/ AL DIRETTORE

Che tempo fa

Cerca nel web

AL DIRETTORE | 15 dicembre 2011, 20:23

Sanremo: botta e risposta all'interno del partito, Gianni Calvi e Roberto Pardini abbandonano FLI

Dopo un comunicato dei due esponenti sanremesi su Sanremo News, la risposta di Fossati che provoca la decisione dei due di lasciare il partito.

Sanremo: botta e risposta all'interno del partito, Gianni Calvi e Roberto Pardini abbandonano FLI

"Mai parole furono più pregne di verità dell'anatema pronunciato, dallo Stim.mo Avv. Fossati contro Pardini e Calvi rei di fare politica, non per accaparrarsi eventuali poltrone, intessendo a tal fine improbabili e discutibili alleanze, ma per spirito di servizio verso la Gente e con l'anelito di libertà che ci infiammerà fino all'ultimo respiro e, forse, anche oltre. Mai verità fu più assoluta ed incontrovertibile, infatti noi non siamo titolati a parlare a nome di FLI in quanto, ben prima dell'uscita del comunicato a firma dell'Avvocato Fossati, abbiamo notificato al Coordinatore e fraterno amico Rag. Francesco Castagnino, le nostre dimissioni, per ora verbali ma irrevocabili, dal partito".

 

Lo scrivono Gianni Calvi e Roberto Pardini al nostro giornale, in risposta al coordinatore provinciale Giuseppe Fossati, intervenuto a sua volta per rispondere ad un comunicato da loro inviato a nome di FLI. "Ci avevamo creduto - proseguono - in noi era rinato il sogno di una destra rivolta al sociale, nei nostri cuori sinceri e consacrati all'Italia pulsava forte il ricordo della destra voluta da Giorgio Almirante. Povero Giorgio, il tuo ideale di politica con la Gente e per la Gente tradito prima a Fiuggi e poi di nuovo ora. Il moto d'orgoglio di Fini, allorquando si scrollò di dosso il giogo berlusconiano, ci aveva fatto sperare, decidemmo di dargli un'altra possibilità, di porre rimedio ai suoi errori: aderimmo con entusiasmo. Siamo stati ingannati. La nostra onestà non ci consente di restare in una formazione politica che avvalla l'ulteriore aggressione finanziaria ai danni delle classi meno abbienti per poter mantenere inalterata la posizione di privilegio dei potenti. Lasciamo con dolore, siamo politicamente orfani ma restiamo fermi nei nostri principi di solidarietà sociale ed uguaglianza, noi con la politica ci abbiamo sempre rimesso e continueremo a rimetterci, ma non la libertà di pensiero e l'onore. Siamo politicamente orfani ma questa condizione è preferibile ad avere la pesante mordacchia di un patrigno".

 

Carlo Alessi

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium