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Eventi | 16 ottobre 2026, 17:25

Giuseppe Antonelli ai Martedì Letterari di Sanremo: "Con l'intelligenza artificiale possiamo ricominciare a scrivere male" (Foto e Video)

Al Teatro del Casinò una buona cornice di pubblico per la presentazione di "Alfabit. L'italiano digitale dagli SMS all'IA". Il docente dell'Università di Pavia ripercorre trent'anni di trasformazioni della lingua e si interroga sul futuro della creatività umana nell'era delle macchine

Una buona cornice di pubblico ha accolto oggi pomeriggio, venerdì 16 ottobre, al Teatro del Casinò di Sanremo, il professor Giuseppe Antonelli, protagonista di un nuovo appuntamento dei Martedì Letterari, la rassegna culturale curata da Marzia Taruffi. Al centro dell'incontro il volume "Alfabit. L'italiano digitale dagli SMS all'IA", pubblicato da Il Mulino, nel quale il docente di Storia della lingua italiana all'Università di Pavia accompagna i lettori attraverso circa trent'anni di trasformazioni del linguaggio, della scrittura e dei modi di comunicare. Un percorso che parte dalle prime forme di videoscrittura e dagli SMS, attraversa la rivoluzione di Internet e dei social network, fino ad arrivare all'intelligenza artificiale, con una domanda sempre più attuale: quale sarà il rapporto tra la creatività umana e quella delle macchine? A prendere parte alla presentazione anche i professori Stefania Sandra e Christian Del Vento.

Il titolo stesso del libro racchiude il significato di questa evoluzione. "Alfabit vuole raccontare una progressiva ibridazione fra la lingua, la scrittura, l'alfabeto – che è il simbolo per noi occidentali della scrittura – e i bit, che invece sono l'unità minima della comunicazione informatica", ha spiegato Antonelli, illustrando come il rapporto tra parole e tecnologia si sia trasformato nel corso del tempo. "È un'ibridazione che è stata progressiva, è cominciata negli anni Ottanta con la videoscrittura, poi è proseguita con la rivoluzione portata da Internet e continua implacabilmente a modificare il nostro rapporto con la lingua, con la scrittura, con la tecnologia e ormai non più soltanto con le persone, ma anche con le macchine". Un cambiamento che non riguarda soltanto gli strumenti utilizzati per comunicare, ma investe direttamente il nostro modo di esprimerci, di costruire relazioni e di interpretare la realtà.

Nel libro Antonelli individua tre grandi fasi dell'italiano digitale, ciascuna caratterizzata da strumenti, abitudini e linguaggi differenti. La prima è quella dell'italiano digitato, legato soprattutto agli SMS e alle abbreviazioni che hanno segnato una generazione: la "x" al posto di "per", la "k" al posto della "c" e altre scorciatoie diventate rapidamente riconoscibili. "A un certo punto chi li usava veniva chiamato 'bimbominkia', ovviamente scritto con la k", ha ricordato il professore, sottolineando anche quanto velocemente possano cambiare le mode linguistiche. Quello che in una determinata fase appare innovativo o trasgressivo può diventare presto superato, lasciando spazio a nuove forme di comunicazione. Gli SMS hanno rappresentato uno dei primi esempi di come i vincoli tecnologici e la necessità di rapidità potessero influenzare concretamente la scrittura quotidiana.

La seconda fase è quella dell'e-taliano, la lingua dell'email e dei social network, in cui la scrittura ha dovuto confrontarsi con la presenza sempre più forte di immagini, video e contenuti audio. Non si tratta più soltanto di scrivere messaggi brevi, ma di comunicare all'interno di ambienti digitali nei quali parole e altri linguaggi convivono e si completano. La comunicazione diventa così più immediata, informale e vicina, per molti aspetti, alle caratteristiche del parlato. La distinzione tradizionale tra lingua scritta e lingua orale si fa sempre più sottile, mentre cambiano i registri utilizzati a seconda del contesto e degli interlocutori. Una trasformazione che interessa la vita privata, il lavoro, l'informazione e la partecipazione pubblica, modificando anche il modo in cui cittadini e istituzioni entrano in relazione.

