire nell’attivitŕ di cementificazione delle coste e del territorio.

 

Negli stessi giorni si svolgeva una camminata lungo le coste della Liguria, il 'Camminamare 2008', che ripercorrendo e documentando con foto e video lo stesso percorso fatto 25 anni prima, dimostrava che soltanto nella zona delle cinque terre il verde era aumentato, mentre nel resto della regione il cemento aveva irreversibilmente coperto ampie zone di territorio.

In questo contesto l’estremo ponente aveva raggiunto battuto ogni record, presentando una fascia costiera praticamente tutta costruita e con le spiagge libere e gli accessi al mare ridotti al lumicino.

 

Le immagini della nostra costa documentano un cattivo esempio di consumo del territorio e propongono due sintetiche considerazioni:

  • se l’edilizia producesse ricchezza per tutti, tutti dovremmo oggi essere ricchissimi; al contrario l’edilizia ha reso ricchi soprattutto i costruttori, i proprietari dei terreni e, forse, se presenti, gli speculatori;

  • se l’edilizia fosse il volano indispensabile per il turismo dovremmo avere un turismo al massimo splendore, ma, poiché in vacanza cerchiamo il verde della natura ed il blu del mare e non il grigio delle case ed il nero dello smog, in realtŕ il turismo è alternativo all’edilizia.

     

    Leggo quindi con grande meraviglia le dichiarazioni del Presidente della Provincia che, essendo ormai in campagna elettorale per la conquista di una poltrona a Genova l’anno prossimo, guida la carica contro il Presidente della regione, accusandolo addirittura di impedire lo sviluppo turistico della nostra provincia avendo bloccato con il piano paesistico la possibilitŕ di costruire. A lui si uniscono in coro Sindaci e Amministratori locali che rilanciano con vigore l’allarme sull’impossibilitŕ di costruire in tutta la provincia. La delibera regionale contestata, purtroppo, riguarda soltanto una piccolissima parte della costa, in gran parte costituita da promontori e capi costieri, miracolosamente ancora integri e ricorda la chiusura della stalle dopo la fuga dei buoi.

     

    Qualcosa non quadra: non si comprende bene quali e quanti progetti saranno bloccati o ridimensionati. E, se fosse vera la tesi del libro di Preve e Sansa, verrebbe il sospetto di assistere una commedia dove in realtŕ una parte finge di bloccare le nuove costruzioni e l’altra finge una poco credibile mobilitazione contro il blocco. L’accordo bipartisan di fatto tiene. Preoccupa in questa su questo punto il silenzio del Ministro, sempre molto attento a quanto accade sul territorio e quello dell’Assessore regionale competente, da sempre innamorato del grigio del cemento e difficile da immaginare folgorato come San Paolo sulla via di Damasco e convertito alle ragioni ambientaliste. Tutti, favorevoli e contrari al provvedimento regionale, invocano a gran voce una salvaguardia del territorio, che sulla costa, perň, ha molto poco da salvare.

     

    Il giocattolo si è rotto forse per sempre e non per l’ultima delibera della regione, ma perché abbiamo superato il limite di non ritorno, il patrimonio paesaggistico è irreversibilmente compromesso e non è piů in grado di autoriprodursi. Ed ancora una volta dobbiamo aggrapparci all’ironia di Bennato quando canta: “Io me la vedo brutta ma, salviamo il salvabile…”.

  • Claudio Porchia

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