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Sanremo Ospedaletti | 24 aprile 2019, 11:22

Maggio mese decisivo per le sorti di Rivieracqua con assemblea dei soci e nuovo incontro al tribunale fallimentare. Mangiante: “Dispiace la latitanza della politica”

Saltato per mancanza del numero legale il consiglio provinciale che ieri avrebbe dovuto votare la delibera per il nuovo piano concordatario

Gianalberto Mangiante, presidente del Cda di Rivieracqua

Gianalberto Mangiante, presidente del Cda di Rivieracqua

Le sorti di Rivieracqua e dei suoi creditori stanno per entrare in un mese decisivo. A maggio sono due gli appuntamenti chiave per il salvataggio del servizio di distribuzione di acqua pubblica in provincia: prima l’assemblea dei soci dell’8 maggio, poi il nuovo appuntamento al tribunale fallimentare per la discussione del concordato.

Intanto ieri è arrivato un altro ‘stop’ alla lunga pratica che vede da una parte il destino di Rivieracqua e dall’altra l’estenuante attesa dei suoi creditori. La mancanza del numero legale ha fatto saltare la seduta del consiglio provinciale che avrebbe dovuto discutere anche la delibera per il nuovo piano concordatario. “Dispiace la latitanza della politica - commenta così Gianalberto Mangiante, presidente del Cda di Rivieracqua - all’assemblea dell’8 maggio si vedrà la sensibilità della politica in questo passaggio così delicato per Rivieracqua. È vero che la campagna elettorale non agevola il percorso, ma confidiamo in un grado di sensibilità che vada al di là dei giochi politici nei quali noi non entriamo, siamo tecnici. Il tribunale fallimentare valuterà, la settimana dopo l’8 maggio, sia le nuove proposte del piano che il grado di sensibilità della politica”.

Quale destino per le aziende creditrici? Con il piano concordatario in via di definizione si garantirebbe il pagamento dei creditori chirografari per un totale del 60-65% del dovuto. “Sono condizioni di concordato particolarmente favorevoli - commenta Mangiante - sono pochi i concordati che raggiungono questo livello”.

Pietro Zampedroni

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