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Attualità | 19 maggio 2026, 16:53

Sanremo, il Consiglio di Stato boccia la co-ubicazione forzata delle antenne a Coldirodi e salva il traliccio Inwit

Respinto l’appello del Comune contro Vodafone e Inwit: illegittimo l’ordine di smantellare un impianto attivo da oltre trent’anni nella frazione

Sanremo, il Consiglio di Stato boccia la co-ubicazione forzata delle antenne a Coldirodi e salva il traliccio Inwit

Il Consiglio di Stato mette un freno al tentativo del Comune di Sanremo di imporre la co-ubicazione forzata delle antenne telefoniche nella frazione di Coldirodi. Con una sentenza destinata ad avere effetti rilevanti sul governo delle infrastrutture di telecomunicazione, la Sezione Sesta ha respinto l’appello dell’amministrazione comunale contro la decisione del TAR Liguria che aveva già annullato il provvedimento del dicembre 2023. Al centro della vicenda c’è l’ordine con cui Palazzo Bellevue aveva imposto agli operatori presenti sul traliccio storico di proprietà Inwit, autorizzato nel 1994, di trasferire gli impianti sulla nuova struttura Cellnex realizzata per Wind Tre, disponendo contestualmente la dismissione del vecchio impianto entro un anno.

Secondo il Comune, la scelta era motivata da esigenze di tutela paesaggistica e razionalizzazione delle infrastrutture in un’area delicata sotto il profilo ambientale, a pochi metri dal centro storico di Coldirodi. Ma per i giudici amministrativi l’operazione si è tradotta in un uso improprio del potere previsto dall’articolo 50 del Codice delle comunicazioni elettroniche. Il Consiglio di Stato chiarisce infatti che la co-ubicazione può essere imposta solo entro limiti ben precisi, ossia quando sia necessaria per tutelare ambiente, salute pubblica, sicurezza o pianificazione territoriale, e sempre attraverso un’istruttoria tecnica rigorosa e una motivazione rafforzata. Nel caso sanremese, invece, il Collegio ha ritenuto che il provvedimento comunale non costituisse una vera co-ubicazione, ma di fatto “una dismissione integrale di un impianto legittimamente autorizzato e operante da oltre 31 anni”.

I giudici sottolineano inoltre che il Comune non ha dimostrato né l’esistenza di rischi ambientali o sanitari né l’incompatibilità urbanistica dell’impianto Inwit. Mancava anche una valutazione concreta sulla fattibilità tecnica del trasferimento degli apparati sulla nuova struttura Cellnex. Particolarmente rilevante il passaggio in cui il Consiglio di Stato evidenzia come il provvedimento comunale fosse privo di adeguata istruttoria sui limiti elettromagnetici e sulla capacità strutturale del nuovo traliccio. Nella sentenza si richiama infatti la relazione tecnica prodotta da Inwit, mai contestata in modo specifico dal Comune, che evidenziava criticità sia statiche sia relative al rispetto dei limiti CEM. Per i giudici, dunque, il potere di co-ubicazione non può trasformarsi in uno strumento “espulsivo” o in una revoca mascherata di autorizzazioni già consolidate.

Respinte anche le eccezioni del Comune sulla presunta carenza di interesse di Inwit e Vodafone. Il Consiglio di Stato ribadisce che le cosiddette “tower company” hanno piena legittimazione a difendere le proprie infrastrutture e che anche gli operatori telefonici direttamente coinvolti possono contestare ordini di smantellamento o trasferimento degli impianti. La sentenza conferma quindi integralmente quanto stabilito dal TAR Liguria e sancisce un principio importante: la tutela del paesaggio e il riordino delle reti non possono tradursi nella rimozione autoritativa di infrastrutture esistenti senza un adeguato fondamento normativo e tecnico. Il ricorso del Comune di Sanremo è stato quindi respinto, mentre l’appello incidentale di Inwit è stato dichiarato improcedibile. Spese compensate tra le parti.

Carlo Alessi

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