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| 24 gennaio 2012, 13:17

Sanremo: acqua pubblica, sindaci e Cimap contro il presidente dell'Amat Spa "Clima intimidatorio"

Durissime accuse nei confronti del presidente di Amat Sergio De Nicola dopo una lettera inviata a tutti i sindaci della provincia.

Il Cimap (Comitato Imperiese per l'Acqua Pubblica), già promotore delle ben note iniziative referendarie, si è fatto portavoce insieme a tre sindaci, Vincenzo Genduso per Taggia, Walter Bestagno per Badalucco e Bruna Rebaudo per Ceriana, di una nuova voce di protesta contro l'AMAT Spa. Motivo della battaglia intrapresa a colpi di 'lettere' è proprio una missiva inviata da Sergio De Nicola presidente Amat, ai sindaci della provincia di Imperia. Secondo i membri del comitato Giorgio Caniglia e Sonia Balestra i toni usati sarebbero minacciosi e tesi ad imporre un principio ben lontano dal parere referendario espresso da più di 27milioni di cittadini che hanno votato con un 'si' per l'acqua pubblica.Come hanno fatto notare dal Cimap l'abrogazione dell'art 23 bis dl 112/2008 era mirato a far si che l'acqua rimanga pubblica, non gestita da privati ma da aziende a capitale sociale interamente pubblico.

Proprio su questo nodo oggi hanno discusso i tre primi cittadini ed il rappresentanti del comitato ovvero sulle ragioni avanzate da De Nicola nella sua lettera dove ha illustrato i rischi derivanti dall'estromissione dei gestori a capitale privato e misto pubblico/privato.“Non è più tempo di rimandare chiediamo al presidente di convocare l'assemblea dei sindaci entro un paio di settimane o in alternativa chiediamo ai sindaci di autoconvocarsi. La situazione è grave è stato creato un clima minaccioso nei confronti dei comuni” - ha detto Caniglia. “Questo è un tentativo per rimettere in discussione il voto del referendum. – gli fa eco Sonia Balestra – Quella è una lettera minatoria nei confronti dei Sindaci dove vengono mostrare questioni infondate. Noi abbiamo preparato questa lettera affinché i sindaci possano valutare tutto. Esistono argomentazioni legali, forti e chiare e non capiamo come si possa chiedere ai sindaci di salvare le gestioni Aato”.

Nella lettera inviata da De Nicola si fa avanti anche lo spettro del rimborso che a quel punto sarebbe chiesto ai comuni in caso di estromissione. Una cifra considerevole ma comunque approssimata, secondo il Cimap, che comprenderebbe il rimborso del capitale investito per l'acquisizione delle azioni e del capitale investito nell'azienda. Il tutto per un valore complessivo di 45 milioni euro da ripartire tra i 67 comuni della provincia di Imperia, questo oltre alla possibilità che il socio estromesso ricorra alle vie legali. Secondo il Cimap “Quanto prospettato da De Nicola è quanto meno lontano dalle logiche di mercato in quanto di fatto verrebbe meno il rischio di impresa con questo rimborso. Questo oltre al fatto che le spese andrebbero a ricadere sulle tasche dei cittadini. In ultimo, vorremmo esprimere le nostre considerazioni anche riguardo la proposta di costituire una società a capitale Interamente pubblico partecipata da tutti i 67 Comuni, con il compito di "controllare, di indirizzare e di dirigere tutte le gestioni tecnico-amministrative", spacciandola per "gestore unitario del servizio idrico" in ottemperanza alla normativa vigente".

