LDA e AKA 7even si presentano insieme in coppia all’Ariston con il brano “Poesie clandestine”, che fonde sonorità pop, ritmi latini e immagini di amore intenso e fugace inserite nella cornice di una Napoli evocativa. Entrambi lanciati dal talent Amici di Maria De Filippi, non danno per scontato nulla e ka loro esperienza al Festival di Sanremo 2026 è vissuta con gratitudine e consapevolezza: "Non è scontato essere qui, accettiamo le critiche perché dobbiamo crescere e non è scontato che ci siano persone ad aspettarci fuori dagli alberghi e lontano dal palco".
La loro cover di “Andamento Lento” insieme a Tullio De Piscopo promette energia e rispetto della tradizione: "Metteremo del nostro nell’arrangiamento, che non è stato storpiato ed è stato approvato dal maestro prima di accettare, sarà bello". E poi scherzano: "Se avessimo potuto portare un artista internazionale insieme a lui, avremmo scelto Elton John: la sua voce, il suo piano, con la batteria di Tullio… e poi ci svegliamo tutti sudati" scherzano i due artisti.
“Poesie clandestine” nasce casualmente: "Avevamo finito i nostri tour estivi, eravamo a Roma a casa mia, dove siamo cinque coinquilini, siamo andati in studio per una delle classiche sessioni in cui poi prendi il pezzo e lo cestini… e invece questo è andato in gara a Sanremo. Meno male che non lo abbiamo cestinato".
Il passaggio da solisti a duo prende forma durante il secondo disco di AKA 7EVEN. "Avevamo già collaborato in passato, ci siamo visti in studio molte volte per divertirci più che per creare un pezzo. Questo è il motivo per cui facciamo musica: ci divertiamo e ci emozioniamo. “Poesie clandestine” ha ribaltato le idee di progetti solisti di entrambi, abbiamo bloccato tutto per questo. Stiamo facendo il mestiere più bello del mondo. Ci sono persone che lavorano dal mattino alla sera e devono tornare col sorriso a casa per i figli anche se il mestiere non gli piace". E ancora: "Mio padre faceva il camionista, ha lavorato quarant’anni alzandosi alle quattro del mattino, non vedeva i figli e ha fatto tanti sacrifici. Siamo privilegiati a tutti gli effetti e sappiamo di esserlo, non possiamo lamentarci".
L’energia del duo alleggerisce anche la pressione: "Le cose belle raddoppiano, l’ansia la dividi", dicono sorridendo.
Nel loro percorso c’è spazio anche per le radici. "Nell’album ci sarà qualcosa che andrà oltre il latin, con il napoletano: è qualcosa che arriva dalle radici, che ci appartiene. Volevamo farlo con brani suonati che musicalmente riprendono radici che hanno rappresentato Napoli in passato". E aggiungono: "A Napoli si può raccontare senza avere un pezzo hit, basta prendere la discografia di Pino Daniele".
La forza del progetto sta nel rapporto umano. "Pensavo avremmo litigato molto facendo il disco, e invece non è successo: c’è tanta stima tra noi. Qualsiasi cosa possa dirti l’altro la trasformi in modo benevolo, ne trai benefici. Se percepiva di aver fatto una strofa migliore della mia, me lo diceva e la cambiavo: siamo sempre stati super alleati. Non c’è competizione, ma tanta lealtà. Questo è un mestiere complicato, senza essere chiari diventa difficile fare cose insieme".
Un’unione nata anche sui banchi di Amici di Maria De Filippi, cresciuta nel tempo. "Importante che abbiamo collaborato: nel pop creare unione, fare squadra può aiutare tantissimo. La musica è bella perché unisce". E Napoli resta sempre al centro. "Se passate per Napoli, andate a vedere Napoli Sotterranea e la Galleria Borbonica". E quando si chiedono cosa ci sia dell’uno nell’altro, le risposte sono semplici e chiare: "Mi piace l’approccio di Luca in studio: è un vero professionista, va diretto al pianoforte senza neanche prendere il caffè, e la maggior parte dei nostri pezzi è nata così. Da lui ho imparato questo". "Mi piace la sua penna: scrive di getto e di cuore, quello che vive. Agli occhi di tutti è vero, e io amo le persone vere". Per LDA è anche una conferma personale: il più giovane tra i Big, per la seconda volta dopo la prima esperienza a Sanremo.

















