Prima cantante, poi produttrice, Caterina Caselli ha segnato la storia della musica italiana.
Con le sue canzoni, entrate di diritto nella memoria collettiva, ha saputo lanciare messaggi audaci per l’epoca che risuonano purtroppo attuali ancora oggi.
Ma anche, e soprattutto, ha saputo individuare quelle scintille di talento, alimentando la fiamma dell’arte e contribuendo a costruire alcune delle carriere più importanti in ambito musicale.
Sul palco del teatro Ariston, accolta da Carlo Conti e Laura Pausini, Caselli non ha nascosto l’emozione: “Sono stata fortunata nella mia vita, ho avuto incontri importanti che mi hanno aiutato a creare questo percorso. ‘Nessuno mi può giudicare’ ancora oggi contiene un messaggio importante”.
Caterina Caselli è stata un esempio per tutte le donne, un ruolo che non le sta stretto, raggiunto anche grazie agli incontri della sua vita: “Volevo ringraziare, è un momento che non mi aspettavo, ma volevo dire grazie a tutte le persone che mi hanno aiutato, agli artisti da cui ho imparato e a cui forse ho detto qualcosa di utile. Ogni artista è unico. Bisogna lavorare con ognuno di loro con il proprio metodo”.
E l’elenco degli artisti che ha lanciato è lunghissimo: Elisa, negramaro, Andrea Bocelli, Madame, Lucio Corsi, Malika Ayane, solo per citarne alcuni.
Nel gennaio 1966, con una ‘spavalderia’ che lei stessa ha definito quasi eccessiva, Caselli ha portato uno dei brani più cantati e suonati.
Oggi, con la targa della città di Sanremo alla Carriera, non solo viene omaggia la storia della musica ma si rende merito a una delle poche donne dell’industria musicale capace di rivoluzionare le canzoni nei decenni.
“A tutte le generazioni: sentitevi liberi dal giudizio”.


















