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Attualità | 26 gennaio 2026, 07:14

Clima sempre più caldo: nel 2025 il Mar Ligure supera i 27 gradi e amplifica gli effetti del riscaldamento globale

La situazione più critica riguarda al momento il Levante ligure, ma anche lungo la Riviera di Ponente i dati mostrano condizioni decisamente anomale: sono state infatti segnalate punte di 28,5 °C al largo di Riva Ligure

Clima sempre più caldo: nel 2025 il Mar Ligure supera i 27 gradi e amplifica gli effetti del riscaldamento globale

Il cambiamento climatico globale mostra segnali sempre più evidenti anche in Liguria, con un’accelerazione preoccupante sul fronte marino. A confermarlo è il Bilancio meteo 2025 dell'Arpal, che descrive un anno caratterizzato da temperature elevate e anomalie positive persistenti, in continuità con quanto osservato negli ultimi anni. Un quadro che trova una delle sue manifestazioni più evidenti nel rapido e precoce riscaldamento del Mar Ligure.

Secondo le più recenti rilevazioni satellitari elaborate da Arpal, le temperature superficiali del mare hanno già superato i 27 °C in diverse aree, con valori superiori ai 26 °C diffusi su tutta la regione. La situazione più critica riguarda al momento il Levante ligure, ma anche lungo la Riviera di Ponente i dati mostrano condizioni decisamente anomale: sono state infatti segnalate punte di 28,5 °C al largo di Riva Ligure.

I dati satellitari del programma europeo Copernicus evidenziano, nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 26 giugno, anomalie termiche positive persistenti, con temperature sistematicamente superiori alla media climatologica del periodo 1985–2005. Una situazione già riscontrata nel 2024, ma che nel 2025 risulta ancora più marcata e si è ulteriormente accentuata con l’arrivo della primavera. Secondo Arpal, a contribuire a questo riscaldamento anomalo sono diversi fattori concomitanti: la presenza stabile dell’anticiclone africano, l’assenza di venti intensi e di mareggiate e temperature atmosferiche superiori alla norma. Tutti elementi che hanno ostacolato il naturale rimescolamento delle acque superficiali, favorendo l’accumulo di calore.

Temperature così elevate del mare già all’inizio dell’estate non rappresentano solo un dato ambientale, ma incidono direttamente sull’equilibrio climatico costiero. Una minore differenza di temperatura tra mare e terra può ridurre l’intensità delle brezze marine, che svolgono un ruolo fondamentale nel raffrescamento naturale delle aree costiere. Inoltre, in presenza di condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali, acque così calde costituiscono una vera e propria riserva energetica, potenzialmente in grado di alimentare fenomeni meteorologici intensi e localizzati.

Il riscaldamento del Mar Ligure si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intero bacino del Mediterraneo, considerato uno degli hotspot climatici del pianeta. Secondo Copernicus, il trend decennale di crescita delle temperature marine è pari a +0,034 °C all’anno. Nella settimana dal 15 al 21 giugno 2025, le anomalie registrate nel Mediterraneo variavano tra 0 e +3 °C, con punte anche superiori in alcuni settori del bacino occidentale. A livello globale, il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato. Per la prima volta, la temperatura media globale di tre anni consecutivi (2023-2025) ha superato di oltre 1,5 °C il livello preindustriale. Un dato che, pur non sancendo ancora il fallimento dell’Accordo di Parigi, conferma una tendenza ormai consolidata.

Il riscaldamento globale non è uniforme: nel 2025 le regioni polari hanno registrato anomalie particolarmente marcate, con l’Antartide all’anno più caldo mai osservato e l’Artide al secondo posto. Nel complesso, gli ultimi 11 anni risultano tutti i più caldi mai registrati. Le proiezioni indicano che il 2026 potrebbe essere il quarto anno consecutivo con temperature globali superiori di oltre 1,5 °C rispetto al periodo preindustriale. In assenza di segnali di raffreddamento nel breve periodo, i dati sul Mar Ligure rafforzano l’allarme: il cambiamento climatico non è più una prospettiva futura, ma una realtà già in atto, con effetti sempre più concreti sul territorio e sulle dinamiche meteorologiche regionali.

Elia Folco

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