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Politica | 28 luglio 2026, 12:11

Taggia 2027, Progetto Comune apre al tavolo ma detta le condizioni. Alberti: “Contano competenze, lavoro e comunità d’intenti”

La lista civica conferma la propria presenza nella partita elettorale e prepara il programma. Possibile un percorso condiviso con altre forze. Sull’appello di Alleanza Progressista: “Disponibili a confrontarci, ma lo diciamo da sei mesi. Troppe tavolate rischiano di spianare la strada al centrodestra”

Taggia 2027, Progetto Comune apre al tavolo ma detta le condizioni. Alberti: “Contano competenze, lavoro e comunità d’intenti”

Nel tavolo sempre più affollato della politica tabiese, qualcuno comincia a scoprire le prime carte. Non ancora quella del candidato sindaco e neppure quella della futura composizione delle liste, ma almeno una relativa alle intenzioni: Progetto Comune non considera conclusa la propria esperienza con la fine dell’attuale mandato amministrativo e ha già iniziato a lavorare in vista delle elezioni del 2027.

Dopo cinque anni trascorsi sui banchi dell’opposizione, la lista civica rivendica il percorso compiuto, conferma la prosecuzione della propria attività e apre alla possibilità di costruire un progetto insieme ad altre realtà. Difficilmente, quindi, Progetto Comune arriverà da solo alle urne. Più probabile che il suo lavoro, il programma e le persone rimaste nel gruppo entrino in una lista o in una coalizione più ampia. Ma alle condizioni indicate dalla consigliera Fulvia Alberti: impegno concreto, competenze e una reale comunità d’intenti.

Una posizione che si inserisce direttamente nel quadro politico raccontato nei giorni scorsi, segnato dalla nascita di nuovi movimenti, dalle possibili candidature e da interlocuzioni ancora lontane dal produrre accordi ufficiali. Proprio questa mattina Alleanza Progressista ha lanciato un appello per la convocazione di un tavolo aperto a tutte le componenti politiche, civiche e sociali del centrosinistra. Da Progetto Comune arriva una disponibilità al confronto, accompagnata però da una precisazione: quell’apertura, sostiene Alberti, esiste da tempo e non nasce con l’avvicinarsi delle elezioni.

Progetto Comune non si ferma. La prima risposta riguarda il futuro della lista, attorno al quale erano emersi diversi interrogativi. Alcune persone che avevano partecipato al percorso si sono allontanate, mentre le indiscrezioni degli ultimi giorni hanno avvicinato Alberto Pin ad Alleanza Progressista. Progetto Comune, però, continuerà la propria attività.

“Abbiamo continuato a incontrarci regolarmente e abbiamo cominciato da tempo a lavorare al programma – spiega Fulvia Alberti –. Da sei mesi diciamo di essere aperti al confronto con tutti. Non è una posizione che assumiamo soltanto adesso”.

La consigliera non nasconde una certa delusione per l’uscita dal gruppo di alcune persone e, soprattutto, per il proliferare di nuove formazioni dopo anni nei quali Progetto Comune ha portato avanti quasi in solitudine la propria attività. “Alcune persone sono passate dal nostro gruppo e poi hanno scelto di andarsene. Il programma avevamo cominciato a costruirlo insieme già da tempo. Saremo aperti alla sinistra e al centrosinistra, ma soprattutto a chi ha lavorato. In questi anni ho visto un’attività importante dentro e fuori dal Consiglio comunale, ma non sempre da parte di quanti oggi stanno costruendo una lista dopo l’altra. Per noi le parole decisive sono competenze e lavoro”.

Non una chiusura, dunque, ma la volontà di distinguere tra la disponibilità a partecipare a un progetto comune e una semplice aggregazione elettorale costruita sommando sigle e aspirazioni personali.

“Lavoreremo con altre liste”. Il passaggio politicamente più rilevante riguarda proprio la forma con cui Progetto Comune potrebbe presentarsi alle elezioni. Alberti conferma che l’obiettivo è collaborare con altre realtà, senza rivendicare necessariamente una corsa autonoma.

“Si farà certamente un lavoro con altre liste – afferma – ma dovranno esserci impegno, lavoro e una sostanziale comunità d’intenti. E la comunità d’intenti non può essere soltanto qualcosa da dichiarare: deve essere dimostrata concretamente”.

