Ieri sera, presso la Sala Beckett, si è tenuto l’incontro "Storie di Memoria. Persone nella Storia", un evento dedicato alla ricostruzione delle vicende della famiglia De Benedetti a partire dall'emanazione delle leggi razziali del 1938. La serata ha offerto alla comunità un’occasione di riflessione basata sulla testimonianza di Filippo Biolé, Presidente dell'Aned di Genova e Presidente dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo, ma soprattutto discendente della famiglia, che ha ripercorso i fatti con un intervento incentrato sull'impegno etico e sulla condivisione storica per la costruzione di un futuro migliore.
L'evento è stato accompagnato dagli interventi musicali della Giovane Orchestra Note Libere, diretta dai maestri Cristina Orvieto e Fabrizio Ragazzi. Il programma ha previsto l'esecuzione di brani dal forte valore simbolico come Gam Gam, il tema di Schindler’s List e quello de La Vita è Bella, che hanno nobilitato la narrazione dei fatti storici.
Particolarmente significativa è stata la parte teatrale curata da Paolo Paolino e Loredana de Flaviis del Teatro dell’Albero. I due attori hanno interpretato lo zio Bruno, internato nel campo di concentramento di Fossoli, e la moglie Armanda, di fede cattolica, che lo attendeva a Santa Margherita Ligure. Al centro della rappresentazione è stato posto lo scambio epistolare tra i due coniugi: dalle lettere emerge, fino all'ultimo, un profondo sentimento di speranza. Nonostante la separazione forzata, la differenza di fede e la durezza della prigionia a Fossoli — snodo cruciale della deportazione verso i campi di sterminio — la prospettiva di potersi finalmente riabbracciare è rimasta una costante che non ha mai abbandonato gli sposi fino alla fine.
Il legame con le nuove generazioni è stato rappresentato dalla partecipazione del giovane Alessandro Ravasio, studente presso l'IC Sauro di Imperia, che ha collegato l'evento al Congresso della Memoria dei Ragazzi tenutosi lo scorso venerdì. Ravasio ha condiviso la storia di Frida Misul, soprano ebrea di Livorno sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz. La sua vicenda è una testimonianza esemplare di come l'arte sia stata letteralmente una forza salvifica: Frida riuscì infatti a sopravvivere all'orrore del lager grazie al suo talento nel canto, dimostrando come la bellezza possa resistere e preservare la vita anche nei luoghi più drammatici.
A conclusione dell'incontro, l'assessore alla cultura Cinzia Balestra ha voluto sottolineare il valore civile dell'iniziativa richiamando l'importanza della scelta individuale: "Che la giornata della Memoria possa renderci sempre più consapevoli dell'importanza di tutto ciò che ci rende umani e che ognuno di noi, pur nella sua fragilità, difenda questa umanità, scegliendola ogni giorno, giorno dopo giorno".





















