La deadline per il cantiere di Piazza Eroi era stata segnata per fine anno (al più inizio 2027) secondo le più recenti notizie, ma i disagi che stanno attraversando i commercianti della zona sono costanti ormai da praticamente tre anni (il 12 giugno 2023 la data di inaugurazione del cantiere): un percorso lungo che si spera giunga al più presto alla conclusione, ma che nel tempo ha messo non poco in difficoltà chi lavora.
Nel corso degli anni sono state avanzate diverse richieste operative: indennizzi per i mancati guadagni, tempi certi per la conclusione dei lavori e la presentazione definitiva della nuova mappatura dei banchi del mercato con una sistemazione adeguata alle future strutture e ai nuovi arredi urbani della piazza: tutte cose che però, a quanto traspare dall'umore dei commercianti, non sarebbero ancora state definite chiaramente. "Si parlava di arrivare in estate almeno al piano per permettere almeno di togliere le paratie, ma sinceramente ci credo poco" dice uno dei commercianti. "Parliamo del centro città - incalza un altro - è un punto strategico per tutto il centro che per tre anni non è stato a disposizione e in tutto questo non c'è stata un'alternativa vera. Questo ha dato un grande danno". Qualcuno sceglie l'arma dell'ironia: "Io mi aspettavo trovassero qualche osso di dinosauro. No ma davvero basta un attimo a bloccare i lavori: posso capire che ci siano dei fermi per questioni di verifiche sulla correttezza dei lavori, per gli appalti eccetera, ma poi non capisco".
Nei giorni scorsi tramite una nota la Confesercenti cittadina aveva sollevato nuovamente la questione, affermando che “Il tempo avanza inesorabile ma il nostro futuro non è assolutamente chiaro. Siamo ancora in alto mare”. In attesa che il cronoprogramma venga finalmente rispettato, tra i commercianti prevalgono stanchezza e scetticismo. Dopo tre anni di cantieri, rinvii e promesse, la richiesta resta la stessa: tempi certi, risposte concrete e una prospettiva chiara per il futuro della piazza e delle attività che ogni giorno la vivono. Per molti, infatti, la conclusione dei lavori non rappresenta soltanto la restituzione di uno spazio pubblico alla città, ma anche l'occasione per provare a recuperare una normalità economica messa a dura prova da un'attesa che si è protratta ben oltre le previsioni iniziali.