La terza fase è quella dell'IA-taliano, l'italiano dell'intelligenza artificiale, alla quale Antonelli dedica la parte conclusiva del volume. Il periodo preso in esame va dal 2023 alla fine del 2025, quando si chiude il percorso di ricerca raccontato nel libro. L'attenzione dell'autore si è concentrata inizialmente sulla correttezza dei testi prodotti dalle macchine, che nelle prime applicazioni mostravano diversi errori, per spostarsi progressivamente verso un tema più complesso: la creatività. "Pian piano l'attenzione si è spostata dalla correttezza alla creatività", ha spiegato il docente, illustrando come l'evoluzione dei sistemi di intelligenza artificiale abbia aperto nuovi interrogativi sul significato stesso della scrittura. Il volume si conclude con un esperimento particolarmente significativo: quattro nuove versioni delle "Città invisibili" di Italo Calvino, realizzate da quattro diverse intelligenze artificiali, un confronto che mette alla prova le possibilità narrative delle macchine.

Ed è proprio dalla letteratura che arriva una delle riflessioni più stimolanti emerse durante l'incontro al Casinò. La domanda se un computer possa arrivare a scrivere romanzi, racconti e poesie non è infatti nata con ChatGPT, ma ha radici molto più lontane. Antonelli ha richiamato l'attenzione su Italo Calvino e sul suo saggio "Cibernetica e fantasmi", pubblicato nel 1967, nel quale lo scrittore si interrogava già sulle potenzialità creative dell'informatica. "Calvino cominciava in quel momento dell'esplosione dell'informatica e si domandava proprio questo: riuscirà un giorno il computer a scrivere romanzi, racconti, poesie?", ha ricordato il professore. Una riflessione sorprendentemente attuale, soprattutto alla luce dei progressi compiuti negli ultimi anni dai sistemi capaci di produrre testi, immagini e contenuti di ogni genere.

Secondo Antonelli, la questione non si esaurisce nella capacità di una macchina di comporre un testo grammaticalmente corretto o di imitare uno stile letterario. Il punto centrale riguarda piuttosto ciò che distingue la creatività umana dalla produzione automatizzata. Nel suo ragionamento, il riferimento a Calvino diventa fondamentale perché lo scrittore individuava nella capacità della letteratura di superare i confini del linguaggio una delle sue caratteristiche essenziali. "Quello che ha sempre caratterizzato la vera letteratura è sporgersi oltre i limiti del linguaggio, oltre i confini del linguaggio e forse è questo l'irriducibile umano a cui dobbiamo affidarci", ha affermato Antonelli. L'imperfezione, la capacità di sperimentare e di andare oltre gli schemi potrebbero quindi continuare a rappresentare una peculiarità dell'essere umano, anche in un mondo nel quale le macchine sono sempre più abili nel produrre testi convincenti.

La conclusione del professore è affidata a una provocazione che sintetizza efficacemente il senso del suo lavoro e apre una prospettiva inedita sul futuro della scrittura: "Adesso che queste macchine sanno scrivere bene possiamo ricominciare a scrivere male". Non un invito a rinunciare alla correttezza, ma uno spunto per riflettere sulla possibilità di liberarsi dall'obbligo di produrre testi sempre impeccabili, standardizzati e prevedibili. Se l'intelligenza artificiale è in grado di elaborare contenuti formalmente corretti e ben organizzati, l'uomo potrebbe rivendicare proprio ciò che sfugge alle regole: la sperimentazione, l'originalità, l'errore creativo e la capacità di rompere gli schemi. Una riflessione che, attraverso il percorso storico e linguistico proposto da Antonelli, riporta al centro il valore della parola e della libertà espressiva nell'era digitale.

Giuseppe Antonelli, noto anche per i suoi interventi sul Corriere della Sera e per la partecipazione alla trasmissione televisiva Splendida cornice su RaiTre, è autore di numerosi saggi dedicati alla storia della lingua italiana e all'evoluzione del lessico. La presentazione di "Alfabit" si inserisce nel calendario culturale del Casinò di Sanremo, che proseguirà lunedì 19 ottobre alle 11.00 con "I calciatori non piangono" di Giandomenico Mesto e Davide Bellini, nell'ambito del Casinò Culturae Festival, e martedì 20 ottobre alle 18.00 con Edda Negri Mussolini e il volume "I Mussolini dopo Mussolini". L'ingresso agli appuntamenti è libero.

Carlo Alessi

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