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Attualità | 30 marzo 2026, 08:06

Ventimiglia, a Bevera i bambini riscoprono l’antico intreccio dei parmureli con famiglie e tradizione

Laboratorio nella scuola dell’infanzia: tra storia, manualità e comunità, protagonisti i piccoli alunni e i loro genitori

Un vero e proprio ponte tra generazioni, costruito con foglie di palma e saperi antichi. È quanto accaduto nella scuola dell’infanzia di Bevera, parte dell’Istituto n° 2 Cavour di Ventimiglia, dove le aule si sono trasformate in un laboratorio artigiano dedicato alla tradizione ligure dei parmureli. Protagonisti dell’iniziativa sono stati i bambini di cinque anni che, insieme ai loro genitori, hanno imparato l’antica tecnica dell’intreccio delle palme, guidati dalla fiorista locale Anna Trimboli. La professionista, che ha offerto il proprio contributo gratuitamente, ha illustrato con passione i segreti di quest’arte e raccontato la leggenda di “Aiga ae corde”, legata alla figura di Benedetto Bresca, il marinaio cui si deve la tradizione della fornitura delle palme al Vaticano.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di preservare il patrimonio culturale del Ponente ligure, portando tra i banchi una pratica tramandata da oltre cinque secoli. Per i piccoli alunni, all’ultimo anno di scuola dell’infanzia, l’esperienza è stata anche un’importante occasione di crescita: manipolare le foglie, comprenderne la consistenza e intrecciarle ha significato allenare coordinazione, pazienza e creatività. Fondamentale il ruolo della fiorista, capace di rendere accessibile una tecnica complessa anche ai più piccoli, accompagnandoli passo dopo passo: dalla scelta della foglia giusta fino alla realizzazione delle forme ornamentali tradizionali. Il laboratorio si è trasformato così in un’esperienza sensoriale completa, fatta di gesti, profumi e scoperta.

Ma non solo apprendimento: la giornata si è distinta anche come momento di condivisione familiare, grazie alla partecipazione attiva dei genitori, che hanno contribuito a creare un clima coinvolgente e inclusivo. A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata la dirigente scolastica Antonella Costanza, che ha evidenziato come la scuola possa essere “il luogo ideale dove la tradizione incontra il futuro”. Un’esperienza che lascia ai bambini non solo un manufatto da portare a casa, ma soprattutto il ricordo di una storia antica vissuta insieme, rafforzando il senso di comunità e appartenenza.

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