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CRONACA | mercoledì 10 febbraio 2016, 13:42

Nuovo blitz della Guardia di Finanza quest'oggi alla Caritas della Diocesi di Albenga-Imperia

Continuano le perquisizioni presso gli uffici della Diocesi. Intanto concluse le indagini nei confronti di Don Licciardello accusato di circonvenzione di incapaci nei confronti di una donna anziana.

La Guardia di Finanza di Albenga sta eseguendo numerose perquisizioni in Liguria ed in Piemonte, disposte dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Savona, Dott.ssa Chiara Venturi, presso gli uffici della Caritas della Diocesi di Albenga-Imperia e di altre associazioni a questa collegate nonché presso abitazioni di alcuni soggetti indagati.

Il blitz delle Fiamme Gialle ingaune è stato esteso, nell’hinterland torinese, anche presso sedi di associazioni che si occupano della gestione delle cosiddette adozioni a distanza. Le attività si inquadrano nell’ambito dell’inchiesta sulla Caritas di Albenga, che ha visto già coinvolti il Direttore pro-tempore don Renato Rosso e l’ex vice-parroco di Ceriale don Carmelo Licciardello

Le indagini coordinate dalla Procuradi Savona hanno consentito alla Guardia di Finanza di accertare l’esistenza di un sistema illecito attraverso il quale sono stati indebitamente sottratti ingenti fondi della Diocesi di Albenga, per oltre 1,2 milioni di Euro,destinati ad iniziative benefiche e caritatevoli, tra cui cospicue somme raccolte per le c.d. adozioni a distanza nonché contributi erogati da Enti pubblici per la realizzazione di progetti aventi carattere sociale.

I finanzieri hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini, emesso dallaProcura di Savona, nei confronti di Don Licciardello accusato di circonvenzione di persona incapace ed appropriazione indebita per aver tratto illecitamente profitto, inducendo una donna anziana in stato di infermità o deficienza psichica a compiere degli atti dai quali è derivato per lei un palese danno patrimoniale. Per quei fatti le Fiamme Gialle ingaune avevano proceduto,nel mese di settembre 2015,al sequestro preventivo di alcune polizze assicurative per un importo complessivo di circa 70.000 euro. Al vaglio degli inquirenti la copiosa documentazione rinvenuta e sequestrata durante le perquisizioni.

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