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Eventi | 23 maggio 2026, 13:59

Commemorazione e deposizione di una corona d’alloro, Ventimiglia celebra la Giornata Nazionale della Legalità (Foto)

Presenti autorità civili, locali, provinciali e regionali, militari, religiose, associazioni e cittadini

Ventimiglia celebra la Giornata Nazionale della Legalità. Questa mattina autorità civili, locali, provinciali e regionali, militari, religiose, associazioni e cittadini si sono riuniti in piazza Falcone e Borsellino e agenti delle scorte, per commemorare le vittime di tutte le mafie e, in particolare, delle stragi del 1992.

Dopo la deposizione di una corona d’alloro è intervenuto, per un breve orazione, il sindaco della città di Ventimiglia Flavio Di Muro. “Oggi, nel Giorno della Legalità e della memoria di tutte le vittime delle mafie, ci ritroviamo insieme per commemorare il 34° anniversario della Strage di Capaci, una delle pagine più drammatiche e dolorose della storia della nostra Repubblica" - dice il primo cittadino - “Il 23 maggio 1992 furono barbaramente assassinati, in un vile attentato mafioso, il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Pochi mesi dopo, il 19 luglio, in Strage di via D'Amelio, persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina: servitori dello Stato che hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte. Uomini e donne che hanno adempiuto fino in fondo al proprio dovere, mettendo la difesa della legalità, della giustizia e delle istituzioni democratiche davanti alla propria stessa vita”.

“Quei tragici eventi sconvolsero l’intera Nazione e segnarono profondamente la coscienza collettiva del Paese. A distanza di trentaquattro anni, il ricordo di quelle immagini, di quel dolore e di quel senso di smarrimento è ancora vivo nella memoria di tutti noi” - sottolinea Di Muro - “Ma il sacrificio di Falcone, Borsellino e degli agenti delle scorte non è stato vano. La loro testimonianza continua a rappresentare un esempio straordinario di coraggio, integrità morale e amore per lo Stato. Ed è proprio grazie alla loro eredità che oggi esiste una coscienza civile più forte, più consapevole e più determinata nel contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata.

La mafia si combatte certamente con l’azione dello Stato, con il lavoro delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, ma si combatte anche ogni giorno attraverso il rispetto delle regole, il senso civico e la responsabilità individuale.

Per questo motivo è fondamentale il ruolo delle famiglie, della scuola, delle associazioni e delle istituzioni. È soprattutto dalle giovani generazioni che deve partire il seme della legalità e della giustizia: educare al rispetto delle regole significa educare alla libertà, alla dignità della persona e al valore della convivenza civile”.

Elisa Colli

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