L'individuazione della Popillia japonica in sei comuni delle province di Savona e Genova accende l'attenzione sul rischio di diffusione del coleottero giapponese in Liguria. A lanciare l'allarme è Jan Casella, consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) in Liguria e vicepresidente della Terza Commissione regionale "Attività produttive, Cultura, Formazione e Lavoro", che chiede alla Regione di intensificare le attività di prevenzione e contenimento dell'insetto infestante, evitando però di introdurre nuovi costi o obblighi a carico delle aziende agricole.
La richiesta arriva dopo un'interrogazione presentata alla giunta regionale, dalla quale è emersa la recente presenza della Popillia japonica nei comuni savonesi di Cairo Montenotte, Dego e Piana Crixia e in quelli genovesi di Sant'Olcese, Mignanego e Busalla:
“L’arrivo della Popillia japonica in sei comuni delle province di Savona e Genova rende necessaria una maggiore opera di prevenzione contro questo insetto infestante, che rischia di creare gravi danni alle aziende agricole liguri”
“L’attività di monitoraggio ha consentito di accertare la presenza di questo animale in territori mai interessati prima dall’infestazione. La Popillia japonica è un organismo nocivo per molte specie vegetali, in particolare vite, glicine, rose, tigli, nocciolo, alberi da frutto e diverse colture orticole, alle quali può arrecare gravi danni, con ripercussioni potenzialmente disastrose per le aziende agricole. Serve un intervento tangibile che ne blocchi l’espansione, in particolare verso le zone ad alta densità agricola, prima che questa emergenza diventi una calamità”, afferma Jan Casella.
“Da anni, i coltivatori liguri devono fronteggiare condizioni difficili in cui lavorare, dal cambiamento climatico all’aumento dei costi, dai dazi a meccanismi burocratici che spesso mettono in difficoltà le piccole realtà del nostro territorio. Chiediamo che la Regione combatta e prevenga questo insetto infestante, senza aggravare di ulteriori costi e obblighi le imprese e i lavoratori agricoli, confrontandosi con le associazioni di categorie che conoscono bene le esigenze delle aziende”, è l’appello di Jan Casella.