Progetto Comune potrebbe quindi diventare uno degli elementi di una coalizione più larga, portando al suo interno l’esperienza accumulata durante il mandato e il programma al quale il gruppo sta già lavorando. Non è ancora possibile stabilire quale sarà il contenitore, né quali soggetti ne faranno parte. L’indicazione, tuttavia, è chiara: il nome della futura lista appare secondario rispetto alla credibilità delle persone e alla convergenza sui contenuti.

È un primo elemento che aiuta a leggere il percorso verso il 2027. La proliferazione di movimenti potrebbe rappresentare soltanto una fase iniziale, destinata a lasciare spazio alle aggregazioni. Progetto Comune non sembra interessato a partecipare alla corsa delle sigle, ma neppure disposto a disperdere il lavoro svolto durante la legislatura.

L’apertura al centro sinistra. Poche ore prima delle parole di Alberti, Alleanza Progressista aveva chiesto formalmente la convocazione di un tavolo unitario del centrosinistra. L’obiettivo dichiarato è superare divisioni, personalismi e veti incrociati, costruendo una proposta capace non soltanto di opporsi all’attuale amministrazione, ma di candidarsi concretamente alla guida di Taggia.

“È arrivato il momento di fare un salto di qualità decisivo: basta limitarsi al ruolo di opposizione, è il momento di assumersi l’onere della guida del territorio e dimostrare di avere le competenze, la visione e la maturità necessarie per amministrare con efficacia e concretezza”, sostiene il comitato.

Progetto Comune non chiude la porta. Alla domanda sulla possibilità di sedersi al tavolo con Alleanza Progressista e con le altre componenti del centrosinistra, Alberti risponde senza esitazioni: “Assolutamente no, per noi non è un problema confrontarci”.

L’apertura è però seguita da una puntualizzazione che restituisce anche le tensioni prodotte dai recenti movimenti politici. “Lo stiamo dicendo da sei mesi. Alcune persone oggi presenti in Alleanza Progressista erano fino a poco tempo fa nella chat di Progetto Comune e avevamo iniziato a parlare di questo percorso già allora. I contatti con gli altri gruppi sono sempre stati portati avanti collegialmente, non a titolo personale. Tengo a sottolinearlo perché stanno circolando tante ipotesi di tavoli e incontri che rischiano di non servire a nulla, se non a spianare la strada alla destra o al centrodestra”.

Alleanza Progressista: un appello all’unità che contiene un avvertimento. Anche il comunicato di Alleanza Progressista utilizza toni netti. Il movimento invita ogni componente del centrosinistra a partecipare senza preconcetti e sostiene che chi dovesse sottrarsi dovrà assumersi la responsabilità politica di un’eventuale nuova sconfitta.

“Chiediamo a ogni anima del centrosinistra di sedersi allo stesso tavolo, senza preconcetti, personalismi o veti incrociati. Riteniamo che nessuno possa sentirsi escluso e che nessuno debba tirarsi indietro. È il momento di dimostrare se la priorità sia davvero il bene comune o il proprio tornaconto elettorale”, si legge nella nota.

L’appello termina con un avvertimento ancora più esplicito: “Consegnare il governo nuovamente alle destre a causa delle solite frammentazioni sarebbe un errore imperdonabile, di cui ognuno dovrà rispondere chiaramente”.

Parole che aprono formalmente la fase del confronto, ma contemporaneamente alzano la pressione sulle altre realtà. La risposta di Progetto Comune non entra nello scontro e non respinge l’invito. Rivendica però una sorta di precedenza politica: il lavoro per costruire un’alternativa, sostiene Alberti, non può cominciare soltanto nel momento in cui nascono le liste, ma deve essere misurato anche sull’attività svolta negli anni precedenti.

Cinque anni di opposizione e il programma per il 2027. Nel proprio documento, Progetto Comune ricostruisce una storia iniziata con Marco Ardoino, ricordato per aver riunito sensibilità differenti attorno all’idea di un’alternativa civica. Dopo la sua prematura scomparsa, il percorso è stato portato avanti da Jacopo Siffredi e, da circa un anno e mezzo, è rappresentato in Consiglio comunale da Fulvia Alberti.

