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Politica | 31 luglio 2026, 12:15

Case della Comunità Asl1, UIL Pensionati: "Distanza tra progetto e bisogni reali dei pensionati"

La nota dell'UIL Pensionati

Case della Comunità Asl1, UIL Pensionati: "Distanza tra progetto e bisogni reali dei pensionati"

"Come Coordinamento territoriale Imperiese della UIL Pensionati Liguria esprimiamo forte preoccupazione per lo stato di attuazione delle nuove Case della Comunità nei territori dell’Area 1 Imperiese dell’ATS Liguria, nello specifico situate a Ventimiglia, Bordighera, Sanremo, Taggia, Imperia e Pieve di Teco".

lo dichiarano in una nota l'UIL Pensionati Liguria, Il Coordinamento Territoriale di Imperia.

"In fase di programmazione queste strutture erano state presentate come presidi sanitari e socio-sanitari di prossimità: per le sedi centrali si parlava di aperture h24 per 7 giorni su 7, mentre per quelle più decentrate si prevedevano aperture sulle 12 ore per 6 giorni su 7. Un modello che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto avvicinare i servizi ai cittadini – in particolare alle persone anziane e fragili – riducendo le distanze dai Pronto soccorso e accorciando i tempi di attesa per visite ed esami specialistici.

Oggi, però, alla prova dei fatti, il quadro che emerge per l’Area 1 è diverso da quello promesso non tanto sul piano degli orari, che risultano in larga parte rispettati, quanto sulla disposizione delle strutture sul territorio: l’unica Casa della Comunità realmente decentrata verso l’entroterra è quella di Pieve di Teco, mentre Ventimiglia con Bordighera e Sanremo con Taggia sono sostanzialmente concentrate sulla fascia costiera. Questa impostazione penalizza i residenti dei comuni interni, che continuano a dover affrontare chilometri di strada e tempi di percorrenza significativi per raggiungere i Pronto soccorso e i servizi specialistici. Una situazione che pesa in modo particolare sui pensionati, spesso con mobilità ridotta, problemi di salute cronici e minori risorse economiche per spostarsi con mezzi propri o a pagamento.

A ciò si aggiunge il mancato miglioramento dei tempi di attesa per le visite specialistiche. Nonostante le Case della Comunità dovessero rappresentare un volano per potenziare l’offerta territoriale, le liste d’attesa rimangono lunghe e, in molti casi, insostenibili per chi ha bisogno di controlli regolari e tempestivi. Il rischio concreto è che, invece di alleggerire il carico sugli ospedali, si continui a spingere i cittadini verso i Pronto soccorso, spesso per problemi che potrebbero e dovrebbero essere gestiti sul territorio.

Come la UIL Pensionati riteniamo inaccettabile che una riforma nata con l’obiettivo dichiarato di garantire più prossimità, equità territoriale e continuità assistenziale rischi di tradursi, nei fatti, in un semplice cambio di denominazione delle strutture, senza un reale salto di qualità nell’assistenza erogata.

Da qui la richiesta, rivolta all’ATS Liguria e alla Regione Liguria, di un cambio di passo concreto.  

Da un lato, serve un vero piano di potenziamento delle sedi decentrate nell’entroterra, sulla scia dell’esperienza di Pieve di Teco, in stretta collaborazione con i Comuni e con il Terzo settore, per ridurre le distanze fisiche e sociali dai servizi. Dall’altro, è indispensabile intervenire sulle liste d’attesa, incrementando le agende di visite ed esami specialistici territoriali – con particolare attenzione alle patologie croniche più diffuse tra i pensionati – e garantendo un monitoraggio pubblico e trasparente dei risultati raggiunti, zona per zona.

Le Case della Comunità devono diventare davvero la “casa” della sanità territoriale: luoghi vicini alle persone, soprattutto a chi vive nell’entroterra, capaci di prevenire, accompagnare e curare, non solo di annunciare buone intenzioni.

Come UIL Pensionati continueremo a vigilare affinché gli impegni presi sul territorio dell’Area 1 non restino sulla carta, ma si traducano in servizi concreti, accessibili e dignitosi per tutte e tutti.

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