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POLITICA | venerdì 16 marzo 2018, 19:25

Imperia: alla convention con i fedelissimi arriva la conferma di Claudio Scajola "Mi candido a Sindaco" (Foto e Video)

“Se c’è il vostro sostegno, con la squadra e la collaborazione dei sindaci del territorio, con determinazione, impegno per 5 anni lavorerò giorno e notte per raggiungere questi obiettivi”.

“Non so cosa dire o forse ne ho troppe da dire. Ho vissuto tante emozioni ma, quella che sto vivendo oggi è forse una delle più forti della mia vita. Oggi noi siamo qui per parlare di Imperia, in un modo più vasto e più largo, ovvero il ponente della Liguria. Ai confini o alle porte dell’Italia, un territorio storicamente importante, per molto tempo trascurato”.

Nelle immagini sotto la diretta pubblicata dal nostro giornale:

Dopo un video introduttivo di 13 minuti, si è presentato così alla sua Imperia, l’ex Ministro Claudio Scajola. “Sono felice di vedere molti sindaci – ha proseguito - perché siamo in un territorio talmente piccolo che serve fare sistema. Messi insieme siamo un quartiere di una grossa città italiana. Viviamo in un momento storico delicato e difficile, nel quale è terminata la ‘seconda Repubblica’ e la terza si apre con difficoltà evidenti. I partiti sono in crisi e si apre un periodo nuovo che tutti ci auguriamo viva incertezze di breve periodo e sicurezze vicine. Ci auguriamo che, quelli che ai confini guardano al nostro pese con sospetto, possano aiutarci invece di affossarci. Questo nostro paese ha bisogno di essere inserito in un’Europa che cresce e dove conti di più, senza essere isolati dagli altri. Il nostro popolo deve però imparare che non si può solo urlare e cantare ma bisogna lavorare. Abbiamo un debito pubblico importante e nessun Governo, compreso il mio, è riuscito ad abbatterlo. La politica complessiva del nostro paese non ha saputo dare risposte. Ho visto in questi giorni i dati economici dell’Istat, che possono essere interpretati come vogliamo, con chi accusa e difende, ma stanno sbagliando entrambi. Il nostro paese ha comunque una crisi economica profonda e non vediamo la ripresa, sia nelle tasche dei cittadini che degli imprenditori. In Liguria abbiamo dati preoccupanti sull’occupazione e sul prodotto interno. Negli ultimi 10 anni la ricchezza è calata nella nostra regione di 14 punti, ma è diminuita anche l’occupazione, ad eccezione di quella temporanea. Imperia sta ancora peggio ed i dati della provincia sono spaventosi”.

“Siamo in un periodo di transizione e c’è troppa autoreferenzialità. Credo che, per recuperare un rapporto con i cittadini, si debba ripartire dalla comunità. Ed ecco perché, e mi riferisco soprattutto ai Sindaco, credo che il ruolo dei comuni debba tornare a splendere come nel Medioevo, quando si era convinti che erano al centro della comunità. Non dobbiamo mischiare la politica nazionale e gli schemi perché Imperia necessita di straordinarietà. Decidano gli imperiesi chi è il più adatto a governa la città, in una situazione eccezionale e fuori da ogni schema. E’ necessario mettere in campo le forze migliori. Non mi interessano le polemiche, le maldicenze, i delatori, i chiacchieroni, i doppiogiochisti ma nemmeno gli annunci o i diktat. Io non me ne curo, guardo e basta. Siamo qui per il futuro e siamo al capezzale di un malato grave. Non si litiga ma dobbiamo salvare la nostra terra e rilanciare Imperia insieme, con tutto il ponente. Dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare sodo, rifugendo da un giovanilismo qualunquista, ma con un vero patto generazionale, tra giovani, madri, padri e nonni. Lavorando tutti con le proprie caratteristiche e forze, ma senza rottamare nessuno. Tutte le energie devono essere messe insieme perché la situazione è tragica! Dobbiamo conquistare un centimetro alla volta, per recuperare il terreno perduto. Dobbiamo studiare e risolvere i problemi, confrontandoci con la gente. Ed il risultato si conta alla fine della legislatura. Ma non si può raggiungere da solo, bensì con una squadra, formata da esperienza e freschezza. Ma deve essere determinata con cuore, cervello ed immagine per risollevare le sorti di questo territorio”.

