Ormai da svariati decenni il Festival di Sanremo ha smesso di essere “solo” un grande programma televisivo: è diventato un ecosistema mediatico distribuito su più schermi, più piattaforme e più linguaggi. La trasformazione non è avvenuta dall’oggi al domani, ma oggi è evidente: la fruizione si sposta tra diretta TV, streaming, clip social, backstage on demand e conversazioni in tempo reale. In altre parole, Sanremo si è digitalizzato perché è cambiato il modo in cui il pubblico guarda, commenta e partecipa agli eventi live.
Il voto come esperienza condivisa
Il primo segnale concreto di questa evoluzione è il voto. Il televoto resta ancorato a canali “classici” come SMS e chiamata da rete fissa, con regole, limiti e sessioni di voto dichiarate in trasmissione e nei documenti ufficiali. È un impianto che garantisce tracciabilità e procedure standardizzate, ma che oggi viene percepito dal pubblico come parte di un’esperienza più ampia, dove il telefono non è solo lo strumento per votare: è la “seconda schermata” con cui si segue tutto il contorno del Festival.
Questa dimensione connessa cambia anche la psicologia della partecipazione: il voto non è più un gesto isolato a fine esibizione, ma si intreccia con discussioni, meme, clip, reaction, classifiche provvisorie e analisi. Il pubblico non si limita a scegliere: “co-costruisce” il racconto del Festival, spesso in tempo reale.
Lo streaming che porta Sanremo oltre la tv
La spinta digitale passa inevitabilmente dalle piattaforme. RaiPlay ha consolidato la presenza del Festival in streaming e on demand, contribuendo a portare l’evento dove si trovano ormai molte abitudini di visione: smartphone, tablet, PC, smart TV. E non è solo una questione di “vederlo se non sei davanti alla TV”: è la possibilità di rivedere momenti, recuperare contenuti e seguire il dietro le quinte con formati pensati per la fruizione digitale.
Questa evoluzione si riflette anche nel modo in cui si misurano gli ascolti. L’introduzione della Total Audience nasce proprio dall’esigenza di fotografare un consumo televisivo che ormai include quote importanti di fruizione su device e piattaforme. Sanremo è uno dei casi simbolo: un evento che “spinge” la misurazione ad aggiornarsi, perché il pubblico non è più confinato alla sola trasmissione lineare.
L’importanza dei social
Se la TV resta il palcoscenico principale, i social sono diventati il grande foyer del Festival: il luogo in cui si commenta, si rilancia e si amplifica. Già da alcune edizioni sono stati costruiti presìdi ufficiali e un linguaggio adatto alle piattaforme, incluso TikTok con un profilo dedicato pensato per portare la community dentro l’esperienza Sanremo. Qui non si tratta solo di promozione: è distribuzione di contenuti nativi, clip brevi, trend, backstage e momenti “tagliati” per la circolazione algoritmica.
Il risultato è che Sanremo influenza i media ben oltre i confini del Festival stesso: guida conversazioni, orienta palinsesti (tra pre-show, post-show e programmi di commento), detta tempi editoriali e diventa un moltiplicatore di attenzione anche per radio, stampa, creator e piattaforme musicali. In pratica, è un evento “broadcast” che vive come un fenomeno “networked”: più persone parlano, più il Festival cresce.
I potenziali vincitori e le quote online
In questo quadro iper-mediatizzato rientra anche un elemento che accompagna Sanremo da anni: la presenza di quote sui possibili vincitori pubblicate da siti dei più operatori del settore, gli stessi che spesso propongono - all’interno del loro carnet - anche la possibilità di provare le slot online.
Le quote vengono riprese dai media come curiosità o indicatore di “sentiment” esterno alla gara, oltre che utilizzate come una lente narrativa: chi sale, chi scende, come cambiano le previsioni dopo prove, esibizioni o rumor. Va però ricordato che queste quote non sono un verdetto e non coincidono con i risultati artistici o con il voto reale: sono un riflesso di aspettative e flussi informativi che i media trasformano in racconto.
Un Festival della Canzone italiana sempre più vicino al pubblico digitale
La sintesi è questa: Sanremo si è digitalizzato perché il pubblico è digitale. E l’industria dei media si è adattata: voto regolamentato ma dentro una fruizione multitouch, streaming che completa la diretta, misurazioni più moderne come la Total Audience, social come estensione ufficiale del racconto. Il Festival resta un rito popolare, ma oggi funziona anche come laboratorio: un evento che costringe TV, piattaforme, pubblicità e comunicazione a parlare la lingua del presente.
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