La lista rivendica un’opposizione definita “costruttiva”, condotta attraverso interrogazioni e mozioni dedicate al nuovo ponte, al verde pubblico, al centro storico, alla mobilità, alle spiagge e ai rifiuti. Tra i risultati indicati figura l’approvazione della mozione destinata a portare all’adozione del nuovo Regolamento del Verde.

Molto più critica la posizione sul futuro dell’area circostante il nuovo ponte. Progetto Comune aveva proposto la creazione di un parco pubblico, mentre l’indicazione ricevuta dall’amministrazione sarebbe quella di una destinazione legata all’edilizia turistica. “È questa la visione politica dell’attuale amministrazione, in un Comune nel quale quasi tutti gli alberghi hanno chiuso? Ancora cemento?”, domanda il movimento, chiedendo che le scelte strategiche sull’area vengano condivise con la cittadinanza.

Il programma per il 2027 partirà quindi dai temi affrontati durante il mandato: valorizzazione e accessibilità del centro storico, tutela del verde, collegamenti tra Taggia, Arma e Levà, trasparenza amministrativa, sostegno alle attività economiche, agricoltura, turismo, entroterra, partecipazione e cultura durante tutto l’anno.

“Non sarà un elenco di promesse scritto per la campagna elettorale – chiarisce Progetto Comune – ma il risultato dell’ascolto del territorio, dell’esperienza maturata e del confronto continuo all’interno del gruppo e con i cittadini”.

Alberti: “All’opposizione ci si trova davanti a un muro”. Alberti traccia anche un bilancio della propria esperienza in Consiglio comunale. Un ingresso nella politica amministrativa maturato dopo una vita professionale trascorsa nel giornalismo e nel documentario, con esperienze in Iraq, Medio Oriente, ex Jugoslavia e Francia.

“Non sono una politica di professione. È stata un’esperienza interessante, che mi ha permesso di comprendere alcune dinamiche e soprattutto i problemi di un Comune complesso come il nostro, diviso in almeno due, se non tre, realtà. Mi ha aiutata a crescere, anche se quando si è all’opposizione spesso ci si trova davanti a un muro”.

Da questa esperienza nasce una delle condizioni che Alberti considera irrinunciabili per la costruzione di un’alternativa: “Se ci sarà una proposta di sinistra o centrosinistra, dovrà avere persone competenti, che sappiano di cosa stanno parlando. Queste persone si possono trovare”.

Il riferimento è anche all’esperienza vissuta in Francia e ai percorsi unitari attraverso i quali forze politiche e civiche differenti sono riuscite a costruire proposte comuni. Un modello che Alberti non trasferisce automaticamente su Taggia, ma che rafforza la convinzione sulla possibilità di riunire sensibilità diverse intorno a un progetto amministrativo.

Un'altra carta scoperta. Rispetto al quadro tracciato pochi giorni fa, una prima carta è quindi sul tavolo. Progetto Comune continuerà a esistere politicamente, porterà avanti il lavoro in Consiglio e presenterà un proprio contributo programmatico per il 2027. Non indica un candidato sindaco e non annuncia una corsa solitaria. Al contrario, considera probabile e auspicabile una collaborazione con altre liste.

Anche il rapporto con Alleanza Progressista non si interrompe, nonostante l’uscita dal gruppo di alcune persone. Alberti accetta l’idea del tavolo, ma chiede che il confronto venga misurato su lavoro, competenze e contenuti.

Resta da capire chi accetterà queste condizioni, quale sarà il ruolo del Partito Democratico e se l’area progressista riuscirà davvero a superare la frammentazione. Perché un conto è dichiararsi disponibili a dialogare, un altro è scegliere il candidato, stabilire le priorità del programma e distribuire responsabilità e spazi dentro una coalizione.

La campagna elettorale non è ancora ufficialmente cominciata, ma il lavoro per costruire le future alleanze sì. Dopo mesi di indiscrezioni e movimenti sotterranei, il centrosinistra tabiese prova a convocare il proprio tavolo. Progetto Comune ha già fatto sapere che sarà disposto a sedersi. Ma non senza chiedere, prima di tutto, che ciascuno porti con sé qualcosa di più di un nuovo simbolo.

Andrea Musacchio

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