EVENTI | martedì 22 maggio 2012, 11:30

Sanremo: ieri sera in anteprima al Teatro Ariston 'Game Over'... e il gioco comincia

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Ieri alle 20 è stato presentato in anteprima, al teatro 'Ariston' di Sanremo, il cortometraggio 'Game Over' del giovane regista sanremese Marco Pecchinino, che ha guidato il cast e la troupe nella realizzazione di un progetto che era in cantiere da diverso tempo. Un lavoro che convince e che coinvolge, che è stato auto-prodotto da un ragazzo di 24 anni spendendo appena 600 euro e tanta passione

Ieri alle 20 è stato presentato in anteprima, al teatro 'Ariston' di Sanremo, il cortometraggio 'Game Over' del giovane regista sanremese Marco Pecchinino, che ha guidato il cast e la troupe nella realizzazione di un progetto che era in cantiere da diverso tempo. Ci sono voluti infatti tre anni prima che il lavoro fosse ultimato, soprattutto per i lavori di editing video e montaggio.

“In realtà le riprese non hanno richiesto troppo tempo. Il nostro problema era realizzare effetti speciali e visivi che fossero di impatto e che non risultassero finti. All'inizio ci eravamo appoggiati a una casa di produzione di Roma, la città dove studio, – dice il regista mentre presenta il suo film - ma dopo oltre un anno ho scoperto che nemmeno avevano cominciato ad occuparsi della cosa.. Così mi sono rivolto ad alcuni miei colleghi e grazie al contributo di Daniele Bertero come direttore della fotografia, e di Giovanni Pompetti e Federica Tenaglia come editors video, 'Game Over' ha visto finalmente la luce”.

Un lavoro che convince e che coinvolge, che è stato auto-prodotto da un giovane di 24 anni spendendo appena 600 euro e tanta passione. Quando il film comincia, lo spettatore viene proiettato in 8 minuti densi di azione in un viaggio che oscilla costantemente tra realtà e finzione virtuale, al limite della paranoia. Il corto si apre con una sequenza del giovane protagonista, Fabiano Aromi, impegnato a giocare ad un videogame spara-tutto con una delle consolle che si trovano sempre più spesso, e sempre più accese, nelle nostre case. Le luci dello schermo gli illuminano il viso, si sentono esplosioni e sul suo volto si accentuano le occhiaie man mano che va avanti nel gioco. Viene quasi ‘ipnotizzato’ dalla realtà virtuale, che di prepotenza esce dallo schermo per entrare nel mondo reale, o perlomeno nella fantasia deviata del protagonista, che viene assoldato da un plotone e caricato di peso per andare a combattere. Geniale è stata la trovata registica delle sequenze reali che si alternano con quello che succede nella testa del personaggio principale, che di fatto comincia a vivere in un videogame: lo vediamo infatti muoversi con in mano un fucile immaginario, convinto di essere in mezzo agli scontri e alle pallottole che in realtà esplodono solo nella sua psiche.

Un film anche impegnato socialmente, che tratta dei problemi legati a una virtualità sempre crescente nella nostra società, della sempre più difficile distinzione tra ciò che è reale e ciò che non lo è, del condizionamento della forza delle immagini e dell'eccesso di informazione, che non sempre chiarifica la realtà , ma anzi la confonde. “Non avremmo mai potuto realizzare il film senza il contributo delle tre associazioni di 'softair' che hanno inscenato i combattimenti e ci hanno istruito sulle dinamiche e sulle tattiche di guerra. La 17a Rangers di Badalucco, il Club Riviera de Fiori di Sanremo e l'A.r.e.s di Alassio sono stati bravissimi a improvvisarsi attori. Sono stati fantastici e fondamentali per la riuscita del film” dice Marco ringraziando tutti quelli che lo hanno aiutato nel corso della realizzazione.

Il regista ha anche presentato un piccolo documentario omaggio al Softair, in cui le tre associazioni hanno la possibilità di spiegare questo affascinante sport che simula la guerra nei magnifici scenari delle splendide montagne della nostra Liguria. E' intervenuto anche il dott. Walter Vacchino, che ha concesso la sala del Roof 1 del teatro Ariston per la presentazione del documentario del promettente regista, ribadendo l'importanza di aiutare giovani artisti di talento ad emergere, soprattutto nel momento di crisi in cui ci troviamo. L'assessore Gianni Berrino era presente in aula e si è congratulato con Marco Pecchinino per il lavoro realizzato e insistendo sulle potenzialità che Sanremo ha da offrire ai suoi giovani, ribadendo l'importanza del sostegno alla cultura per il fiorire della nostra città.

Alla domanda di progetti futuri Marco risponde che non vuole anticipare nulla, ma ci dice che sta già lavorando alla realizzazione di un altro cortometraggio dalle sfumature 'cyberpunk' ambientato in una Roma del 2030 dove le persone si ‘drogano’ di ricordi per sfuggire all'opprimente realtà.

Andrea Federigi

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