"Tutto ciò appare incomprensibile: la normativa fa riferimento ad un gestore unitario del servizio, non ad una mera figura di coordinamento o controllo, in modo da superare il frazionamento delle gestioni. - spiega Sonia Balestra - La proposta di cui si parla, invece, avrebbe come effetto proprio quello di mantenere in vita una pluralità dì soggetti, disattendendo così l'intento della norma. Francamente non sì vede l'utilità di un simile soggetto, a meno di non voler considerare "utile" l'effetto di rendere disponibili nuove poltrone e di moltiplicare i costi in capo ai Comuni. Oltre a questo, la proposta presentata è palesemente in contrasto con quanto già deliberato dall'assemblea AATO nella data del 22 dicembre scorso, la quale, lo ricordiamo, ha confermato la scelta della gestione in house come la scelta più confacente all'interesse pubblico ed alle esigenze del territorio ed ha disposto che questo soggetto dovrà subentrare nella gestione del s.i.i. dei Comuni gestiti fino ad oggi da altri gestori, senza lasciare alcun dubbio circa il fatto che tale soggetto svolgerà un ruolo operativo e non di mero coordinamento e controllo, e che le gestioni esistenti andranno a decadere. L'unico aspetto incoraggiante di questa proposta è che il Presidente De Nicola tiene a precisare che questa società sarebbe "a totale ed esclusivo capitale pubblico", quasi a voler timidamente riconoscere che, ebbene si, i cittadini italiani vogliono l'acqua pubblica!"

"La nostra impressione – ha poi precisato anche Caniglia – è che alcuni Sindaci possano temere per le minacce di azioni legali, di richiesta danni, che stanno ricevendo In questi ultimi tempi. A loro vogliamo ricordare che queste minacce sono inconsistenti, che la loro unica forza è quella di provenire da soggetti abituati a comportarsi con prepotenza ed arroganza. II movimento dell'acqua non si è esaurito ed è determinato a vigilare sul rispetto del voto dei 27 milioni di italiani Tutte le persone che hanno partecipato attivamente alla campagna referendaria sono pronte e cominciare una nuova battaglia per l'acqua pubblica: non lasceremo nulla di intentato, perché siamo dalla parte della legge”.

Ed è proprio sull'appoggio dei sindaci che il Cimap continua la propria battaglia per l'acqua pubblica, un appoggio che ad oggi sembra mostrato solo da un certo numero di amministrazioni comunali. Vincenzo Genduso sindaco di Taggia si è detto contento circa l'iniziativa del Cimap di voler rispondere a De Nicola. “Oggettivamente stanno accadendo delle cose cruciali ed importantissime. In merito alla lettera inviataci alla vigilia di Natale ciò che stupisce è che sembra che il socio di maggioranza dell'Amat, il comune di Imperia, non fosse nemmeno a conoscenza di questo scritto, il che ci porterebbe davanti all'iniziativa privata e sconcertante di un privato. Ritengo che con questa lettera sia stata mostrata una strategia di una persona che ha voluto impartire una lezione di equità e giustizia tutti i sindaci della provincia con un fare minaccioso. Voglio rivolgere un appello ai sindaci della provincia di Imperia: imparate a ragionare da soli sull'acqua e senza dover sottostare ai poteri forti. Rispondete alla propria coscienza ed ai propri cittadini”, Preoccupazione è stata espressa anche dal sindaco di Ceriana Bruna Rebaudo che ha detto di sentirsi preoccupata dall'eventualità di far passare il proprio comune che ha tutto il ciclo dell'acqua a dover rispondere ad un privato, una condizione che non sarebbe accettata dal primo cittadino ma soprattutto dai residenti del borgo.

Infine, Walter Bestagno, sindaco di Badalucco ha aggiunto “A me fa specie che nonostante i referendum e la lotta dei 30 sindaci poche persone vogliano sovvertire il risultato del voto espresso da oltre 27 milioni di italiani. Dobbiamo essere forti, sappiamo di essere nel giusto. Siamo l'espressione dei cittadini. Io sono indignato”. Genduso ha poi ribattuto dicendo “Oggi non si tratta di una questione economica ma di giustizia. I costi prospettati da De Nicola sono stati gonfiati ad arte. Sono balle! Non è vero che passando ad una società pubblica ci saranno costi molto più elevati sia per i comuni che per i primi cittadini. Sono frottole anche le minacce inerenti al fatto che gli attuali lavoratori finiranno sulla strada. Ci tengo a precisare che queste persone verranno semplicemente riassorbite nella nuova società pubblica e quindi i lavoratori saranno tutelati”.Per far fronte alla necessità di introdurre gestore unico d'ambito, Cimap e sindaci hanno formulato diverse ipotesi. La più convincente ad oggi sembra la possibilità di creare una società consortile che possa nascere dalla fusione di Amaie e Secom che ottenga così la gestione integrale del ciclo delle acque. 

Stefano Michero

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