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Politica | 12 giugno 2026, 15:29

Ecografie prenatali in provincia, AVS contro Bucci: "Quattordici prestazioni al mese non bastano alle future mamme"

AVS denuncia la carenza di ecografie prenatali nell'Imperiese: "Servono investimenti e personale stabile, non soluzioni tampone"

Ecografie prenatali in provincia, AVS contro Bucci: "Quattordici prestazioni al mese non bastano alle future mamme"

Si accende lo scontro politico sulla carenza di ecografie prenatali in provincia di Imperia. Al centro delle critiche di Alleanza Verdi e Sinistra c'è la convenzione attivata con il Gaslini per garantire gli esami alle donne in gravidanza, ritenuta però insufficiente sia nei numeri sia nelle prospettive. A sollevare il caso è Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, che denuncia come le appena 14 prestazioni mensili previste non siano in grado di rispondere alle esigenze del territorio.

«Come si può pensare di risolvere l'esigenza di ecografie pre-natali in provincia di Imperia con appena 14 prestazioni al mese? La maternità ha bisogno di servizi, attenzione e investimenti concreti. La Regione purtroppo lascia sole le madri dell'estremo ponente, con un provvedimento una tantum che trascura le necessità reali di un territorio già colpito duramente dai tagli alla sanità del centrodestra», attacca Candia. Secondo la consigliera regionale, per contrastare l'emigrazione giovanile e lo spopolamento della Liguria occorre sostenere concretamente chi sceglie di costruire una famiglia sul territorio.

«La giunta Bucci continua a ignorare le richieste dei cittadini, alimentando la fuga all'estero o in altre regioni dei nostri giovani conterranei. Serve un cambio di rotta, per accompagnare le persone nei momenti più delicati, invece di abbandonarle al loro destino», aggiunge. A evidenziare le criticità del sistema è anche Carla Nattero, segretaria regionale di Sinistra Italiana-AVS, secondo cui il ricorso alla convenzione con il Gaslini mette in luce problemi strutturali della sanità ligure. «Il ricorso a una convenzione con il Gaslini, peraltro di insufficiente finanziamento, per praticare le ecografie previste alle donne in gravidanza, mette in rilievo due aspetti di fondo fortemente critici della sanità ligure», dichiara.

Nattero punta il dito contro la difficoltà di attrarre e mantenere personale sanitario nei territori periferici e ad alta pressione turistica, sottolineando come il ricorso a gettonisti, convenzioni e accordi con il privato finisca per comportare costi elevati a fronte di servizi insufficienti. «Questa difficoltà a garantire le ecografie del primo e secondo trimestre di gravidanza, un servizio essenziale per la salute della mamma e del bambino, rivela ancora una volta che la controriforma Bucci con l'istituzione dell'Asl unica, lungi dal garantire una parità di trattamento in tutto il territorio ligure, penalizza le cittadine e i cittadini delle province più lontane, in particolare Imperia e Spezia», evidenzia la segretaria regionale.

Nattero richiama inoltre altri esempi di criticità nel Ponente ligure: «A Imperia l'abbiamo visto con la centralizzazione del 118 e i problemi relativi e adesso lo vediamo con l'impoverimento di Ostetricia e Ginecologia di Imperia e Sanremo». Duro anche il giudizio di Simona Simonetti, co-portavoce ligure di Europa Verde, che definisce l'accordo una semplice misura temporanea. «Si tratta di una soluzione tampone e non strutturale, inadeguata perché non affronta il problema e insufficiente nei numeri», osserva Simonetti.

La dirigente ricorda che in provincia di Imperia nascono ogni anno circa 1.250 bambini, di cui 450 nel solo distretto di Imperia, mentre l'intesa prevede 112 prestazioni complessive tra maggio e dicembre, un quantitativo che, secondo AVS, non sarebbe sufficiente neppure a coprire le sole ecografie morfologiche del distretto imperiese. «È evidente che la dotazione organica strutturalmente insufficiente dell'Imperiese ha prodotto una situazione in cui le donne in gravidanza non ricevevano le prestazioni cui hanno diritto per legge, e la risposta dell'amministrazione è stata una soluzione temporanea invece di un intervento strutturale sul personale», conclude Simonetti.

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