“Sul territorio l’Amministrazione è soprattutto civica visto che le città più grandi hanno 70mila e 40mila abitanti. Deve essere servizio ma anche progetto, senza l’elencazione delle colpe di chi c’era prima, progettando il futuro e costruirlo passo-passo. I sindaci sanno che se il potere è solo tale, questo è un inganno non un servizio. Ecco la mia candidatura nasce su questi principi, che abbiamo provato a sintetizzare nei video iniziali, ma anche nelle cose che ho detto. Mi sono chiesto cosa dovevo fare e cosa dovevo rispondere. Ho così guardando dentro me stesso: non ho un’età freschissima ma ho la testa lucida come mi pare sempre avuto. Penso che l’esperienza mi abbia fatto bene e mi sono chiesto se sono utile, in questo momento per rilanciare la mia città. Non è che sotto sotto mi sopravvaluto? Me lo sono chiesto per molti mesi e continuavo a rimandare la mia decisione. Nella mia vita, costellata di scelte giuste e sbagliate, tra pregi e difetti, successi e disgrazie, ho sempre trovato rifugio qui ad Imperia. Sia quando ero in auge che quando ero in difficoltà. Qui mi sono sempre sentito Claudio. Semplicemente come Claudio mi sono voluto presentare oggi. Mi sono confrontato con le persone più care, con gli amici più vicini, con insistenza per cercare di capire. Ma anche con Maria Teresa (sua moglie, ndr); Piercarlo e Lucia (i figli, ndr), con i quali ho fatto confronti importanti. Proprio da mia moglie è arrivato l’incoraggiamento più importante: ‘Se lo senti per la tua città, se lo senti dentro, per quanto imparato nella vita e se senti sia utile per Imperia, allora lo devi fare’”

E’ infine arrivata l’ufficialità della candidatura: “Mi candido insieme a tutti e contro nessuno. Mi impegno a farlo nell’interesse esclusivo dei cittadini e senza privilegiare nessuno. Lavorerò per dare un futuro ai giovani ed una serenità meritata ai nostri anziani. Avanti insieme per una città viva perché oggi è una città triste e lo si vede camminando nelle strade, guardando le luci ed i visi delle persone. Dobbiamo farla diventare una città viva, per dare opportunità ai giovani, creare lavoro ed aiutare i più deboli. Non abbiamo una borsa della spesa da riempire, ma dobbiamo far crescere l’economia della nostra città, ma come? Facendo diventare il Comune amico del cittadino. Oggi, come in tutta Italia, se abbiamo bisogno di una licenza edilizia o se c’è qualcuno che chiede di investire i propri soldi, trova burocrazia ed anche dei no. Noi, invece, dobbiamo aiutare chi cerca un obiettivo magari dicendo si invece di no, modificando le richieste non corrette”.

“Dobbiamo puntare sul turismo e che sia di qualità – ha proseguito specificando gli obiettivi della sua candidatura - ma anche ordinato e sulla tradizione del cibo. Significa si l’agroalimentare ma anche la pesca, la ristorazione. Il cibo è un elemento importantissimo per il nostro territorio, tanto che c’è stato un aumento turistico dalla Francia, con qualità superiore alla loro ed un costo inferiore. Non dobbiamo lasciare soli gli imprenditori del settore, anzi dobbiamo aiutarli. Noi abbiamo mare, cibo e montagna. Senza dimenticare artigianato e commercio. Sulla tassazione ai cittadini c’è uno spazio di manovra proprio per far rivivere questi settori importantissimi. Oggi è il lavoro autonomo che può far cresce l’economia ma dobbiamo aiutarlo. E poi ci sono i borghi da difendere ed aiutare, per una storia importantissima per aiutare i turisti. E come possiamo aumentarli: semplice, con il porto turistico l’unica vera struttura che può fare crescere il settore. Dobbiamo finire i lavori e dobbiamo ricreare un clima di autorevolezza, rispettabilità e prestigio, che questa città ha perso. Molte persone che hanno investito nei posti barca sono scappate. La ciclabile, una grande opportunità: se non viene collegata ad una mobilità all’interno di Imperia diventa una opportunità persa. E bisogna anche risolvere un grave problema di mobilità con il servizio pubblico. Abbiamo bisogno che la città sia pulita e non si presenti con un’immagine sporca ma che abbia anche sicurezza e che sia ordinata con una buona ospitalità, ovvero quelle caratteristiche che hanno raggiunto altre cittadine vicine. Diano Marina, Pontedassio e San Lorenzo, ad esempio si presentano pulite ed ordinate. Ma non è colpa di nessuno è colpa di tutti noi. Dobbiamo risolvere il raddoppio della ferrovia tra Andora e Finale, altrimenti non riusciremo in nulla. E’ giusta l’idea del Frecciarossa Genova-Milano, ma dovevano essere contestualmente rivisti gli orari del ponente. Dell’autostrada non si parla più e mi dispiace. Non potremo più raddoppiarla e c’è solo una possibilità, ovvero che si costruisca la Albenga-Carcare-Predosa, ovvero un raddoppio della A10. Un amico, Fedele Confalonieri, ha una villa a Dolcedo, dove veniva spesso ed ora non viene più per il rientro della domenica. E sono molti a rinunciare per evitare di passare una giornata in auto per tornare a casa. Senza dimenticare l’Aurelia Bis e la Statale 28. Tutti problemi da affrontare un centimetro alla volta. Io ci metto la faccia, l’esperienza, le capacità ed i difetti, ma dobbiamo essere tutti convinti di far cresce questo territorio”.

Ed ha concluso: “Se c’è il vostro sostegno, con la squadra e la collaborazione dei sindaci del territorio, con determinazione, impegno per 5 anni lavorerò giorno e notte per raggiungere questi obiettivi”.

Francesco Li Noce - Andrea Gavi

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