Le recenti dimissioni del Coordinatore regionale della Liguria e di alcuni dirigenti di Democrazia Sovrana e Popolare (DSP) riaccendono il confronto politico all'interno del movimento. A intervenire sulla vicenda è Pietro Sommariva, vice presidente della Sezione DSP "Ponente Ligure", che ha diffuso una nota con alcune precisazioni rispetto alle ricostruzioni circolate nelle ultime ore. Al centro dell'intervento c'è soprattutto la rappresentazione di una presunta adesione della maggior parte dei dirigenti, militanti e iscritti liguri al nuovo progetto politico promosso da Marco Rizzo. Una ricostruzione che Sommariva definisce non corrispondente alla realtà dei fatti. Secondo il rappresentante del Ponente Ligure, infatti, la situazione all'interno della regione sarebbe più articolata. In particolare, viene richiamata la posizione della sezione del Ponente, che non avrebbe aderito in maniera compatta al nuovo percorso politico.
"L'affermazione secondo cui la maggior parte dei dirigenti, dei militanti e degli iscritti della Liguria avrebbe aderito al nuovo progetto politico promosso dal sig. Marco Rizzo non corrisponde alla realtà dei fatti", sostiene Sommariva. Nel comunicato viene sottolineato come non risulti che la maggioranza dei militanti e degli iscritti liguri abbia assunto una decisione in tal senso. Il caso del Ponente Ligure viene indicato come esempio di una situazione tutt'altro che unitaria, con una sezione che, secondo quanto riferito, sarebbe rimasta sostanzialmente divisa. Una precisazione che punta quindi a ridimensionare l'idea di un passaggio generalizzato della struttura ligure verso il nuovo progetto. La posizione espressa dal vice presidente della sezione è quella di una parte del movimento che intende continuare a riconoscersi in DSP. Il tema delle adesioni e delle effettive dimensioni della frattura interna resta quindi al centro del confronto politico.
Nel comunicato viene inoltre richiamata l'Assemblea Nazionale degli iscritti di Democrazia Sovrana e Popolare del 26 luglio, svoltasi a Roma con l'obiettivo di ribadire e confermare la linea politica del movimento. Secondo Sommariva, in quella sede non sarebbe intervenuto alcun cambiamento rispetto all'indirizzo approvato dal Congresso nazionale del gennaio 2026. Al contrario, la linea congressuale sarebbe stata riconfermata con un consenso definito "pressoché unanime". Un passaggio che, nella ricostruzione fornita dal rappresentante del Ponente Ligure, assume particolare rilievo per comprendere l'attuale fase politica di DSP. "È quindi inesatto affermare che le recenti vicende interne abbiano determinato un mutamento della linea politica di DSP", viene sottolineato nella nota. La scelta compiuta da alcuni dirigenti viene dunque considerata una decisione autonoma di una parte dell'organizzazione e non l'esito di una modifica deliberata dagli organi del movimento.
Sommariva evidenzia inoltre che Marco Rizzo e gli altri dirigenti interessati erano stati invitati a partecipare all'Assemblea Nazionale del 26 luglio. L'invito, secondo quanto riferito nel comunicato, avrebbe avuto l'obiettivo di consentire agli esponenti coinvolti di illustrare direttamente le proprie posizioni e di confrontarsi con gli iscritti. "Tale occasione di confronto non è stata utilizzata", si legge nella nota. Per il vice presidente della Sezione DSP "Ponente Ligure", questo elemento contribuisce a delineare una situazione nella quale le recenti scelte di alcuni dirigenti non possono essere interpretate come una decisione assunta dall'intero movimento. La distinzione tra le diverse posizioni interne viene quindi indicata come fondamentale per evitare una lettura univoca della vicenda. Il nodo resta quello della rappresentanza effettiva delle diverse componenti liguri.
Da qui la contestazione rispetto alla definizione della vicenda come "abbandono di Democrazia Sovrana e Popolare da parte dell'intera delegazione ligure". Sommariva considera infatti impropria questa ricostruzione e ribadisce che, a suo giudizio, si tratta della scelta di una parte dei dirigenti. Altri dirigenti, militanti e iscritti, prosegue la nota, avrebbero invece deciso di continuare il proprio impegno all'interno di DSP. Una scelta che viene ricondotta al rispetto della linea politica approvata dal Congresso nazionale e successivamente confermata dall'Assemblea del 26 luglio. Il comunicato rivendica quindi la continuità dell'organizzazione e della sua impostazione politica, nonostante le uscite registrate nelle ultime settimane. La frattura interna viene così descritta come una divergenza tra percorsi politici differenti, più che come una trasformazione complessiva del movimento.
L'ultimo punto affrontato da Sommariva riguarda proprio l'indirizzo politico di DSP e le interpretazioni secondo cui sarebbe stato il movimento ad allontanarsi dal progetto originario. Nel comunicato viene definita "contraddittoria" questa lettura, dal momento che la linea congressuale sarebbe stata formalmente riconfermata. Tale linea, viene ricordato, è fondata sull'autonomia del movimento rispetto ai tradizionali schieramenti della destra e della sinistra italiane. Secondo Sommariva, sarebbe invece il percorso politico intrapreso da Marco Rizzo a rappresentare una scelta differente rispetto all'indirizzo deliberato dagli organi del partito. Nel testo vengono richiamati, a questo proposito, anche i ripetuti contatti e le aperture nei confronti del generale Roberto Vannacci. Un riferimento utilizzato per evidenziare quella che DSP considera una diversa impostazione rispetto alla linea approvata dai propri organi democratici.
La nota si conclude con un appello alla stampa affinché le precisazioni possano essere riportate nel quadro della vicenda. L'obiettivo dichiarato è quello di garantire una rappresentazione completa delle diverse posizioni presenti all'interno di DSP in Liguria, evitando di identificare le recenti scelte di alcuni dirigenti con una decisione collettiva dell'intera organizzazione regionale. Il vice presidente della Sezione DSP "Ponente Ligure" rivendica quindi la permanenza nel movimento di una parte della struttura ligure e la volontà di proseguire il percorso politico sulla base della linea congressuale. La vicenda resta comunque segnata da una significativa contrapposizione interna e dalle differenti prospettive sul futuro del progetto politico. Il confronto, dunque, non sembra esaurirsi con le dimissioni annunciate, ma prosegue sul terreno della rappresentanza e dell'indirizzo politico di DSP.














