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Politica | 04 marzo 2026, 09:34

Fondazione Chiappori, il Presidente Federico smentisce Martinetto: “Nessuna indennità né occupazione politica”

Il Presidente chiarisce che la bozza di statuto proposta non prevedeva compensi e ribadisce il servizio pro bono, criticando le accuse strumentali

Fondazione Chiappori, il Presidente Federico smentisce Martinetto: “Nessuna indennità né occupazione politica”

Il Presidente della Fondazione Chiappori, Antonio Federico, ha risposto con fermezza alle accuse dell’ex Presidente Martinetto, che aveva parlato di “occupazione politica” e presunte indennità nello statuto della Fondazione. In un comunicato ufficiale, Federico ha smentito ogni addebito, definendolo “una storia smentita dai fatti e, purtroppo per lui, anche dai documenti”. Secondo Federico, la bozza di statuto discussa durante l’ultimo Consiglio, di cui era promotore, non prevedeva alcuna indennità, riprendendo sostanzialmente l’impianto del vigente statuto, con alcune integrazioni apportate dal professor Gatto, incaricato dall’allora Presidente Martinetto, per adeguare la Fondazione al RUNTS. “Quanto affermo è facilmente verificabile attraverso documentazione e comunicazioni e-mail”, ha precisato.

Federico ha spiegato che, sebbene nelle primissime bozze redatte dal professor Gatto fosse stata menzionata la possibilità di prevedere indennità — pratica presente in altre fondazioni — tale opzione non è mai stata concretamente inserita nella bozza presentata da lui e trasmessa preventivamente agli altri due consiglieri. Il Presidente ha voluto sottolineare il suo impegno pro bono, completamente a titolo gratuito, anche in altre fondazioni, e ha evidenziato come questo avrebbe dovuto suggerire maggiore cautela a Martinetto prima di descriverlo in termini diversi dalla realtà.

Le modifiche proposte da Federico rispetto al vigente statuto riguardavano tre punti principali:
- l’introduzione dell’incompatibilità con le cariche elettive, come avviene nella maggior parte delle fondazioni;
- l’istituzione di un fondo di riserva per garantire la stabilità finanziaria dell’ente;
- la possibilità, previo parere del revisore unico, di prevedere un premio mensile per i due dipendenti effettivi della Fondazione, già impegnati da anni con grande dedizione.

“Tali proposte sono inizialmente state respinte, salvo poi accogliere il premio ai dipendenti su mia specifica istanza”, ha ricordato Federico. Il Presidente ha poi criticato le scelte statutarie del periodo precedente, evidenziando che nello statuto proposto da Martinetto e Biancheri era previsto un aumento del Consiglio di Amministrazione da tre a cinque membri, con ben tre nominati dalla famiglia degli eredi, eliminando l’incompatibilità con le cariche elettive. “Forse perché qualcuno ha la bramosia di rimanere a tutti i costi attaccato alla poltrona?”, ha commentato Federico. "Le uniche modifiche sostanziali rispetto al vigente statuto da me proposte riguardavano: l’introduzione dell’incompatibilità con le cariche elettive, come avviene nella maggior parte delle fondazioni; l’istituzione di un fondo di riserva per salvaguardare la stabilità finanziaria dell’ente; e la possibilità, sentito il revisore unico sulla fattibilità finanziaria, di prevedere una mensilità di premio".

 per gli unici due dipendenti effettivi della Fondazione. Proposte inizialmente tutte respinte, salvo poi accogliere — su mia specifica istanza — l'istituzione del fondo di riserva e il premio ai dipendenti della Fondazione, che da anni lavorano con grande impegno.

Infine, Federico ha chiarito che ha partecipato alla votazione sulla bozza di statuto anche se ha dovuto lasciare la seduta alle 21, dopo oltre tre ore di riunione, per un altro impegno già fissato, circostanza di cui tutti i consiglieri erano informati. Il Presidente ha concluso sottolineando la necessità di evitare polemiche strumentali e ha espresso fiducia nel nuovo Consiglio di Amministrazione: “Mi rincresce constatare che si preferisca alimentare polemiche pretestuose anziché lavorare serenamente per il futuro della Fondazione. Sono certo che il nuovo CdA saprà ristabilire quel clima sereno e positivo indispensabile per il buon funzionamento dell’ente e proseguire l’opera di rilancio della struttura”.

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