ELEZIONI AMMINISTRATIVE BORDIGHERA
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Eventi | 25 aprile 2026, 19:11

Bordighera celebra l’81° della Liberazione tra memoria, politica e partecipazione cittadina diffusa (Foto e Video)

Sfilata, commemorazioni e interventi istituzionali: presenti molti candidati alle prossime elezioni comunali

Una giornata intensa e partecipata quella del 25 aprile a Bordighera, dove la città ha celebrato l’81° anniversario della Liberazione con un ricco programma di iniziative tra cerimonie ufficiali, momenti di raccoglimento e riflessioni civili. Le celebrazioni si sono aperte al mattino nelle frazioni, con la deposizione di fiori e le benedizioni in suffragio dei caduti a Borghetto San Nicolò, Sasso e al cimitero di Arziglia. Nel pomeriggio, il porto ha ospitato l’alzabandiera e l’omaggio ai caduti del mare, seguito dal corteo partito da Palazzo del Parco che ha attraversato le vie cittadine, toccando luoghi simbolo della memoria: dalla pietra d’inciampo dedicata a Ettore Renacci fino al cippo dei partigiani.

Significativa e visibile la presenza di numerosi candidati alle prossime elezioni amministrative, a testimonianza di un clima politico già vivo in città e di un forte legame tra memoria storica e attualità democratica. La ricorrenza ha così assunto anche un valore di riflessione in vista del ritorno alle urne.

Momento importante l’intervento del commissario prefettizio Rosa Abussi, che guida il Comune in questa fase di transizione: “Questo territorio risalta certamente per l'impegno che ha profuso, senza risparmiarsi mai, nella lotta per la libertà. Le medaglie al valore conferite ai singoli individui per il coraggio mostrato costituiscono una testimonianza indelebile del contributo altissimo fornito da questo territorio alla liberazione. In quegli anni drammatici, gli abitanti di queste città, di queste valli, decisero di non accettare passivamente l'evoluzione degli eventi e le prevaricazioni del regime, ma preferirono adoperarsi in prima persona per contribuire alla caduta del regime. Il 25 aprile non è una data di parte, ma la festa di tutti i cittadini liberi, tutti gli italiani liberi. È il giorno in cui ricordiamo la fine di un periodo scuro, l'insurrezione popolare, il sacrificio della resistenza e la riconquista della libertà. È il giorno in cui il popolo italiano ha scelto il proprio destino. Come diceva Sandro Pertini, la resistenza è un tesoro che non appartiene a nessun partito, ma a tutto il popolo italiano. Oggi onoriamo chi ha sacrificato la giovinezza e la vita per consegnarci un paese libero. Ma la libertà non è un monumento di pietre da guardare una volta all'anno. È un impegno quotidiano. Enormi furono i sacrifici in termini di vite umane da parte di donne e uomini di ogni generazione ed estrazione sociale. Lo fecero per amore della pace, lo fecero per amore della democrazia, lo fecero per amore della libertà in tutte le forme in cui è stato poi declinato questo concetto all'interno della nostra Costituzione, la Costituzione repubblicana. È importante celebrare e ricordare questa giornata in un momento storico in cui, a livello mondiale, l'immagine della guerra, della distruzione, della devastazione e delle stragi di civili sono tornate a far parte, drammaticamente, della nostra quotidianità. Come ha affermato il Capo dello Stato pochi giorni fa, la libertà e la pace non sono elementi dati e acquisiti una volta per tutte. Sono beni resi fragili e che richiedono consapevolezza e impegno. Il monito del Presidente Mattarella deve essere fatto proprio da ciascuno di noi per renderci pienamente coscienti di quale sia stato il prezzo dei diritti e delle libertà che la nostra Costituzione repubblicana assicura oggi ad ogni individuo affinché ciascuno, e in particolare le giovani generazioni, si adoperi per custodirli, per preservarli e per difenderli in piena coscienza del prezioso e inestimabile valore della libertà, della pace e della democrazia. A maggiore ragione, alla vigilia di un rinnovo democratico del governo cittadino, questa ricorrenza assume un valore di unità e responsabilità. La democrazia che oggi viviamo e che vi apprestate a esercitare nelle urne affonda le sue radici proprio nel sacrificio di chi ha lottato per la libertà di pensiero e di voto. In un periodo come questo di campagna elettorale i toni possono farsi accesi, tuttavia non dobbiamo mai dimenticare che il confronto civile è possibile e che qualcuno, 81 anni fa, ha lottato per il nostro diritto di dissentire e di votare secondo coscienza. Come commissario ho il compito di garantire la continuità amministrativa in questo periodo di transizione, assicurando che le istituzioni rimangano a presidio di legalità e imparzialità, al servizio di tutta la cittadinanza. Il mio augurio oggi è che questa ricorrenza aiuti tutti a riscoprire ciò che ci unisce al di là delle urne, l'amore per la città e il rispetto per le istituzioni. Oggi restiamo tutti sotto il segno del Tricolore ricordando che siamo cittadini di un'unica, libera e indivisibile nazione. Buona festa della liberazione a tutti. Viva l'Italia. Viva Bordighera.”

A seguire, l’orazione di Mauro Lazzaretti, presidente della Scuola di Pace di Ventimiglia, che ha ampliato lo sguardo al contesto internazionale e al significato attuale della Resistenza: “Mi unisco alle parole e ai pensieri del commissario. Siamo qui per ricordare e onorare i giovani caduti a Bordighera. Insieme a quelli nelle valli di Ventimiglia, di Sanremo e Imperia sono 613 le persone che sono cadute. Non ci ricordiamo mai abbastanza che la resistenza è stato un movimento di popolo che ha coinvolto tutti i cittadini: operai, studenti, contadini, anziani, donne in ogni regione d'Italia. È nostro dovere conservare la memoria di quei partigiani. Dietro ogni nome inciso ci sono storie e vite spezzate che continuano a vivere nella Costituzione e nella democrazia. Con i tempi che stiamo vivendo è giusto domandarci quale sia oggi il significato della resistenza. Papa Francesco ci ha detto che siamo dentro una Terza Guerra Mondiale. È nostro dovere vigilare, comprendere e reagire alle ingiustizie. Ogni volta che c'è un'ingiustizia occorre resistenza. È questo l’insegnamento dei partigiani. Dobbiamo diventare cittadini pienamente coscienti, sviluppare spirito critico e difendere la democrazia anche nel tempo delle fake news. Non possiamo limitarci a essere elettori: dobbiamo essere cittadini attivi, europei e anche cittadini del mondo. L’Unione Europea resta uno dei più grandi progetti di pace del Novecento e non deve essere dispersa. I nostri padri costituenti hanno indicato la solidarietà come dovere. Dove non arriva la politica deve arrivare la solidarietà. Non vorrei che questo 25 aprile fosse una data rituale: dobbiamo collegarlo a un impegno concreto per la pace. Ripartiamo da noi, nelle famiglie, nel lavoro, nelle associazioni. Cerchiamo di essere costruttori di pace. I partigiani hanno combattuto per un’Italia libera, oggi dobbiamo costruire un mondo di pace. Viva la resistenza, viva l’Italia, viva l’Europa e viva la pace.”

La giornata si concluderà questa sera con il concerto della banda musicale cittadina al teatro comunale 'Golzi'. Una celebrazione che ha unito memoria storica, partecipazione civica e attualità politica, in un momento particolarmente significativo per il futuro amministrativo della città.

Carlo Alessi

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